Passa La Parola

Passa Parola

12/05/2018

Crescere nella libertà interiore amando

Buon Sabato

«Se chiederete qualche cosa al Padre

nel mio nome, egli ve la darà»

Gv 16, 23

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MESE di MAGGIO

dedicato a

MARIA SANTISSIMA

https://www.preghiereperlafamiglia.it/MAGGIO.htm

Per ogni giorno del mese di Maggio abbiamo riportato

una meditazione, un esempio, un fioretto e una giaculatoria

tratti dal libretto del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli

“Maria Regina e Madre di Misericordia”

(per scaricare tutto il libretto clicca QUI)

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Sabato 12 Maggio 2018

Venerdì della VI settimana di Pasqua

Santo(i) del giorno : S. Francesco De Geronimo, sacerdote S.J. (1642-1716),  S. Ignazio da Làconi, religioso O.F.M. Cap. (1701-1781)

 

Meditazione del giorno : San Tommaso d’Aquino
Gioia della visione del Signore risorto, gioia della visione di gloria

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16, 20-23a.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.»
La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.
Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e
nessuno vi potrà togliere la vostra gioia».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/09/09600.pdf Gv 15-18

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Passa parola

Buona giornata

L’”uomo vecchio” deve cedere il posto all’”uomo nuovo”: Gesù in noi.
Possiamo da soli sradicare le passioni disordinate dal nostro cuore e far nascere in noi la vita divina? Soltanto Gesù con la sua morte può far morire il nostro “uomo vecchio” e con la sua risurrezione trasformarci in uomini nuovi. Lui può darci il coraggio e la risolutezza nella lotta contro il male, l’amore leale e radicale per il bene. Da Lui viene quella libertà interiore, quella pace e quella gioia ineffabile che ci portano al di sopra di tutte le brutture del mondo e ci fanno sperimentare fin da adesso un anticipo di Cielo. (Fonte: http://www.focolare.org/news/2003/09/01/settembre-2003/)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo di Pasqua
1) Preghiera
O Dio, nostro Padre, disponi sempre
al bene i nostri cuori,
perché, nel continuo desiderio di elevarci a te,
possiamo vivere pienamente il mistero pasquale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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Sabato 12 maggio 2018 – VI SETTIMANA DI PASQUA

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.»
Gv 16, 24

 

Come vivere questa Parola?

Leggiamo tra le righe, in questo versetto, un invito alla preghiera. La preghiera è richiesta, nella sua forma prima e più spontanea. Qualcuno disprezza o sminuisce il valore di questa preghiera. Chiedere per ottenere è dei semplici, degli opportunisti, degli interessati. Non è esattamente così. Chiedere orienta la preghiera stessa. Bisogna chiedere, imparare a chiedere. Chiedere qualunque cosa, con insistenza, come la vedova importuna del vangelo.  Il chiedere educa in noi la domanda, ma anche orienta la capacità di attenzione alla vita, agli altri. Lentamente il chiedere diventa intercedere, mediare, riconoscere l’errore, convertirsi, adorare, aspettare, ringraziare. La preghiera è la comunicazione di chi è in ricerca, di chi sta interrogandosi sulle radici della propria gioia, di chi sta sintonizzandosi con la volontà di Dio, per desiderare ed amare come Lui.

Signore, insegnaci a pregare!

 

La voce di Papa Francesco (Gaudete et exultate)

“A volte la vita presenta sfide più grandi e attraverso queste il Signore ci invita a nuove conversioni che permettono alla sua grazia di manifestarsi meglio nella nostra esistenza «allo scopo di farci partecipi della sua santità» (Eb 12,10). Altre volte si tratta soltanto di trovare un modo più perfetto di vivere quello che già facciamo: «Ci sono delle ispirazioni che tendono soltanto ad una straordinaria perfezione degli esercizi ordinari della vita cristiana»”

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

I LADRI DEL PRESENTE

Mentre guardavo alternamente dalle due grandi finestre affacciate sul passato e sull’avvenire, i ladri entrarono indisturbati nella stanza e mi derubarono di tutto il presente.

Margherita Guidacci

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La riflessione di oggi

Secondo un antico apologo rabbinico, un giorno Dio inviò l’angelo Gabriele col dono dell’eternità da offrire all’umanità. Dopo una lunga perlustrazione l’angelo ritornò stringendo ancora nelle mani quel dono. E spiegò al Signore: «Non ho trovato nessun uomo che mi ascoltasse, perché tutti avevano un piede nel passato e l’altro nel futuro o non avevano un presente per fermarsi e sentirmi». Certo, è vero – come diceva sant’Agostino – che il presente, quando lo si dice, è già divenuto passato, mentre prima è solo un futuro da compiersi. Eppure, la vita è proprio un continuo presente e aveva ragione la poetessa fiorentina Margherita Guidacci (1921-92) quando, nella rivista «Linea Nuova» del 1967, faceva l’intensa confessione che abbiamo sopra affidato ai nostri lettori.

Sono tanti i ladri del presente che approfittano delle nostre distrazioni per rubarci l’istante in cui viviamo. C’è la nostalgia del passato che ci fa guardare indietro con malinconia, come accadde alla moglie di Lot, protesa a fissare lo sguardo sul tempo e il luogo ormai perduto. Si diventa, così, persone dal rimpianto permanente, conservatori, lamentosi, depressi, convinti che l’età dell’oro è solo alle spalle. Ma c’è anche la frenesia del futuro che rende sempre tesi, esaltati, esagitati, febbrilmente attirati da un «poi» che ci sfugge di mano, rifugiandosi tra le nebbie dell’utopia. Ecco, allora, l’importanza di «comprendere quest’ora», come diceva Gesù ai suoi ascoltatori, di amare l’istante in cui Dio ci colloca continuamente, in attesa dell’istante unico, perfetto e definitivo dell’eternità.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22).

L’apostolo Paolo scrive ai cristiani della regione della Galazia, che avevano accolto da lui l’annuncio del Vangelo, ma ai quali ora rimprovera di non aver compreso il significato della libertà cristiana. Per il popolo di Israele la libertà è stata un dono di Dio: Egli lo ha strappato alla schiavitù in Egitto, lo ha condotto verso una nuova terra ed ha stipulato con lui un patto di reciproca fedeltà. Allo stesso modo, Paolo afferma con forza che la libertà cristiana è un dono di Gesù. Egli, infatti, ci dona la possibilità di diventare in Lui e come Lui figli di Dio, che è Amore. Anche noi, imitando il Padre come Gesù ci ha insegnato1 e mostrato2 con la sua vita, possiamo imparare lo stesso atteggiamento di misericordia verso tutti, mettendoci al servizio degli altri. Per Paolo, questo apparente non-senso della “libertà di servire” è possibile per il dono dello Spirito, che Gesù ha fatto all’umanità con la sua morte in croce. È lo Spirito infatti che ci dà la forza di uscire dalla prigione del nostro egoismo – con il suo carico di divisioni, ingiustizie, tradimenti, violenza – e ci guida verso la vera libertà.

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