Passa La Parola

Passa Parola

06/06/2018

Primo passo della pace è averla dentro di noi

Buon Mercoledì

«Non è un Dio dei morti ma dei viventi!»

Mc 12, 27

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MESE di GIUGNO

dedicato al

S. CUORE di CRISTO GESÙ

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Mercoledì 06 Giugno 2018

Mercoledì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Norbert von Xanten, vescovo e fondatore (1085-1134),  S. Rafael Guízar Y Valencia, vescovo (1878-1938)

Meditazione del giorno : San Giustino
“Credo la risurrezione della carne” (Credo)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 12,18-27.

In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono dicendo:
«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
C’erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza;
allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente,
e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l’hanno avuta come moglie».
Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/09/09594.pdf (Mc 12, 13-27)

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Passa parola

Buona giornata

Primo passo della pace è averla dentro di noi. “Per aprire varchi di pace ci vogliono coraggio umile e perseveranza tenace, e soprattutto occorre pregare, perché – lo credo fermamente – la preghiera è alla radice della pace.” Papa Francesco (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2017/documents/papa-francesco_20170828_messaggio-strade-di-pace.html)
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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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Mercoledì 6 giugno 2018 – IX Settimana del Tempo Ordinario –  Anno Pari

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Dio non è il Dio dei morti ma dei viventi»

 

Mc 12,27
 

Come vivere questa Parola?

Come erano lontani dal conoscere questa verità evangelica, quelli che, soprattutto in certi tempi passati, denunciavano il cristianesimo come religione di morte!

Qui è l’Evangelista Marco a proclamare Dio come il Dio dei viventi, non

Il Dio dei morti.

Perfino la parola “cimitero”, che provoca disgusto a chi l’ascolta, è originaria dal greco e significa letteralmente “dormitorio”.

Sì, i nostri Cari defunti, sono passati all’altra riva del fiume della vita, non certo però per immergersi in realtà “mortifere”.

Quella bimba che, amici miei di famiglia, introdussero in sala a dare l’ultimo saluto alla nonna ivi deposta, non sbagliò quando, mettendosi il ditino sulle labbra per invitare al silenzio, disse piano: ecco, la mia nonna dorme.

Davvero, guardare alla morte come a un interessante aspetto della bella avventura esistenziale, ci rende famigliari il pensiero che anche noi l’esperimenteremo; ma non saremo vittime di mestizia profonda con la conseguente depressione che purtroppo devasta la salute di una parte dell’umanità.

Mi ha colpito quel che Dietrich Bonhoeffer scrisse durante la persecuzione nazista in Germania, poco tempo prima di essere condannato alla camera a gas: “Gesù è qui a dirmi: sono io il vivente, vincitore della morte”. Come non dargli fiducia? (D. Bonhoeffer, La fragilità del male. Scritti inediti. Ed PMME p. 129)

Pensieri e parole del genere suscitano in me questa preghiera: “Signore, rendimi forte in una fede che si fa certezza di risurrezione e vita eterna con Te.

 

La voce di un santo

Pregate per i vivi, perché la maggior parte dei vivi sono morti, e i morti sono vivi.

Charbel Makhlouf

 

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA

info@sanbiagio.org

 

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

BUDDHA E IL BANDITO

Buddha s’era imbattuto in un criminale che voleva ucciderlo. Gli chiese solo di esaudire un suo ultimo desiderio: «Taglia un ramo da quest’albero!». Quello lo accontentò e disse: «E ora?». «Riattaccalo!» ordinò Buddha. Il bandito sghignazzò: «Sei pazzo a volere questo!». «No, lo sei tu: uccidere e far del male è una cosa da bambini e non un segno di potenza. Lo è, invece, creare e risanare!».

Tradizione buddhista

La riflessione di oggi

La potenza degli eserciti si misura sulla loro capacità di fuoco e di annientamento. La forza di una persona si esprime nei bicipiti che sanno spaccare ciò che capita sotto tiro. È la logica di morte che sottilmente pervade la nostra società: assassini, stupri, violenze come soluzioni imboccate sotto il turgore della passione, atti istantanei ed «efficaci» che sono, però, irrimediabili e irreversibili. Un sapore di morte che si insinua anche quando si affrontano questioni delicate e complesse riguardanti la vita: pensiamo all’aborto o all’eutanasia adottate come soluzioni più facili.

La lezione del Buddha, nell’apologo indiano da noi evocato, mostra la penosa immaturità di chi opta per la logica dell’eliminazione e non della soluzione, della prevaricazione e non del rispetto, della distruzione e non della creazione. Tutti hanno la forza bruta di premere un grilletto e di cancellare una vita; nessuno sa ricrearla perché è un’opera unica e superiore. Dobbiamo, allora, ricostruire nelle menti e nei cuori l’amore per ogni creatura vivente come unica e insostituibile. Il contrasto tra l’estrema fragilità e la suprema grandezza della vita lo esprimeva in modo lapidario lo scrittore e politico francese André Malraux nel suo romanzo I conquistatori (1928): «Ho imparato che una vita non vale nulla e che nulla vale una vita».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Il Vangelo di Matteo apre il racconto della predicazione di Gesù con il sorprendente annuncio delle Beatitudini. In esse, Gesù proclama “beati”, cioè pienamente felici e realizzati, tutti quelli che agli occhi del mondo sono considerati perdenti o sfortunati: gli umili, gli afflitti, i miti, chi ha fame e sete della giustizia, i puri di cuore, chi si adopera per la pace.
Ad essi Dio fa grandi promesse: saranno da Lui stesso saziati e consolati, saranno eredi della terra e del Suo regno. E’ dunque una vera rivoluzione culturale, che stravolge la nostra visione spesso chiusa e miope, per la quale queste categorie di persone sono una parte marginale ed insignificante nella lotta per il potere ed il successo.

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