Passa La Parola

Passa Parola

24/07/2018

Ascoltare l’altro senza riserve

Buon Martedì

«Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli,
egli è per me fratello, sorella e madre»

Mt 12, 50

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MESE di LUGLIO

dedicato al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Martedì 24 Luglio 2018

Martedì della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

 

Santo(i) del giorno : S. Charbel, monaco, presbitero ed eremita (1828-1898),  S. Cristóbal de Santa Catalina, sac. e fond. (1638-1690)

Meditazione del giorno : Sant’Agostino
“Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 12, 46-50.

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;
perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/04/04269.pdf   Mt 12, 22-50

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Passa parola. Buona giornata. Ascoltare l’altro senza riserve

“Cari amici, attraverso il dialogo e l’ascolto possiamo contribuire alla costruzione di un mondo migliore, rendendolo luogo di accoglienza e rispetto, contrastando così le divisioni e i conflitti. Vi incoraggio a proseguire con entusiasmo rinnovato il vostro prezioso servizio alla società, perché nessuno rimanga isolato, perché non si spezzino i legami del dialogo, e perché non venga mai meno l’ascolto, che è la manifestazione più semplice di carità verso i fratelli.” (https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/march/documents/papa-francesco_20170311_volontari-telefono-amico.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera

Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore,
e donaci i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

http://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-matteo-1246-50

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

LE TRE MONETE

L’anziano monaco interrogò l’aspirante novizio: «Se tu avessi tre monete d’oro, le daresti ai poveri?». «Di tutto cuore, padre!». «E se tu avessi tre monete d’argento?». «Molto volentieri le darei». «E se avessi tre piccole monete di rame?». «No, non le darei!» Stupito, il monaco gli chiese: «Perché mai?». Il novizio rispose: «Perché io ho tre monete di rame!».

Apologo dei padri del deserto

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La riflessione di oggi

Come aveva ragione Gesù quando colpiva la potente attrattiva che esercita la ricchezza con quel celebre detto: «E più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli» (Matteo 19,24)! Si è fatto di tutto, anche da parte di qualche esegeta, per ridimensionare la forza del paradosso ago-cammello, ricorrendo a un’inesistente porta minuscola a foggia di cruna d’ago a Gerusalemme o a un nodo marinaro. In realtà, il giudaismo conosceva il contrasto metaforico ago-elefante per indicare un impossibile connubio, analogo a quello che Gesù delinea tra le due divinità: il vero Dio e l’idolo Mammona (Matteo 6,24), laddove è curioso notare che questo vocabolo aramaico, che indica la ricchezza, contiene la stessa radice dell’amen, il verbo ebraico della fede.

Sono, quindi, due divinità e due fedi che si confrontano e che contendono tra loro, e quell’aspirante novizio – nel racconto dei Padri del deserto egiziano che abbiano sopra evocato – con sincera spontaneità rivela quanto sia arduo rinunciare al possesso, anche se modesto. Tante proclamazioni retoriche di distacco e di generosità si scontrano poi con gesti egoistici contrabbandati come parsimonia e misura. Per questa strada si approda alla porta dorata ma bloccata di quel vizio che si chiama avarizia, della quale proponiamo ai nostri lettori la brillante definizione coniata da san Bernardo: «Vivere in povertà per paura della povertà»!

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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Updated: 24 luglio 2018 — 22:03

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