Passa La Parola

Passa Parola

07/07/2018

In ogni insuccesso individuare il possibile positivo

Buon Sabato

«Si mette vino nuovo in otri nuovi,
e così l’uno e gli altri si conservano»
Mt 9, 17

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Sabato 07 Luglio 2018

Sabato della XIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Antonino Fantosati, vescovo e martire (1842-1900),  B. María Romero Meneses, suora F.M.A. (1902-1977)

Meditazione del giorno : Sant’Agostino
“Allora digiuneranno”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,14-17.

In quel tempo, si accostarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore.
Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/02/02159.pdf     Mt 9, 14-17

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Passa parola. Buona giornata. In ogni insuccesso individuare il possibile positivo

“Tre cose. La prima: superare le difficoltà. La seconda: trasformare il negativo in positivo. La terza: preghiera. Preghiera a Gesù che può tutto. Gesù, che entra nel nostro cuore e ci cambia la vita. Gesù che è venuto per salvarmi e che ha dato la sua vita per me. Pregate Gesù, perché Lui è l’unico Signore. E siccome nella Chiesa non siamo orfani e abbiamo una Madre, pregate la nostra Madre. E come si chiama la nostra Madre? [Maria!] Più forte! [Maria!]. Vi ringrazio molto per avermi ascoltato. Vi ringrazio perché volete cambiare il negativo in positivo. Perché volete combattere il male, con Gesù al fianco. Soprattutto vi ringrazio perché avete voglia di non smettere mai di pregare. E ora vi invito a pregare insieme la Madre nostra, affinché ci protegga. Siamo d’accordo? [Sì!] Tutti insieme? [Sì!]” (https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151128_uganda-giovani.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-matteo-914-17

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

GIUDICARE E VALUTARE

Il giudizio è la facoltà che acquisiamo più tardi e perdiamo più presto del necessario: i bambini non ne hanno ancora, i vecchi non ne hanno più.

Alfred de Vigny

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La riflessione di oggi

Stiamo anche oggi, come abbiamo fatto ieri, nel perimetro della famiglia, ma secondo un angolo di visuale particolare. Ci affidiamo a questa considerazione del poeta francese ottocentesco Alfred de Vigny che troviamo citata in un saggio dedicato ai trapassi generazionali di questi ultimi decenni. La capacità di giudicare è un po’ come il criterio: ognuno crede di esserne dotato a sufficienza. In realtà, le cose stanno in maniera un po’ diversa, come suggerisce lo scrittore francese. I bambini non l’hanno ancora, i vecchi ormai l’hanno persa con l’annebbiamento delle loro menti e – aggiungiamo noi – gli adulti non la esercitano. Anche all’interno della famiglia è ormai raro ritrovarsi insieme per valutare, vagliare, giudicare appunto le vicende e i comportamenti.

Certo, come insegnava l’Orlando furioso dell’Ariosto, «il giudicio uman spesso erra». Ma è grave atrofizzare la facoltà, di cui è dotata la nostra mente, di sceverare tra vero e falso, ossia la coscienza morale che ci aiuta a distinguere tra bene e male. È, questo, un esercizio che i genitori e gli educatori dovrebbero insegnare ai ragazzi. Un altro autore francese che spesso abbiamo citato, Montaigne, nei suoi Saggi non esitava ad affermare che «la cura e la spesa dei nostri padri mirano solo a riempirci la testa di sapere; di giudizio e di virtù, non se ne parla nemmeno!». Pensiamo a quanto si investe giustamente in corsi di nuoto, in scuole di musica, in fitness e altro perché i figli siano addestrati e palestrati. Ma quanto poco si fa per una loro educazione civica, sociale e spirituale!

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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