Passa La Parola

Passa Parola

18/03/2018

Eliminare le abitudini egoistiche

Buona Domenica

«Questa voce non è venuta per me, ma per voi»

Gv 12, 30

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MESE di MARZO

dedicato a

SAN GIUSEPPE

http://www.preghiereperlafamiglia.it/MARZO.htm

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Domenica 18 Marzo 2018

V Domenica di Quaresima

Santo(i) del giorno : S. Cirillo di Geruralemme, vescovo e Dottore della Chiesa,  B. Celestina della Madre di Dio, fondatrice (1848-1925)

 

Meditazione del giorno : Sant’Agostino
“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13)

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,20-33.

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci.
Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
Gesù rispose: «E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo.
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.”
Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora!
Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».
La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».
Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me».
Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

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Passa parola

Buona giornata

La tristezza entrava. come nembo di caligine, nelle anime, quando si mettevano a contemplare sé.
Per liberarsi da quella fascinazione necroforica, le anime erano esortate a gittarsi ad amare: gittarsi fuori dal proprio egoismo tubolare e donarsi a Dio nel servizio al fratello.
E servire è amare: amare è farsi uno.
(Fonte: Igino Giordani – Ed. Città Nuova)

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Lectio Divina Carmelitana:

Vogliamo vedere Gesù
Giovanni 12, 20-33

1. Orazione iniziale

Ascolta, o Padre, la nostra supplica: ti imploriamo di inviare il tuo Spirito con abbondanza, perché sappiamo ascoltare la tua voce che proclama la gloria del tuo Figlio che si offre per la nostra salvezza. Fa che da questo ascolto attento e impegnato sappiamo far germogliare in noi una nuova speranza per seguire il nostro Maestro e Redentore con totale disponibilità, anche nei momenti difficili ed oscuri. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-5-domenica-quaresima-b

lectio-new-small

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18 marzo – V DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.»
Gv. 12, 24-26

 

Come vivere questa Parola?

Gesù si paragona al seme di frumento che manifesta la sua forza vitale proprio quando cade nella terra. Scegliendo di cadere, sceglie di morire per comunicare a tutti la sua vita: non rimane solo, non rimane unico. Gesù ci insegna che il seme che vuole conservarsi perde la sua qualità di seme, non è più quello che deve essere, non comunica più vita. Una vita è tale perché si dona; una vita che non si dona e si chiude in se stessa è sterile: sempre!

Fa’ o Signore che non abbia paura a donarmi, non abbia paura a morire, ma possa diventare un canale attraverso cui Tu arrivi ai fratelli! 

 

La voce di Papa Francesco

«A voi (giovani) che siete all’inizio del cammino della vita, chiedo: “Avete pensato ai talenti che Dio vi ha dato? Avete pensato a come potete metterli a servizio degli altri? Non sotterrate i talenti! Scommettete su ideali grandi, quegli ideali che allargano il cuore, quegli ideali di servizio che renderanno fecondi i vostri talenti”.   “La vita non ci è data perché la conserviamo gelosamente per noi stessi, ma ci è data perché la doniamo. Cari giovani, abbiate un animo grande! Non abbiate paura di sognare cose grandi»

Udienza generale del 24 aprile 2013.

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com.

 

 

 Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

IL SONNO DELLA GIUSTIZIA

Se è vero che il sonno della ragione genera mostri, dobbiamo sempre pensare che anche il sonno della giustizia ci può, per piccoli gradi quasi inavvertiti, precipitare nella mostruosa vergogna della camera a gas.

Alessandro Galante Garrone

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La riflessione di oggi

Ci sono persone «laiche» dalla straordinaria caratura morale da diventare esemplari anche per i credenti. Dopo tutto, un ateo come lo scrittore francese Albert Camus arrivava al punto di affermare: «Come essere santi senza Dio: è questo il problema maggiore della vita». Oggi propongo le parole di una di queste figure, lo storico e giurista piemontese Alessandro Galante Garrone (1909-2003), parole tratte da un suo saggio intitolato Amalek, nome del popolo tradizionalmente nemico dell’Israele biblico. Chiara è la lezione che ci viene offerta: a produrre mostruosità non è solo l’accecamento della ragione, ma anche il torpore di una giustizia lenta e inerte. Su questo tema non c’è molto da aggiungere, soprattutto qui in Italia ove il fare giustizia segue ritmi eterni e procedure interminabili.

C’è, però, un inciso che mi colpisce: «per piccoli gradi quasi inavvertiti» la società precipita nel male, nella vergogna e nella perversione della stessa umanità. È proprio nell’inavvertenza impercettibile dei piccoli passi verso il basso che si nasconde il dramma del nostro tempo. Non si hanno atti clamorosi come una guerra o violenze estreme su intere classi sociali ridotte in schiavitù. È, invece, una goccia dopo l’altra che perfora la coscienza personale e collettiva, smagliandola fino al punto di renderla incapace di reagire all’ingiustizia o all’infamia. Si diventa non tanto immorali in modo consapevole e quindi capaci di un sussulto, quanto piuttosto amorali, sonnolenti appunto e indifferenti. E una volta precipitati in questa insensibilità, la voce della coscienza si fa afona o indistinguibile.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri”(Sal 25, 4).

Il re e profeta Davide, autore di questo salmo, è oppresso dall’angoscia e dalla povertà e si sente in pericolo di fronte ai suoi nemici. Vorrebbe trovare una strada per uscire da questa situazione dolorosa, ma sperimenta la sua impotenza.

Allora alza gli occhi verso il Dio di Israele, che da sempre custodisce il suo popolo e lo invoca con speranza perché venga in suo aiuto.

La Parola di vita di questo mese sottolinea, in particolare, la sua richiesta di conoscere le vie e i sentieri del Signore, come luce per le proprie scelte, soprattutto nei momenti difficili…

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