Passa Parola

09/07/2018

Sbizzarrirsi la fantasia per amare

Buon Lunedì

«Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita»
Mt 9, 22

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MESE di LUGLIO

dedicato al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Lunedì 09 Luglio 2018

Lunedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

 

Santo(i) del giorno : S. Veronica Giuliani, badessa O.S.C.Cap. (1660-1727),  SS. Gregorio Grassi,Francesco Fogolla e c., martiri († 1900)

Meditazione del giorno : Sant’Atanasio
« Le prese la mano e la fanciulla si alzò »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,18-26.

In quel tempo, mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà».
Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli.
Ed ecco una donna, che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello.
Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell’istante la donna guarì.
Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse:
«Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo.
Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò.
E se ne sparse la fama in tutta quella regione.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/03/03166.pdf   Mt 9, 18-26

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Passa parola. Buona giornata. Sbizzarrirsi la fantasia per amare

“È quella spiritualità del “noi”. Voi potete fare a voi stessi, e anche agli altri, per scherzare, un test. Un prete che è qui – più o meno nascosto – lo ha fatto a me questo test. Mi ha detto: “Mi dica, padre, qual è il contrario dell’ ‘io’, l’opposto dell’ ‘io’? E io sono caduto nel tranello, e subito ho detto: ‘Tu’. E lui mi ha detto: “No, il contrario di ogni individualismo, sia dell’io sia del tu, è ‘noi’. L’opposto è noi”. È questa spiritualità del noi, quella che voi dovete portare avanti, che ci salva da ogni egoismo e ogni interesse egoistico. La spiritualità del noi. Non è un fatto solo spirituale, ma una realtà concreta con formidabili conseguenze – se lo viviamo e se ne decliniamo con autenticità e coraggio le diverse dimensioni – a livello sociale, culturale, politico, economico… Gesù ha redento non solo il singolo individuo, ma anche la relazione sociale (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 178). Prendere sul serio questo fatto significa plasmare un volto nuovo della città degli uomini secondo il disegno d’amore di Dio.” (https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2018/may/documents/papa-francesco_20180510_visita-loppiano-focolari.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
donaci una rinnovata gioia pasquale,
perché, liberi dall’oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

L’INSODDISFAZIONE

Sono un uomo inquieto uscito da una famiglia quietissima. La quiete mi annoia, l’inquietudine mi irrita. Cerco una via di mezzo, ma la cerco dove sono sicuro di non trovarla.

Leo Longanesi

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La riflessione di oggi

«Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa». È, questa, una delle tante battute fulminanti di Leo Longanesi (1905-57), giornalista. Individualista, curioso, geniale, conservatore, instancabilmente insoddisfatto e in ricerca: lo attesta la confessione che sopra ho proposto come suo autoritratto. Sferzante coi difetti degli italiani («se c’è una cosa in Italia che funziona bene è il disordine»), allergico alla stupidità («solo un cretino è pieno di idee»), scettico nel progresso sociale («tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola»), ironico sugli intellettuali («l’esperto è un signore che, a pagamento, ti spiega perché ha sbagliato l’analisi precedente»), Longanesi coltivava un’inquietudine che non era, però, quella agostiniana della ricerca, ma che aveva in sé il germe dell’invincibile insoddisfazione.

Certo, essa può avere anche un profilo benefico e positivo perché spazza via i luoghi comuni, i miti, le illusioni, purifica la mente dalle nebbie delle approssimazioni e il cuore dall’egoistico quieto vivere. Tuttavia, trascina con sé alcune malattie dell’anima, come il malcontento permanente, l’acidità non solo di stomaco ma anche di cervello, l’intolleranza, la smania sprezzante e alla fine la frustrazione. È significativa l’ultima frase del testo da noi citato: «Cerco dove sono sicuro di non trovare». Alla fine la scontentezza diventa una seconda pelle che non si vuole svestire ed è per questo che ci si orienta sempre più verso mete desertiche ove non ci siano le temute oasi di verità.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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