Passa La Parola

Passa Parola
16/03/2018

Essere luce per gli altri

Buon Venerdì

«Eppure io non sono venuto da me

e chi mi ha mandato è veritiero»

Gv 7, 28

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MESE di MARZO

dedicato a

SAN GIUSEPPE

http://www.preghiereperlafamiglia.it/MARZO.htm

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Venerdì 16 Marzo 2018

Venerdì della IV settimana di Quaresima

Santo(i) del giorno : S. José Gabriel del Rosario Brochero, sacerdote (1840-1914),  S. Jean de Brébeuf, sacerdote S.J. e martire (1593-1649)

 

Meditazione del giorno: Origene
“Cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 7,1-2.10.25-30.

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne;
Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.
Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere?
Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo?
Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete.
Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

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Passa parola

Buona giornata

[…] Il comportamento di Gesù ci deve essere di luce. Dobbiamo dedurre da esso che anche per noi l’amore al prossimo non può limitarsi al «farsi uno» con lui.
Dobbiamo aggiungere qualcosa d’altro. E questo qualcosa ha un nome: soffrire.
La vita che conduciamo su questa terra è senz’altro segnata dalle gioie, da quelle soddisfazioni profonde che dà, per esempio, il portare il Regno di Dio.
Ma non possiamo negare che essa è segnata anche dal dolore: malattie, tentazioni, angustie, tormenti, miserie, incomprensioni, imprevisti dolorosi…
Che significato hanno tutte queste manifestazioni di dolore? Per quale motivo Dio-Amore le permette? Sono un volto di Gesù abbandonato da abbracciare […] (Fonte: Chiara Lubich- L’arte di amare – pag. 87 – Ed. Città Nuova)

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Lectio Divina Carmelitana:

 Tempo di Quaresima

1) Preghiera

 Padre santo, che nei tuoi sacramenti

hai posto il rimedio alla nostra debolezza,
fa’ che accogliamo con gioia i frutti della redenzione
e li manifestiamo nel rinnovamento della vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-71-21025-30

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Venerdì 16 marzo 2018 – IV SETTIMANA DI QUARESIMA

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: “Certo voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato.”

 Gv. 7, 28-29

 

Come vivere questa Parola?

Ancora una volta, Gesù appare come segno di contraddizione: c’è chi lo riconosce come Messia; c’è chi lo definisce bugiardo, imbroglione. E Lui, paziente e misericordioso, approfitta della popolare e tradizionale festa delle Capanne, in cui si ringraziava Dio dei beni ricevuti, per aiutare i suoi contemporanei ad aprirsi umilmente al suo mistero: mandato dal Padre per la salvezza di tutti. La conseguenza è negativa. I suoi avversari leggono le sue parole come ironia, insulto, bestemmia e vogliono impadronirsi di lui. Ma, invano. Non è ancora giunta la sua “ora”.

Anche per noi, in questo tempo di Quaresima, si apre uno spazio propizio per soffermarci in silenzio e contemplazione sul mistero della persona di Gesù a seguirlo con amore più grande.

Invochiamo lo Spirito, nostro maestro interiore, pregandolo così: “Ospite dolce dell’anima, aiutaci a scoprire l’origine di quel Mite che ha portato in silenzio l’iniquità di tutti noi e non si è vergognato di chiamarci fratelli e sorelle.”.

 

La voce di Benedetto XVI

“Nella vita di Gesù- vita attinta dal Padre- si rende presente il senso intrinseco del mondo, che si concede a noi in veste di amore: di un amore che ama individualmente ciascuno di noi e, grazie all’ineffabile dono di tale amore, immune da ogni caducità, da ogni offuscamento egoistico, rende la vita degna di essere vissuta.”

 

Commento di Sr Graziella Curti

direttice@fmamelzo.com

 

 Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

COSE FUTILI E VANE

Dopo che l’esperienza mi ebbe insegnato come fossero vane e futili tutte quelle cose che capitano così frequentemente nella vita quotidiana, decisi infine di cercare se ci fosse qualcosa che mi facesse godere in eterno di una continua e somma letizia.

Baruch Spinoza

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La riflessione di oggi

Pensate: è un unico volume fatto di ben 2832 pagine e raccoglie Tutte le opere (con l’originale latino a fronte, la lingua «scientifica» di allora) di quel grande e controverso filosofo che fu l’ebreo olandese Baruch Spinoza, morto di tisi nel 1677 a soli 44 anni. Da quel piccolo oceano testuale – che comprende persino una grammatica di ebraico – ho tratto una frase semplice eppure forte. La vorrei trasformare in un appello «quaresimale» per tutti, anche per chi non leggerà mai altre righe di questo pensatore. La mia sarà un’applicazione più immediata.

Dobbiamo, infatti, essere consapevoli che troppo spesso siamo così curvi e chini sulle realtà quotidiane da non avere più gli occhi della mente capaci di guardare in alto; siamo spesso così protesi verso gli atti piccoli e modesti da diventare incapaci di quelli grandi; siamo così assorbiti dalle cose materiali da perdere ogni sapore per la bellezza e la spiritualità: siamo così avvolti dal chiacchiericcio da non conoscere più la voce della coscienza che risuona nel silenzio; siamo talmente alla ricerca spasmodica del piacere da ignorare che esiste una felicità interiore che è ben più alta e affascinante. Fermiamoci qui in questa riflessione che scaturisce dalla scelta di Spinoza di dedicarsi – anche in mezzo a contestazioni e fatiche -ai valori più nobili e profondi. Ma a chi non leggerà nient’altro di questo filosofo lascio come ricordo questo suo motto da meditare: «Mi sono sempre impegnato a non deridere le azioni degli uomini, a non compiangerle, a non detestarle, ma solo a comprenderle».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri”(Sal 25, 4).

Il re e profeta Davide, autore di questo salmo, è oppresso dall’angoscia e dalla povertà e si sente in pericolo di fronte ai suoi nemici. Vorrebbe trovare una strada per uscire da questa situazione dolorosa, ma sperimenta la sua impotenza.

Allora alza gli occhi verso il Dio di Israele, che da sempre custodisce il suo popolo e lo invoca con speranza perché venga in suo aiuto.

La Parola di vita di questo mese sottolinea, in particolare, la sua richiesta di conoscere le vie e i sentieri del Signore, come luce per le proprie scelte, soprattutto nei momenti difficili…

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