Passa La Parola

Passa Parola

11/06/2018

Lavorare per la pace

Buon Lunedì

«Gratuitamente avete ricevuto,

gratuitamente date»

Mc 10, 8

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MESE di GIUGNO

dedicato al

S. CUORE di CRISTO GESÙ

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Lunedì 11 Giugno 2018

San Barnaba apostolo – Memoria

Santo(i) del giorno : S. Barnaba, Apostolo (memoria),  S. Paola Frassinetti, vergine e fondatrice (1809-1882)

Meditazione del giorno : San Gregorio Magno
San Barnaba, l’apostolo che proclama che il Regno dei cieli è vicinissimo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,7-13.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture,
né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/05/05357.pdf  Mc 10.2- 12

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Passa parola

Buona giornata.

“Ricercare e sviluppare i mezzi efficaci per ‘reinventare’ una pace che sia frutto di uno sviluppo integrale di tutti e di una presa di coscienza effettiva di una comunità universale fondata sul rispetto, l’ascolto, l’attenzione ai bisogni di ciascuno, la giustizia, il dialogo e la condivisione”. (https://it.zenit.org/articles/papa-francesco-educare-alla-pace-come-insegnava-chiara-lubich/)

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Lectio Divina Carmelitana:

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1) Preghiera

O Padre, che hai scelto san Barnaba,
pieno di fede e di Spirito Santo,
per convertire i popoli pagani,
fa’ che sia sempre annunziato fedelmente,
con la parola e con le opere,
il Vangelo di Cristo,
che egli testimoniò con coraggio apostolico.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-san-barnaba-apostolo

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Lunedì 11 giugno 2018 – SAN BARNABA, APOSTOLO
MEMORIA

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.»
Mt 10, 7

 

Come vivere questa Parola?

Movimento: Gesù parla agli apostoli e li invita ad andare, a camminare per le strade. Gli apostoli si muovono e muovono la realtà che incontrano. Non passano con indifferenza, né inosservati. Il movimento del loro andare si intreccia con le parole nuove che annunciano e soprattutto con il movimento che, nei corpi di chi incontrano, produce guarigione e un passaggio visibile ed evidente dall’infermità alla dinamicità. I lebbrosi sono purificati, i morti resuscitano, i demoni scappano via. La salvezza passa, attraversa la realtà e la trasforma. Trasformazione che diventa conversione e ricostruzione nell’umanità, dell’immagine di Dio a cui è stata creata simile.

Signore, perdona se il volto delle nostre comunità, della nostra chiesa ha dimenticato i tuoi tratti e assomiglia più ad un monumento che nessuno più va a visitare.

 

La voce della Chiesa

“Qui inizia la nostra marcia di uomini e donne credenti, nasce ciò che Papa Francesco ci invita a essere Chiesa in uscita, Chiesa che non ha paura a contaminarsi ma si inserisce nella marcia faticosa dell’umanità intera”.

Mons. Galantino all’assemblea “Sulla Strada per Educare, Testimoniare, Trasmettere” degli scout d’Europa (4 giugno 2018)

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

 

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

MI VIDE, MI AMÒ; LO VIDI, LO AMAI

Ti amo da molto tempo. Da quando ti ho visto ho cessato di essere me stessa. Mi sembra che fin dal primo momento ti avrei seguito, se tu mi avessi chiamata; e anche se tu andassi in capo al mondo, ti seguirei sempre.

Aleksandr N. Ostrovskij

La riflessione di oggi

«Il me vit, il m’aima; je le vis, je l’aimai». Si cita spesso questa battuta di un non memorabile scrittore francese del Seicento, Pierre du Ryer: «Mi vide, mi amò; lo vidi, lo amai». È il cosiddetto «colpo di fulmine» che travolge due persone che fino a quel momento si ignoravano e che ora divengono «una sola carne», come si dice nella Genesi (2,24). La donazione d’amore, totale, pura, libera, è vissuta anche dalla Katarina protagonista di uno dei capolavori del drammaturgo russo Aleksandr N. Ostrovskij, L’uragano (1860), la tragedia di un amore votato al sacrificio sullo sfondo della più tenebrosa provincia russa. Abbiamo appunto evocato oggi le sue parole più intense che mostrano un amore limpido e assoluto, pronto a giungere a quell’apice che Gesù ha tratteggiato in modo folgorante nel Cenacolo, nell’ultima sera della sua vita terrena: «Non c’è amore più grande di chi dà la vita per la persona che ama» (Giovanni 15,13).

L’amore perfetto va anche oltre la legge dell’«amare il prossimo come se stessi» (Levitico 19,18), perché ama l’altro ancor più di se stesso, in una pienezza di dedizione. Proponiamo questo ideale proprio perché brilli ancora mentre siamo immersi nelle nebbie di un comportamento contemporaneo ben diverso. Ormai l’innamoramento è un incontro superficiale, un contatto di pelle e non certo un dialogo di anime. Tutto si consuma ben presto e si riduce a una fra le tante «esperienze». Oppure si rivela un mero possesso che scatena non passione, ma solo gelosia e persino violenza, come spesso accade. È necessario, allora, educare ancora all’amore autentico perché, quando lo si incrocia nell’esistenza lo si scopra in tutto il suo fascino e bellezza, in tutta la sua pienezza vitale.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Il Vangelo di Matteo apre il racconto della predicazione di Gesù con il sorprendente annuncio delle Beatitudini. In esse, Gesù proclama “beati”, cioè pienamente felici e realizzati, tutti quelli che agli occhi del mondo sono considerati perdenti o sfortunati: gli umili, gli afflitti, i miti, chi ha fame e sete della giustizia, i puri di cuore, chi si adopera per la pace.
Ad essi Dio fa grandi promesse: saranno da Lui stesso saziati e consolati, saranno eredi della terra e del Suo regno. E’ dunque una vera rivoluzione culturale, che stravolge la nostra visione spesso chiusa e miope, per la quale queste categorie di persone sono una parte marginale ed insignificante nella lotta per il potere ed il successo.

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Updated: 11 giugno 2018 — 21:06

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