Passa La Parola

Passa Parola

13/07/2018

La misericordia genera comprensione

Buon Venerdì

«Siate dunque prudenti come i serpenti
e semplici come le colombe»
Mt 10, 16

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MESE di LUGLIO

dedicato al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Venerdì 13 Luglio 2018

Venerdì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Enrico II, imperatore (973-1024),  S. Teresa de Los Andes, novizia carmelitana (1900-1920)

Meditazione del giorno : San Giovanni XXIII
“Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo   10,16-23.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;
e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato».
Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/04/04265.pdf   Mt 10, 1-42

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Passa parola. Buona giornata. La misericordia genera comprensione

“Tutti infatti facciamo l’esperienza di non vivere in pieno o come dovremmo il comandamento dell’amore. Ma anche questa è una grazia, perché ci fa comprendere che da noi stessi non siamo capaci di amare veramente: abbiamo bisogno che il Signore rinnovi continuamente questo dono nel nostro cuore, attraverso l’esperienza della sua infinita misericordia. E allora sì che torneremo ad apprezzare le cose piccole, le cose semplici, ordinarie; che torneremo ad apprezzare tutte queste piccole cose di tutti i giorni e saremo capaci di amare gli altri come li ama Dio, volendo il loro bene, cioè che siano santi, amici di Dio; e saremo contenti per la possibilità di farci vicini a chi è povero e umile, come Gesù fa con ciascuno di noi quando siamo lontani da Lui, di piegarci ai piedi dei fratelli, come Lui, Buon Samaritano, fa con ciascuno di noi, con la sua compassione e il suo perdono.” (https://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2017/documents/papa-francesco_20170315_udienza-generale.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
donaci una rinnovata gioia pasquale,
perché, liberi dall’oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

 

PRIVATO E PUBBLICO

L’amore non è affatto un fenomeno «privato», una semplice storia di due «cuori» che si amano, ma racchiude in sé un «principio di coesione» prezioso per la collettività.

Aleksandra M. Kollontaj

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La riflessione di oggi

In un’agenda letteraria scopro questa bella osservazione di una figura di cui avevo in mente solo il nome, Aleksandra M. Kollontaj (1872-1952), una donna politica russa che cercò di coniugare femminismo e socialismo. Si comprende, allora, il significato della sua dichiarazione sull’amore come questione non solo privata e intimistica, una concezione quest’ultima che in tempi di privacy come i nostri è ancor più marcata. Anche in passato il simbolo dei «due cuori e una capanna» andava in questa linea. Certo, non si può e non si deve violare l’intimità della coppia, al contrario di quanto fanno i settimanali di gossip e alcune sguaiate trasmissioni televisive.

Tuttavia, il «principio di coesione», che si nutre del calore dell’amore, diventa una fonte di luce e di vita nel gelo della società; anzi, con la generazione dei figli, alimenta la continuità dello stesso genere umano. L’antico detto dell’amor effusivus sui, cioè dell’amore vero che si irradia e si effonde, è da riproporre nella formazione delle coppie soprattutto cristiane. Affermato questo, c’è però il rovescio della medaglia. Anche l’odio tra due persone semina un effetto perverso e diventa «principio di dispersione» e di tensione nella società. Madre Teresa di Calcutta ricordava sempre che ciascuno di noi è una goccia nel mare della vita: se le gocce pure si moltiplicano, la distesa delle acque si fa limpida; se si moltiplicano le gocce sporche, il mare si trasforma in un grembo di miasmi.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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Updated: 14 luglio 2018 — 1:28

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