Passa La Parola

Passa Parola

09/06/2018

L’operatore di pace fa il primo passo

Buon Sabato

«Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore»

Lc 2, 52

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MESE di GIUGNO

dedicato al

S. CUORE di CRISTO GESÙ

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Sabato 09 Giugno 2018

Cuore Immacolato della Beata vergine Maria, memoria

Santo(i) del giorno : B. Luigi Boccardo, canonico e fondatore (1861-1936),  B. Mosè Tovini, sacerdote Diocesi Brescia (1877-1930)

Meditazione del giorno : San Vincenzo de’ Paoli
Ed era loro sottomesso

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,41-51.

I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza;
ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/01/01041.pdf   Lc 2, 41-52

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Passa parola

Buona giornata. L’operatore di pace fa il primo passo.

“[…] Per far spazio all’altro, infatti, occorre dimenticare noi stessi: l’accettare senza sentirne il peso … le differenze dell’altro è un primo passo per non restare in noi stessi. […] quindi: non giudicare le intenzioni dell’altro da quanto lui fa o dice e che possiamo non comprendere; non ingigantire quanto vediamo ma cercare di osservarlo per quello che è nel presente; riuscire a guardare ogni giorno l’altro come lo vedessimo la prima volta senza sommare al fastidio attuale quello dei giorni precedenti…[…] Fatto questo primo passo, sarà più facile saper leggere quello che l’altro ha in cuore e che spesso è oscurato da quel modo di fare che ci dà fastidio e riuscire a capirlo, a capirsi, e anche ad aiutarsi a migliorare.”
(Fonte: Francesco Châtel – Primo passo: sopportare – Città Nuova)

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Lectio Divina Carmelitana:

Preghiera

O Dio, che hai preparato una degna dimora dello Spirito santo nel cuore della beata Vergine Maria, per sua intercessione concedi anche a noi, tuoi fedeli, di essere tempio vivo della tua gloria. Per il nostro Signore…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-coure-immacolato-maria

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Sabato 9 giugno 2018 – Cuore Immacolato B.V. Maria – Memoria

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri» 

Mc 12, 43

 

Come vivere questa Parola?

Una persona vive nella misura che sa osservare, cioè sa DISCERNERE la realtà cogliendone anzitutto il positivo.

Gesù, osservatore per eccellenza, insegnò quest’arte importante anche ai suoi discepoli.

Eccoli dunque nel tempio. Egli sta osservando una donna che l’abito stesso rivela essere vedova e povera.

Gesù scorge il gesto con cui ella lascia cadere nella cassetta delle elemosine pochi spiccioli che, con tutta probabilità, sono gli ultimi dentro il suo borsello.

Quasi contemporaneamente si sono avvicendati, per la consueta elemosina, persone ricche: quegli stessi scribi e farisei che amavano fare sfoggio delle elemosine così come di ogni realtà che potesse prestarsi a suscitare ammirazione per la loro persona da parte del prossimo.

Così scatta il confronto che Gesù fa dei due eventi quasi concomitanti e, apparentemente, aventi lo stesso scopo. Sono invece tanto diversi nella realtà colta dentro la sostanza dei fatti e delle evidenti intenzioni.

Da una parte ecco un gesto altisonante che, di per sé, susciterebbe grande lode; dall’atra parte, un gesto quassi insignificante per la pochezza di quanto viene dato.

Splendido è l’osservare e dire di Gesù: il suo cogliere in profondità il valore non di quel che appare ma di quanto veramente è dentro ciò che accade.

E non è questo il senso, il valore e diciamo pure anche il gusto vero della vita?

 

O Maria, in questo giorno in cui facciamo memoria del Tuo cuore immacolato, ti prego di convertire il mio cuore troppo spesso afferrato da quanto affascina e lusinga con vistose apparenze (conclamate anche da tante spese solo voluttuarie), rendimi uomo/donna dell’essenziale: semplice e sobrio/a

Con il tuo cuore purissimo dammi di saper discernere ciò che veramente vale dentro la vita e la persona a volte povera di soldi, di roba, di… cosmetici davvero inutili e costosi.

 

La voce di un santo dottore della Chiesa

Maria Santissima è veramente la mistica scala per la quale è disceso il Figlio di Dio sulla terra e per cui salgono gli uomini al cielo.
Sant’Agostino

 

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA

info@sanbiagio.org

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

LA ROBA

La ricchezza guasta l’intelligenza, come un pasto troppo forte vela di sonno anche l’occhio più vivace… Il primo effetto di un eccessivo amore per la ricchezza è la perdita della propria personalità. Si è tanto più persone, quanto meno si amano le cose.

Vitaliano Brancati

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La riflessione di oggi

Si usa chiamarla «sindrome dei fratelli Collyer»: Homer e Lan-gley si rinchiusero nella loro casa sulla Quinta Strada di New York colmandola all’inverosimile di oggetti (quattordici pianoforti, decine e decine di grammofoni, macchine da scrivere, giocattoli, carrozzine per bimbi, casse, barili, fusti, lampade, vestiti, libri, tonnellate di giornali e cibi e altro ancora), sigillarono le porte, introdussero trabocchetti per vietare l’accesso e là morirono sommersi dalla loro ossessione per la «roba». Chi non ricorda la terribile finale della novella intitolata appunto La roba di Giovanni Verga, quando il protagonista, sentendo prossima la morte, esce in cortile e si mette ad ammazzare a colpi di bastone le sue anatre e tacchini, strillando: «Roba mia, vientene con me!»?

Ai fratelli Collyer lo scrittore americano E.L. Doctorow ha dedicato un romanzo, Homer & Langley; noi, invece, per una riflessione semplice sul tema dell’attaccamento folle alle cose, siamo ricorsi al nostro Vitaliano Brancati (1907-54) e al suo libro Piaceri. La nota più interessante che egli ci propone è questa: chi ama troppo le realtà materiali perde la propria personalità, è accecato nella mente e ha il cuore indurito. E suggestivo il monito della Bibbia secondo il quale chi adora l’idolo diventa simile a esso (Salmo 115,8), si tramuta cioè in oro o pietra egli stesso, e san Paolo dichiarava che l’attaccamento alle ricchezze è appunto idolatria (Colossesi 3,5). Raccogliamo, allora, l’appello di Cristo: «Non accumulatevi tesori sulla terra dove ladri scassinano e rubano, ma tesori in cielo… Perché sulla terra dov’è il tuo tesoro, sarà il tuo cuore» (Matteo 6,19-21).

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Il Vangelo di Matteo apre il racconto della predicazione di Gesù con il sorprendente annuncio delle Beatitudini. In esse, Gesù proclama “beati”, cioè pienamente felici e realizzati, tutti quelli che agli occhi del mondo sono considerati perdenti o sfortunati: gli umili, gli afflitti, i miti, chi ha fame e sete della giustizia, i puri di cuore, chi si adopera per la pace.
Ad essi Dio fa grandi promesse: saranno da Lui stesso saziati e consolati, saranno eredi della terra e del Suo regno. E’ dunque una vera rivoluzione culturale, che stravolge la nostra visione spesso chiusa e miope, per la quale queste categorie di persone sono una parte marginale ed insignificante nella lotta per il potere ed il successo.

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