Passa La Parola

Passa Parola

14/05/2018

Far emergere in noi le capacità al bene

Buon Lunedì

«Rimanete nel mio amore»

Gv 15, 9

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MESE di MAGGIO

dedicato a

MARIA SANTISSIMA

https://www.preghiereperlafamiglia.it/MAGGIO.htm

Per ogni giorno del mese di Maggio abbiamo riportato

una meditazione, un esempio, un fioretto e una giaculatoria

tratti dal libretto del Salesiano Don Giuseppe Tomaselli

“Maria Regina e Madre di Misericordia”

(per scaricare tutto il libretto clicca QUI)

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Lunedì 14 Maggio 2018

San Mattia apostolo, festa

Santo(i) del giorno : S. Mattia, apostolo e martire (festa),  S. Maria Domenica Mazzarello, cofondatrice (1837-1881)

Meditazione del giorno : Benedetto XVI Siate testimoni!

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,9-17.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/09/09600.pdf Gv 15-18

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Passa parola

Buona giornata

Per questo, ispirandoci a una preghiera francescana, potremmo così rivolgerci alla Verità in persona:

Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace.
Facci riconoscere il male che si insinua in una comunicazione che non crea comunione.
Rendici capaci di togliere il veleno dai nostri giudizi.
Aiutaci a parlare degli altri come di fratelli e sorelle.
Tu sei fedele e degno di fiducia; fa’ che le nostre parole siano semi di bene per il mondo:
dove c’è rumore, fa’ che pratichiamo l’ascolto;
dove c’è confusione, fa’ che ispiriamo armonia;
dove c’è ambiguità, fa’ che portiamo chiarezza;
dove c’è esclusione, fa’ che portiamo condivisione;
dove c’è sensazionalismo, fa’ che usiamo sobrietà;
dove c’è superficialità, fa’ che poniamo interrogativi veri;
dove c’è pregiudizio, fa’ che suscitiamo fiducia;
dove c’è aggressività, fa’ che portiamo rispetto;
dove c’è falsità, fa’ che portiamo verità.
Amen.

(Fonte: https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/communications/documents/papa-francesco_20180124_messaggio-comunicazioni-sociali.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

1) Preghiera

O Dio, che hai voluto aggregare san Mattia
al collegio degli Apostoli,
per sua intercessione concedi a noi,
che abbiamo ricevuto in sorte la tua amicizia,
di essere contati nel numero degli eletti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-san-mattia-ap-gv-159-17

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Lunedì 14 maggio 2018 – VII SETTIMANA DI PASQUA
SAN MATTIA, APOSTOLO

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal Battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione”. Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava”. Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli».

Lc 1, 20-26

 

Come vivere questa Parola?

Entriamo nella settima settimana di Pasqua, l’ultima, che ci prepara ad accogliere lo Spirito santo nella Solennità di Pentecoste, la prossima domenica. Oggi però ricorre la festa di S. Mattia Apostolo e ritengo che l’elezione a sorte di questo Apostolo abbia qualcosa di importante da dire anche a noi.

Il primo insegnamento è che, secondo il modo di pensare degli Apostoli, per diventare autentico testimone il candidato da scegliere doveva aver condiviso le vicende storiche del ministero pubblico di Gesù. Mi pare un dettaglio importante e da non trascurare, per dire che l’evento della Risurrezione del Signore deve essere ricollegato e connesso intimamente alla vicenda del Gesù pre-pasquale. Per un cristiano infatti la fede si innesta sempre nella storia e la storia si apre a Dio che la visita e la salva. Recita intatti il testo: «Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal Battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Il Cristo Risorto e il Cristo pre-pasquale formano saldamente insieme l’unità della storia della salvezza.

Il secondo insegnamento è il fatto che tutta la vicenda dell’elezione di Mattia si concluda con una preghiera: «Poi pregarono dicendo: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava”». Con questa semplice preghiera gli Apostoli mostrano chiaramente che la scelta che stanno per fare non è opera delle loro mani, ma è affidata totalmente alla volontà e all’intervento del Signore. Chiaramente è un ottimo insegnamento anche per noi, a tenere sempre aperte le nostre decisioni alla volontà di Dio e a ispirare le nostre scelte a quelle del Signore.

