Passa La Parola

Passa Parola

14/06/2018

Superare gli ostacoli alla pace

Buon Giovedì

«Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario

mentre sei per via con lui,

perché l’avversario non ti consegni al giudice»

Mt 5, 25

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MESE di GIUGNO

dedicato al

S. CUORE di CRISTO GESÙ

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Giovedì 14 Giugno 2018

Giovedì della X settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Eliseo, profeta A.T. († ca. 790 a.C.),  B. Maria Candida dell’Eucaristia, carmelitana s. (1884-1949)

 

Meditazione del giorno : San Giovanni Crisostomo
3Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello3

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,20-26.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo! »

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/03/03171.pdf   Mt 5, 17-26

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Passa parola

Buona giornata. “Per cui il mio consiglio è: abbraccialo bene (GEsù Abbandonato il dolore che ti sfiora), vivi l’attimo presente dopo e vai avanti. Se noi siamo arrivati in capo al mondo lo dobbiamo a questo, perché magari ricominciando, magari ricominciando, ecco, abbiamo fatto di ogni ostacolo una pedana di lancio. C’era l’ostacolo di un dolore, e invece che star lì a scappare, abbiamo cercato, magari abbiamo sbagliato mille volte, ma quella volta abbiamo cercato di affrontarlo e far, appunto, dell’ostacolo una pedana… E allora: lancio, lancio, lancio, lancio, si arriva in capo al mondo”. (http://www.centrochiaralubich.org/it/documenti/scritti/4-scritto-it/2160-abbracciare-gesu-abbandonato.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-matteo-520-26-0

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 14 giugno 2018 – X Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quei giorni, Elìa disse [al re] Acab: «Va’ a mangiare e a bere, perché c’è già il rumore della pioggia torrenziale». Acab andò a mangiare e a bere.»
1 Re 18, 41
 

Come vivere questa Parola?

Il re Acab vorrebbe Elia morto, anzi, pensava di averlo già eliminato. Ritrovarselo davanti rappresenta una forma di sconfitta e di tradimento da parte delle persone a cui aveva affidato la missione di sopprimere ogni profeta di Dio in Israele. È anche il segno di come sia aperta la sfida tra Baal e il Dio di Elia. Abdia introduce Elia ad Acab ed egli accetta l’incontro. Le parole di Elia sono poche e senza risvolti: la siccità sta finendo, Israele è salvo, tu Acab puoi tornare alla vita di sempre.

L’autorevolezza di Elia ferma Acab che obbedisce. Piove e l’acqua riporta la vita.

Signore, la fede in te ci aiuta a trasformare la nostra realtà. Senza miracoli strani, la nostra vita affidata a te riprende il suo normale orientamento e diventa prolungamento vitale della tua creazione, espressione della tua misericordia.

 

La voce di Papa Francesco (omelia 13 giugno 2014)

“Il Signore, quando vuole darci una missione, vuole darci un lavoro, ci prepara. Ci prepara per farlo bene, come ha preparato Elia. È importante tutto il percorso per arrivare alla missione che il Signore affida, non solo il risultato. E questa è la differenza tra la missione apostolica che il Signore ci dà e un compito qualsiasi. Quando il Signore dà una missione, sempre fa entrare noi in un processo, un processo di purificazione, un processo di discernimento, un processo di obbedienza, un processo di preghiera. E così è la vita cristiana.”

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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La Parola.it

 

LA SOLITUDINE

Entri, e sei solo. In apparenza, almeno. Perché c’è Dio. Da dove venga non so: forse lo portavi già con te quando sei entrato. Oppure lo ha suscitato la solitudine.

Jean Genet

La riflessione di oggi

Da giovane venne rinchiuso in una casa di correzione; poi si arruolò nella Legione straniera dalla quale, però, disertò per rifugiarsi negli ambienti più depravati di Parigi, vivendo di espedienti e finendo non di rado in carcere. Da questi bassifondi egli, comunque, estrasse la materia delle sue opere che generarono scandalo, ma nello stesso tempo furono per lui come una riabilitazione, perché nelle miserie che egli descriveva si intravedeva un’ansia di innocenza e la letteratura diventava una sorta di riscatto e di trasfigurazione delle esperienze più sordide. Stiamo parlando dello scrittore francese Jean Genet (1910-86) e dal suo Funambolo abbiamo tratto una suggestiva nota spirituale autobiografica.

Il soggetto è impegnativo, Dio. Eppure si presenta in un orizzonte comune e quotidiano, quello della solitudine. Chiudi la porta e sei lì, solo, coi soliti mobili, con la polvere, l’abbandono e il silenzio. Ecco, però, la scoperta: Dio ti ha preceduto ed è davanti a te; ti attendeva. Certo, ci può essere il sospetto che sia la solitudine stessa a crearlo. Ma egli è presente e infrange la desolazione dell’isolamento. Ricordiamo che anche Cristo suggeriva di entrare nella propria camera, venendo dalla piazza, e di chiudere la porta, per incontrare Dio nel segreto (Matteo 6,5-6). Il filosofo e credente Pascal era convinto che buona parte delle nostre sventure e della nostra miseria nascesse dall’incapacità di rimanere da soli nella nostra stanza almeno un’ora al giorno. «Spiegami, Amore, quello che io non so spiegarmi» pregava la scrittrice Ingeborg Bachmann, quand’era «sola, senza avere né donare nessun affetto». Ieri scrivevamo che la solitudine è il campo da gioco di Satana, ma è anche uno dei crocevia principali per incontrare Dio e il proprio io intimo e profondo.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
Il Vangelo di Matteo apre il racconto della predicazione di Gesù con il sorprendente annuncio delle Beatitudini. In esse, Gesù proclama “beati”, cioè pienamente felici e realizzati, tutti quelli che agli occhi del mondo sono considerati perdenti o sfortunati: gli umili, gli afflitti, i miti, chi ha fame e sete della giustizia, i puri di cuore, chi si adopera per la pace.
Ad essi Dio fa grandi promesse: saranno da Lui stesso saziati e consolati, saranno eredi della terra e del Suo regno. E’ dunque una vera rivoluzione culturale, che stravolge la nostra visione spesso chiusa e miope, per la quale queste categorie di persone sono una parte marginale ed insignificante nella lotta per il potere ed il successo.

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