Passa La Parola

Passa Parola

25/07/2018

Non scoraggiarsi per le proprie fragilità

Buon Mercoledì

«Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo»

Mt 20, 26

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MESE di LUGLIO

dedicato al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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L’arte di amare cristiano…

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Mercoledì 25 Luglio 2018

San Giacomo, detto il maggiore, apostolo, festa

Santo(i) del giorno : S. Giacomo il Maggiore, 1° apostolo martire,  B. Ángel Darío Acosta Zurita, sac. e martire (1908-1931)

Meditazione del giorno : San Giovanni Crisostomo
Bere il suo calice per sedere alla sua destra

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,20-28.

In quel tempo si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».
Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;
ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.
Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo,
e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/09/09577.pdf     Mt 20, 17-28

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Passa parola. Buona giornata. Non scoraggiarsi per le proprie fragilità

“Quando ritroviamo il coraggio di riconoscerci per quello che siamo – ci vuole coraggio per questo! -, ci accorgiamo di essere persone chiamate a fare i conti con la nostra fragilità e i nostri limiti. Allora può capitare di essere presi dall’angoscia, dall’inquietudine per il domani, dalla paura della malattia e della morte. Questo spiega perché tante persone, cercando una via d’uscita, imboccano a volte pericolose scorciatoie come ad esempio il tunnel della droga o quello delle superstizioni o di rovinosi rituali di magia. E’ bene conoscere i propri limiti, le proprie fragilità, dobbiamo conoscerle, ma non per disperarci, ma per offrirle al Signore; e Lui ci aiuta nella via della guarigione, ci prende per mano, e mai ci lascia da soli, mai! Dio è con noi e per questo mi “rallegro”, ci “rallegriamo” oggi: “Rallegrati, Gerusalemme”, dice, perché Dio è con noi.” Papa Francesco (https://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2018/documents/papa-francesco_angelus_20180311.html)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno,
tu hai voluto che san Giacomo,
primo fra gli Apostoli,
sacrificasse la vita per il Vangelo;
per la sua gloriosa testimonianza
conferma nella fede la tua Chiesa
e sostienila sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Questa rubrica RITORNA dopo l’estate

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La Parola.it

LA FARFALLA SENZA LE ALI

Che cosa diventa un presuntuoso, spogliato della sua presunzione? Provate a levare le ali a una farfalla: non resterà che un verme.

Nicolas de Chamfort

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La riflessione di oggi

D’estate è sempre affascinante seguire il volo delle farfalle con le loro ali arabescate. Si dice che tra i quaderni di una scuola di Hiroshima, distrutta dalla bomba atomica americana, venne alla luce la pagina incompiuta di un’alunna che stava descrivendo il palpitare di una farfalla rossa che si era posata sul suo banco. Era il 6 agosto 1945: una dolce scena estiva giapponese, prima che si accendesse l’infernale lampo distruttore. L’immagine della farfalla mi rimanda oggi a una raccolta a cui ho già attinto in altre occasioni: Le massime e i pensieri, opera postuma (1795) di uno scrittore francese illuminista moderato, Nicolas de Chamfort.

Egli trasforma questo delizioso lepidottero in un simbolo del presuntuoso che si pavoneggia nella sua vanagloria, volteggiando in mezzo agli altri che apparentemente lo ammirano. Ma, togliete le ali alla sua boria altezzosa, ed eccolo ridotto a un verme, come appunto accade alla farfalla privata del suo ornamento più attraente. Se vogliamo stare ancora nel simbolismo animale, è curiosa un’altra considerazione destinata al presuntuoso da una scrittrice inglese dell’Ottocento nota con lo pseudonimo maschile di George Eliot: «E come un gallo convinto che il sole sorga per ascoltarlo cantare». Superbia e vanità s’intrecciano e lambiscono un po’ tutti, senza mai avvertirci che in agguato c’è il ridicolo. Se non saremo umili – ammoniva, infatti, un altro autore francese, Julien Green – Dio farà di noi degli umiliati. Vermi senza ali, appunto.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“TI BASTA LA MIA GRAZIA; LA FORZA INFATTI SI MANIFESTA PIENAMENTE
NELLA DEBOLEZZA”
(2Cor 12,9).

Nella sua seconda lettera alla comunità di Corinto, l’apostolo Paolo si confronta con alcuni che mettono in discussione la legittimità della sua attività apostolica, ma non si difende elencando i propri meriti e successi. Al contrario, mette in evidenza l’opera che Dio ha compiuto, in lui e tramite lui.
Paolo accenna ad una sua esperienza mistica, di profondo rapporto con Dio1, ma per condividere subito dopo la sua sofferenza per una “spina” che lo tormenta. Non spiega di cosa si tratti esattamente, ma si capisce che è una difficoltà grande, che potrebbe limitarlo nel suo impegno di evangelizzatore. Per questo, confida di aver chiesto a Dio di liberarlo da questo impedimento, ma la risposta che riceve da Dio stesso è sconvolgente…

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Updated: 25 luglio 2018 — 17:55

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