Passa La Parola

Passa Parola
31/08/2017

Valorizzare le cose semplici

Santo Giovedì

«Vegliate, perché non sapete in quale

giorno il Signore vostro verrà’»

Mt 24, 42

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MESE di AGOSTO

dedicato a

DIO PADRE

http://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Giovedì 31 Agosto 2017

Giovedì della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Raimondo Nonnato, religioso O.M.D. (1200-1240),  B. Pere (Pietro) Tarrés i Claret, dottore e sac. (1905-1950)

 

Meditazione del giorno: Attribuita a San Macario l’Egiziano
“Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”

 

Dal Vangelo secondo Matteo 24,42-51.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà.
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto?
Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così!
In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni.
Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire,
e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi,
arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e nell’ora che non sa,
lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.»

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno...

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Passa parola

Buona giornata

«Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro» (Gv 20,30). Il Vangelo è il libro della misericordia di Dio, da leggere e rileggere, perché quanto Gesù ha detto e compiuto è espressione della misericordia del Padre. Non tutto, però, è stato scritto; il Vangelo della misericordia rimane un libro aperto, dove continuare a scrivere i segni dei discepoli di Cristo, gesti concreti di amore, che sono la testimonianza migliore della misericordia. Siamo tutti chiamati a diventare scrittori viventi del Vangelo, portatori della Buona Notizia a ogni uomo e donna di oggi. Lo possiamo fare mettendo in pratica le opere di misericordia corporale e spirituale, che sono lo stile di vita del cristiano. Mediante questi gesti semplici e forti, a volte perfino invisibili, possiamo visitare quanti sono nel bisogno, portando la tenerezza e la consolazione di Dio.”
(Fonte: L’amore è un gesto concreto. – L’omelia del Papa per la Divina Misericordia)

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Lectio carmelitana

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Le suore di San Biagio hanno fatto sapere che torneranno con questa rubrica ad Ottobre…

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

L’argomento di oggi

L’APATIA

Il lavoro mi piace, mi affascina. Potrei stare seduto per ore a guardarlo.

Jerome Klapka Jerome

La riflessione di oggi

«Eravamo in tre e lavoravamo come un sol uomo. Cioè due di noi poltrivano sempre». Questa battuta del comico americano Groucho Marx fa il paio con quella che abbiamo sopra proposto e che è presente nel delizioso romanzo Tre uomini in barca (1889) dello scrittore inglese Jerome Klapka Jerome. Parliamo di lavoro proprio oggi, quando si cala idealmente la serranda sul mese tradizionalmente riservato alle ferie e si riaprono i cancelli delle fabbriche. Non vogliamo, però, imbarcarci a toccare un tema «pesante», che ha spesso ai nostri giorni risvolti drammatici, segnati dall’incubo della disoccupazione. Ci fermeremo, molto più lievemente, sull’antipodo dell’operosità che il lavoro comporta, ossia su uno dei vizi capitali, la pigrizia o inerzia. L’italiano più nobile usa il termine «accidia», che deriva dal greco akedia e significa una noncuranza, una trascuratezza un po’ scoraggiata e triste.

Si ha, così, quella che l’antica tradizione ascetica considerava come un grave rischio spirituale. È, infatti, quella mollezza anche fisica che rivela un allentamento dell’anima la quale rinuncia all’ascesa erta e severa della virtù e si abbandona alla valle quieta e ombreggiata dell’indifferenza, della mediocrità, della piattezza. È, questa, una sorta di diagnosi anche dell’apatia della società moderna che, dopo essere passata attraverso frenesie ed eccessi, piomba nell’abulia, nella svogliatezza e fin nella nausea o nella noia (è significativo che questi due ultimi vocaboli abbiano dato il titolo ad altrettanti romanzi emblematici della crisi del Novecento, rispettivamente di Sartre e Moravia). Siamo ben lontani dal «dolce far niente»; è, invece, un gorgo grigio che attira e spegne gli aneliti dell’anima. Vale, allora, il monito paolino: «Svegliatevi dal sonno… La notte è avanzata e il giorno è vicino!» (Romani 13,11-12).

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“BUONO È IL SIGNORE VERSO TUTTI, LA SUA TENEREZZA SI ESPANDE SU TUTTE LE CREATURE”

(Sal 145,9).

Questo Salmo è un canto di gloria per celebrare la regalità del Signore che domina tutta la storia: è eterna e maestosa, ma si esprime nella giustizia e nella bontà e somiglia più alla vicinanza di un padre che alla potenza di un dominatore.

È Dio il protagonista di questo inno, che rivela la sua tenerezza, sovrabbondante come quella materna: Egli è misericordioso, pietoso, lento all’ira, grande nell’amore, buono verso tutti …

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Updated: 31 Agosto 2017 — 22:11

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