Passa La Parola

Passa Parola

13/06/2018

Perdonare e avere occhi nuovi

Buon Mercoledì

«Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli»

Mt 5, 19

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MESE di GIUGNO

dedicato al

S. CUORE di CRISTO GESÙ

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Mercoledì 13 Giugno 2018

Mercoledì della X settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Antonio di Padova, sac. e Dott. della Chiesa (1195-1231),  B. Marianna Biernacka, martire del nazismo (1888-1943)

Meditazione del giorno : Catechismo della Chiesa cattolica
L’adempimento della Legge

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,17-19.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. »

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/03/03171.pdf   Mt 5, 17-26

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Passa parola

Buona giornata.

Avevamo detto di voler vedere solo Gesù nel fratello, di trattare con Gesù nel fratello, di amare Gesù nel fratello, ma ora s’affaccia il ricordo che quel fratello ha questo o quel difetto, ha questa o quella imperfezione. (…) Chi è nell’errore in quel momento? Io che giudico, o il fratello? Io. E allora devo mettermi a veder le cose dall’occhio di Dio, nella verità, e trattare in modo conforme col fratello, ché, se per disavventura egli non si fosse ancor sistemato col Signore, il calore del mio amore, che è Cristo in me, lo porterebbe a compunzione come il sole riassorbe e cicatrizza tante piaghe.”  (Da ‘La dottrina spirituale”, Città Nuova, Roma 2006, pp. 159-160)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario
 
1) Preghiera
Signore Dio nostro,
fa’ che i tuoi fedeli,
formati nell’impegno delle buone opere
e nell’ascolto della tua parola,
ti servano con generosa dedizione
liberi da ogni egoismo,
e nella comune preghiera a te, nostro Padre,
si riconoscano fratelli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Mercoledì 13 giugno 2018 – X Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari
 

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Fino a quando salterete da una parte all’altra?
Se il Signore è Dio, seguitelo!
Se invece lo è Baal, seguite lui!»
 
 1 Re 18, 20
 

Come vivere questa Parola?

Elia ha la parola di Dio iscritta nel suo cuore, nella sua mente, nelle sue ossa, nella sua carne. La sua fede gli permette di disdegnare ogni forma di religione che con mezzi puramente umani cerca di inventarsi un idolo. La lettura di oggi ci racconta della sfida con i 450 sacerdoti di Baal: entrambe le parti hanno un sacrificio simile, un giovenco pronto per essere olocausto non per mano di uomo. I sacerdoti di Baal saltano e gridano tutto il giorno, esprimendo cosa secondo loro poteva suscitare l’intervento di un Dio da loro immaginato sensibile a tutto ciò.

Elia aspetta, divertito da tanta agitazione. Sul far della sera egli, senza formule magiche e riti sorprendenti, invoca la presenza di Dio, facendo memoria con il popolo della storia di rivelazione e salvezza già sperimentata attraverso Abramo e Giacobbe. E senza indugio la presenza di Dio si rivela e accoglie il sacrificio, completamente.

Signore, perdonaci quando scambiamo la fede per la religione e cerchiamo espressioni insolite per cercarti e invocarti.

 

La voce di Papa Francesco (omelia 5 marzo 2018)

“La religione non è uno spettacolo. La fede non è uno spettacolo: è la Parola di Dio e lo Spirito Santo che agisce nei cuori.”

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

CONSOLARE

Poco basta a consolarci, perché poco basta ad affliggerci.

Blaise Pascal

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La riflessione di oggi

È accaduto a tutti di vivere una giornata serena, segnata persino dall’allegria. All’improvviso, un imprevisto, un piccolo incidente ci fa piombare nell’amarezza. Ma la nube non staziona sistematicamente all’orizzonte e qualche ora dopo – dimenticato quell’infortunio – ritorna il sorriso sulle labbra. È, questa, la mutevolezza tipica della persona umana e a ricordarcelo è Pascal in uno dei suoi Pensieri che oggi abbiamo proposto nella sua essenzialità. In un altro passo, egli mette in scena un uomo che sta giocando a palla ed è così preso dai passaggi da dimenticare l’incubo che pure gli gonfia il cuore. Io, però, vorrei proporre ai miei lettori un’altra riflessione, partendo da un punto di vista inatteso, ossia dalla radice che sta alla base della parola «consolare».

Ebbene, l’etimologia di questo vocabolo è il termine «solo»: quindi «consolare» è sostanzialmente «stare con uno che è solo». L’idea è suggestiva perché tanta tristezza o dolore nasce proprio dall’essere soli e abbandonati, privi di una presenza che ti riscaldi, di una mano che ti accarezzi, di una parola che spezzi il silenzio e le lacrime. Aveva ragione il poeta spagnolo novecentesco Pedro Salinas quando scriveva che «le mani di chi ama… terminano in angeli», sono presenze angeliche che spezzano la solitudine dell’infelicità. Non per nulla la parola «desolato» significa in radice «essere solo» pienamente. Come affermava il romanziere russo Vladimir Nabokov, «la solitudine è il campo da gioco di Satana», ed è per questo che lo Spirito Santo è detto «il Consolatore».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Il Vangelo di Matteo apre il racconto della predicazione di Gesù con il sorprendente annuncio delle Beatitudini. In esse, Gesù proclama “beati”, cioè pienamente felici e realizzati, tutti quelli che agli occhi del mondo sono considerati perdenti o sfortunati: gli umili, gli afflitti, i miti, chi ha fame e sete della giustizia, i puri di cuore, chi si adopera per la pace.
Ad essi Dio fa grandi promesse: saranno da Lui stesso saziati e consolati, saranno eredi della terra e del Suo regno. E’ dunque una vera rivoluzione culturale, che stravolge la nostra visione spesso chiusa e miope, per la quale queste categorie di persone sono una parte marginale ed insignificante nella lotta per il potere ed il successo.

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