Breve riflessione conclusiva: nel nostro modo di pensare di oggi, noi avremmo fatto delle indagini approfondite sui due candidati proposti. Invece Dio usa modi diversi per rivelarci la sua volontà! Tra l’altro: Giuseppe avrebbe meritato di essere eletto, anche solo per il soprannome di “Giusto” che testimoniava la santità dell’uomo. Ma i piani del Signore erano diversi!

 

La voce della Liturgia

“O Dio, che hai voluto aggregare san Mattia al collegio degli Apostoli, per sua intercessione concedi a noi, che abbiamo ricevuto in sorte la tua amicizia, di essere contati nel numero degli eletti“(Dall’orazione-colletta della festa di S. Mattia).

Commento di Don Ferdinando Bergamelli SDB

f.bergamelli@tiscali.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

LA LINGUA PERDUTA

Non sarebbe forse la musica la lingua perduta, della quale abbiamo dimenticato il senso, e serbata soltanto l’armonia?

Massimo D’Azeglio

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La riflessione di oggi

Come c’intenderemo in paradiso con la confusione delle lingue che gli eletti «di ogni tribù, lingua, popolo e nazione» (Apocalisse 5,9) vi porteranno? La risposta, in un certo senso, ce l’ha offerta il teologo Karl Barth quando ipotizzava simpaticamente che per la liturgia celeste si usasse Bach e per la quiete profana delle celle luminose si adottasse Mozart. In pratica, la musica sarebbe come «la lingua perduta sulla terra» dopo il peccato e ritrovata nella pienezza paradisiaca. Qualcosa del genere suggeriva più «laicamente» Massimo d’Azeglio nel passo da noi tratto oggi dagli autobiografici I miei ricordi, editi nel 1867, un anno dopo la sua morte. Un altro scrittore, in questo caso l’ebreo nostro contemporaneo Elie Wiesel, usava un’immagine suggestiva: «La musica è la scala di Giacobbe che gli angeli hanno dimenticato sulla terra».

Ricordano tutti la scena della visione di quel patriarca biblico: «Una scala poggiava sulla terra, mentre la cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa» (Genesi 28,12). La scala musicale è come una scala per ascendere a Dio. La grande musica di tutti i secoli riesce a far questo, a tal punto che Shakespeare, nel suo Mercante di Venezia, affermava: «L’uomo che non ha musica dentro di sé ed è insensibile alle dolci melodie, è pronto ai tradimenti, agli inganni e alle rapine». Purtroppo, c’è anche una sonorità devastante e dionisiaca, o più semplicemente una brutta musica che riesce a lambire pure le nostre chiese. In un paese glorioso per le sue composizioni com’è l’Italia, la musica è una cenerentola scolastica e persino sociale. Il rumore irrompe e prevarica. Già nel VI secolo l’autore cristiano Cassiodoro ammoniva: «Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5, 22).

L’apostolo Paolo scrive ai cristiani della regione della Galazia, che avevano accolto da lui l’annuncio del Vangelo, ma ai quali ora rimprovera di non aver compreso il significato della libertà cristiana. Per il popolo di Israele la libertà è stata un dono di Dio: Egli lo ha strappato alla schiavitù in Egitto, lo ha condotto verso una nuova terra ed ha stipulato con lui un patto di reciproca fedeltà. Allo stesso modo, Paolo afferma con forza che la libertà cristiana è un dono di Gesù. Egli, infatti, ci dona la possibilità di diventare in Lui e come Lui figli di Dio, che è Amore. Anche noi, imitando il Padre come Gesù ci ha insegnato1 e mostrato2 con la sua vita, possiamo imparare lo stesso atteggiamento di misericordia verso tutti, mettendoci al servizio degli altri. Per Paolo, questo apparente non-senso della “libertà di servire” è possibile per il dono dello Spirito, che Gesù ha fatto all’umanità con la sua morte in croce. È lo Spirito infatti che ci dà la forza di uscire dalla prigione del nostro egoismo – con il suo carico di divisioni, ingiustizie, tradimenti, violenza – e ci guida verso la vera libertà.

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