Passa La Parola

Passa Parola

12/07/2018

Fare proprie la necessità del prossimo

Buon Giovedì

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»
Mt 10, 8

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MESE di LUGLIO

dedicato al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Giovedì 12 Luglio 2018

Giovedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : SS. Louis e Zélie Martin, genitori di S.Teresa di Lisieux,  SS. Ermagora (vescovo) e Fortunato, martiri († sec. III)

Meditazione del giorno : San Bonaventura
“E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,7-15.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture,
né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi».
Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi.
In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/04/04265.pdf   Mt 10, 1-42

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Passa parola. Buona giornata. Fare proprie la necessità del prossimo

“Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca (cfr Mt 25,35.43). Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore. Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria: dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno. E’ una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, i quali sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità. Al riguardo, desidero riaffermare che «la nostra comune risposta si potrebbe articolare attorno a quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare»”. (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/migration/documents/papa-francesco_20170815_world-migrants-day-2018.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
donaci una rinnovata gioia pasquale,
perché, liberi dall’oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

FORESTE DI SIMBOLI

La natura è un tempio dove colonne vive / mormorano a tratti parole indistinte. /L’uomo passa tra foreste di simboli/che l’osservano con sguardi familiari.

Charles Baudelaire

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La riflessione di oggi

Anche nella Bibbia si fa strada l’idea di un tempio cosmico nel quale l’uomo funge da liturgo che invita una folla di creature terrestri e celesti a intonare l’alleluia in onore del Creatore (si legga il Salmo 148). Interessante è il fatto che la stessa visione brilli in una famosa strofa del capolavoro di quel tormentato e grande poeta francese che è stato Charles Baudelaire. Nelle 135 poesie che compongono l’edizione definitiva dei Fiori del male (1861) ci sono anche i versi da noi citati (nella lirica intitolata Correspondances). Essi dipingono il tempio sorretto dai tronchi vivi degli alberi, le ideali colonne, che col fremere delle loro chiome mosse dal vento sembrano mormorare preghiere.

L’uomo entra nelle navate di questo tempio che ha per cupola il cielo e qui si lascia attrarre dall’affollarsi di immagini e segni. Sono quelle che il poeta chiama, con un’espressione mirabile, forèts de symboles, un giardino colorato che custodisce in ogni sua componente un messaggio. È facile risalire a un altro Salmo, il 19, ove «i cieli narrano», «il firmamento annuncia», «il giorno racconta al giorno» le meraviglie e la gloria del Signore che li ha creati. È un linguaggio silenzioso: «senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce». Bisogna staccare dalle orecchie le cuffie di una registrazione, togliere l’audio delle chiacchiere e liberare l’orecchio dai rumori e dal brusio di fondo della tecnica per mettersi in ascolto di questa «foresta» di messaggi e di presenze segrete che ci invitano a guardare in alto, verso l’Oltre e l’Altro divino.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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Updated: 12 luglio 2018 — 22:24

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