Passa La Parola

Passa Parola

23/07/2018

Irradiare il bene operando con generosità

Buon Lunedì

«…e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto»

Gv 15, 2

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MESE di LUGLIO

dedicato al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Lunedì 23 Luglio 2018

Santa Brigida di Svezia, Religiosa, Compatrona d’Europa, festa

Santo(i) del giorno : S. Brigida di Svezia, compatrona d’Europa (1303-1373),  BB. Nicéforo de Jesús y de María e 5 comp., martiri († 1936)

Meditazione del giorno : San Francesco Saverio
“Senza di me non potete far nulla”

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli”.

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/03/03180.pdf   Mt 13, 10-17

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Passa parola. Buona giornata. Irradiare il bene operando con generosità

“È amando che si annuncia Dio-Amore: non a forza di convincere, mai imponendo la verità, nemmeno irrigidendosi attorno a qualche obbligo religioso o morale. Dio si annuncia incontrando le persone, con attenzione alla loro storia e al loro cammino. Perché il Signore non è un’idea, ma una Persona viva: il suo messaggio passa con la testimonianza semplice e vera, con l’ascolto e l’accoglienza, con la gioia che si irradia. Non si parla bene di Gesù quando si è tristi; nemmeno si trasmette la bellezza di Dio solo facendo belle prediche. Il Dio della speranza si annuncia vivendo nell’oggi il Vangelo della carità, senza paura di testimoniarlo anche con forme nuove di annuncio.” (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2016/documents/papa-francesco_20160925_omelia-giubileo-catechisti.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

1) Preghiera
O Dio, che salvi i peccatori e li rinnovi nella tua amicizia,
volgi verso di te i nostri cuori:
tu che ci hai liberato dalle tenebre
con il dono della fede,
non permettere che ci separiamo da te,
luce di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

LA TENACE CONCHIGLIA

Dopo il bacio – dall’ombra agli olmi /sulla strada uscivamo / per ritornare: / sorridevamo al domani / come bimbi tranquilli, / le nostre mani congiunte / componevano una tenace conchiglia / che custodiva la pace.

Antonia Pozzi

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La riflessione di oggi

Stiamo sempre più perdendo una virtù delicata e fragile, eppure affascinante come lo sono certi fiori stupendi, che un solo colpo di vento o il tocco brusco di una mano sgualciscono e infrangono. Parliamo della tenerezza, fatta di affetto, di finezza, di dolcezza, di intensità. Essa è subito ferita dalla brutalità, dalla volgarità, dalla sbrigatività. Soprattutto in amore, alla tenerezza si è sostituito l’atto sessuale «consumato» (e il termine è emblematico) in modo frettoloso e spiccio. Il dialogo degli occhi, il silenzio dell’abbraccio, la delicatezza dei sentimenti sono spazzati via dal possesso svelto e immediato. L’eros cede il passo al sexy, la fantasia alla frenesia, le coccole alla brama, il desiderio alla voglia, l’attesa all’avidità.

È per evitare questa caduta umiliante che abbiamo ripreso i versi di una poetessa che è approdata a una fine tragica forse proprio perché non ha trovato la pienezza di quel sentimento che pure aveva provato. La poesia sopra citata, intitolata L’allodola, è di Antonia Pozzi, milanese, che si è lasciata morire a soli 26 anni. Come ogni vero testo poetico, non ha bisogno di commento; deve solo cantare nel cuore di chi lo legge, con tutta la freschezza di quella virtù che stiamo celebrando, la tenerezza appunto. Una tenerezza che è tutta in quel simbolo universale ed eterno delle mani intrecciate dei due innamorati, «una tenace conchiglia» al cui interno c’è una perla di inestimabile valore, la pace. Altro che una collana o gemme preziose: la serenità e l’intimità gioiosa sono gioielli che non hanno prezzo.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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