Passa La Parola

Passa Parola

19/03/2018

Impegnarsi per il bene comune

Buon Lunedì

«Giuseppe suo sposo, che era giusto…»

Mt 1, 19

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MESE di MARZO

dedicato a

SAN GIUSEPPE

http://www.preghiereperlafamiglia.it/MARZO.htm

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Lunedì 19 Marzo 2018

San Giuseppe sposo della B.V. Maria, Patrono della Chiesa universale, Solennità

Oggi la Chiesa celebra : San Giuseppe sposo della B.V. Maria – Solennità

Santo(i) del giorno : B. Marco de Marchio da Montegallo, sac. O.F.M. (1425-1496),  B. Marcello Callo, martire del nazismo (1921-1945)

 

Meditazione del giorno: San Claudio La Colombière
“Non temere di prendere con te Maria, tua sposa”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,16.18-21.24a.

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

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Passa parola

Buona giornata

«E così confondiamo, senza accorgercene, il “bene comune” con il “benessere”, specialmente quando siamo noi che ne godiamo, e non gli altri. Il benessere che fa riferimento solamente all’abbondanza materiale tende ad essere egoista, a difendere gli interessi di parte, a non pensare agli altri, e a cedere al richiamo del consumismo. Così inteso, il benessere, invece di aiutare, è portatore di possibili conflitti e di disgregazione sociale; affermatosi come prospettiva dominante, genera il male della corruzione, che scoraggia e fa tanto danno». «Il bene comune, invece – continua il Papa – è superiore alla somma dei singoli interessi; è un passaggio da ciò che “è meglio per me” a ciò che “è meglio per tutti”, e comprende tutto ciò che dà coesione a un popolo: obiettivi comuni, valori condivisi, ideali che aiutano ad alzare lo sguardo al di là di orizzonti individuali».

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/july/documents/papa-francesco_20150708_bolivia-autorita-civili.html

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Lectio Divina Carmelitana:

Giuseppe, sposo di Maria, la Madre di Gesù
Matteo 1,16.18-21.24a 

 1. LECTIO

a) Orazione iniziale

Spirito che aleggi sulle acque,
calma in noi le dissonanze,
i flutti inquieti, il rumore delle parole,
i turbini di vanità,
e fa sorgere nel silenzio
la Parola che ci ricrea.
Spirito che in un sospiro sussurri
al nostro spirito il Nome del Padre,
vieni a radunare tutti i nostri desideri,
falli crescere in fascio di luce
che sia risposta alla tua luce,
la Parola del Giorno nuovo.
Spirito di Dio, linfa d’amore
dell’albero immenso su cui ci innesti,
che tutti i nostri fratelli
ci appaiano come un dono
nel grande Corpo in cui matura
la Parola di comunione.
(Frère Pierre-Yves di Taizé)

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-san-giuseppe

lectio-new-small

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Lunedi 19 marzo 2018 – SAN GIUSEPPE
SOLENNITA’

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.»

 Mt 1, 20-21.24

 

Come vivere questa Parola?

Quando l’uomo non sa più cosa fare, se ha il coraggio di tenere aperta la domanda, la speranza e la retta intenzione, Dio viene incontro con i suoi doni. “in sogno…”. Nel sonno Dio incontrò Giacobbe, raggiunse Elia. Il sonno parla di ciò che uno ha dentro. Nella veglia ci si difende censurando ciò che non si vuole, nel sonno invece tutto si manifesta in libertà. Il giusto che ha il cuore puro ha i sogni stessi di Dio.

Signore aiutaci a fidarci di Te!

 

La voce di Papa Francesco

«Questo è il grande Giuseppe, del quale Dio aveva bisogno per portare avanti il mistero della ri-conduzione del popolo verso la nuova creazione […]. Proprio il suo esempio ci insegni tante cose, ma soprattutto ci dia il coraggio di andare da lui quando noi non capiamo tante cose, quando noi abbiamo tanti problemi, tante angosce, tante oscurità, e dirgli semplicemente: “Aiutaci, tu che conosci come camminare nel buio, tu che conosci come si ascolta la voce di Dio, tu che conosci come si va avanti in silenzio»

Omelia a Santa Marta, 18 dicembre 2017

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

 

 Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

SEMPLICE O INGENUO?

La semplicità viene dal cuore, l’ingenuità dalla mente. Un uomo semplice è quasi sempre un uomo buono; un uomo ingenuo può essere un farabutto. Perciò l’ingenuità è sempre naturale, mentre la semplicità può essere frutto dell’esercizio.

François-René De Chateaubriand

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La riflessione di oggi

Portava un nome glorioso nella Bibbia, legato a quell’ebreo che era riuscito a divenire viceré d’Egitto. Ma quel nome, Giuseppe, aveva un significato etimologico a prima vista modesto, connesso al verbo ebraico «aggiungere». E il padre legale di Gesù che oggi festeggiamo fu un uomo che si «aggiunse» all’evento grandioso che stava compiendosi nella sua sposa, offrendo la sua semplice e silenziosa disponibilità. Ci pare, allora, significativo riflettere su due termini talora usati come sinonimi, semplicità e ingenuità. Lo scrittore francese François-René de Chateaubriand (1768-1848) ci aiuta, invece, a distinguerli e a scoprirne la profonda differenza.

Sì, perché ingenui si nasce e, per questa via, si cade in una serie di incidenti ma anche di cattiverie, compiute forse senza malizia ma capaci di generare sofferenze e mali. La sprovvedutezza e la dabbenaggine di un ingenuo non sono una virtù, anzi, sono sorgente di sciocchezze, di imprudenze, di sventatezze. La semplicità, al contrario, è una conquista che nasce da un’ascesi e da una purificazione della mente e del cuore. Non per nulla il poeta russo Sergej Esenin diceva che «mostrarsi semplici e sorridenti è un’arte suprema». Dio stesso è semplice nella sua unità e unicità assoluta, ma non è certo né ingenuo né banale. E allora raccogliamo la lezione di san Giuseppe, che potremmo sintetizzare col motto di un altro poeta, l’inglese William Wordsworth: «Vivere con semplicità e pensare con grandezza».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri”(Sal 25, 4).

Il re e profeta Davide, autore di questo salmo, è oppresso dall’angoscia e dalla povertà e si sente in pericolo di fronte ai suoi nemici. Vorrebbe trovare una strada per uscire da questa situazione dolorosa, ma sperimenta la sua impotenza.

Allora alza gli occhi verso il Dio di Israele, che da sempre custodisce il suo popolo e lo invoca con speranza perché venga in suo aiuto.

La Parola di vita di questo mese sottolinea, in particolare, la sua richiesta di conoscere le vie e i sentieri del Signore, come luce per le proprie scelte, soprattutto nei momenti difficili…

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