Essere costruttori di ponti di fraternità

Buon giovedì

«Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno,

andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi,

a testimonianza per loro’»

Mc 6, 11

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07 FEBBRAIO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/papa-pio-ix.htm

BEATO PIO IX – PAPA

(Giovanni Maria Mastai Ferretti)

Senigallia, Ancona, 13 maggio 1792 – Roma, 7 febbraio 1878

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Analisi del testo della canzone di Cristicchi https://libreriamo.it/news/perche-canzone-cristicchi-emoziona-pubblico-sanremo/

https://www.facebook.com/domenico.iervolino/videos/10217824161906516/” Rosario meditato del mercoledì

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Giovedì 07 Febbraio 2019

Giovedì della IV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,7-13

In quel tempo Gesù chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi.
E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa;
ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.
E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo.
Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro».
E partiti, predicavano che la gente si convertisse,
scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.

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Commento del giorno:

Concilio Vaticano II

Decreto sull’attività missionnaria della Chiesa  “Ad Gentes”, § 10-11

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli”

La Chiesa, che da Cristo è stata inviata a rivelare ed a comunicare la carità di Dio a tutti gli uomini ed a tutti i popoli, comprende che le resta ancora da svolgere un’opera missionaria ingente… La Chiesa quindi, per essere in grado di offrire a tutti il mistero della salvezza e la vita che Dio ha portato all’uomo, deve cercare di inserirsi in tutti questi raggruppamenti con lo stesso movimento con cui Cristo stesso, attraverso la sua incarnazione, si legò a quel certo ambiente socio-culturale degli uomini in mezzo ai quali visse…       Tutti i cristiani infatti, dovunque vivano, sono tenuti a manifestare con l’esempio della loro vita e con la testimonianza della loro parola l’uomo nuovo, di cui sono stati rivestiti nel battesimo, e la forza dello Spirito Santo, da cui sono stati rinvigoriti nella cresima; sicché gli altri, vedendone le buone opere, glorifichino Dio Padre e comprendano più pienamente il significato genuino della vita umana e l’universale legame di solidarietà degli uomini tra loro. (Col 3, 10; Mt 5, 16)       Ma perché essi possano dare utilmente questa testimonianza, debbono stringere rapporti di stima e di amore con questi uomini, riconoscersi come membra di quel gruppo umano in mezzo a cui vivono, e prender parte, attraverso il complesso delle relazioni e degli affari dell’umana esistenza, alla vita culturale e sociale. Così debbono… lieti di scoprire e pronti a rispettare quei germi del Verbo che vi si trovano nascosti; debbono seguire attentamente la trasformazione profonda che si verifica in mezzo ai popoli, e sforzarsi perché gli uomini di oggi, troppo presi da interessi scientifici e tecnologici, non perdano il contatto con le realtà divine, ma anzi si aprano ed intensamente anelino a quella verità e carità rivelata da Dio. Come Cristo stesso penetrò nel cuore degli uomini per portarli attraverso un contatto veramente umano alla luce divina, così i suoi discepoli, animati intimamente dallo Spirito di Cristo, debbono conoscere gli uomini in mezzo ai quali vivono ed improntare le relazioni con essi ad un dialogo sincero e comprensivo, affinché questi apprendano quali ricchezze Dio nella sua munificenza ha dato ai popoli; ed insieme devono tentare di illuminare queste ricchezze alla luce del Vangelo, di liberarle e di ricondurle sotto l’autorità di Dio salvatore.

 

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Nel cosiddetto inno alla carità scritto da San Paolo, riscontriamo alcune caratteristiche del vero amore:

«La carità è paziente,
benevola è la carità;
non è invidiosa,
non si vanta,
non si gonfia d’orgoglio,
non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia
ma si rallegra della verità.
Tutto scusa,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta» (1 Cor 13,4-7).”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 90)
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Lectio Divina Carmelitana:

1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

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AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 7 febbraio 2019 – IV settimana del Tempo Ordinario

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone:
né pane, né sacca, né denaro nella cintura;
ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.»
 Mc 6, 7-10

 

Come vivere questa Parola?

La missione non è “un darsi da fare” di “battitori solitari”, di persone autoreferenziali, ma di gente che vive la comunione, il confronto, la condivisione.

Il messaggio intrinseco della missione è proprio questo: essere testimoni di comunione, del Dio Trinità.  Con Gesù si può vivere “insieme” la conversione “dall’IO al NOI” , chiamando per nome la “tentazione”  di giustificare sempre “il fare da soli, per fare in fretta”, piuttosto che “il fare da soli per essere i primi”.

Questa lotta contro il male che ci divide e ci isola “trovi le armi” nel voler scegliere sempre  il NOI , in nell’aiutarci a tenere sveglio il cuore  dall’anestesia delle cose e dalla vanità dell’apparenza e del successo, per ritrovare la freschezza della beatitudine dei  “poveri in spirito” che sanno rinunciare a se stessi accogliendo e accettando la propria e altrui debolezza.

Tu ci invii, Signore Gesù, come tuoi testimoni liberi e poveri per essere trasparenza del tuo Regno. Donaci il coraggio di chiamare per nome tutto quello che annebbia e tradisce la comunione. AMEN!

 

La voce di Papa Francesco

«Nel passo evangelico abbiamo ascoltato come Gesù chiama i suoi discepoli e li invia a portare il Vangelo: è lui che chiama. Il Vangelo dice che chiamò a sé e mandava e dava loro poteri: nella vocazione dei discepoli, il Signore dà il potere: il potere per cacciare gli spiriti impuri per liberare, per guarire. Questo è il potere che dà Gesù. Egli infatti non dà il potere di manovrare o fare grandi imprese»; ma il potere, lo stesso potere che aveva lui, il potere che lui aveva ricevuto dal Padre, glielo consegna. E lo fa con un consiglio chiaro: andate in comunità, ma per il viaggio non prenderete nient’altro che un bastone, né pane, né sacca, né denaro: in povertà! Il Vangelo è così tanto ricco e tanto forte che non ha bisogno di fare grandi ditte, grandi imprese per essere annunciato. Perché il Vangelo dev’essere annunciato in povertà, e il vero pastore è quello che va come Gesù: povero, ad annunciare il Vangelo, con quel potere. E quando il Vangelo viene custodito con questa semplicità, con questa povertà, si vede chiaramente che la salvezza non è una teologia della prosperità ma è un dono, lo stesso dono che Gesù aveva ricevuto per darlo».

(cfr. Papa Francesco, Meditazione mattutina a Santa Martha, 5 febbraio 2015)

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

GLI INNAMORATI SUL TRENO

Facevo il pendolare per motivi di lavoro e tu sai cos’è un vagone ferroviario:… chiasso, risate, fumo, trambusto, pigia-pigia. Io mi sedevo in un angolo e non sentivo nulla. Leggevo il Vangelo. Chiudevo gli occhi. Parlavo e ascoltavo Dio…. Ero veramente uno con me stesso e nulla mi poteva distrarre. Sotto la presa dell’amore ero in pace…. Difatti gli innamorati che si trovavano sul treno bisbigliavano tra di loro, senza preoccuparsi di ciò che capitava attorno. Io bisbigliavo col mio Dio.

Carlo Carretto

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La riflessione di oggi

Secoli fa si ritiravano nel deserto egiziano, eppure gli eremiti s’accorgevano che la città li aveva inseguiti fin là col suo frastuono e le sue seduzioni. È possibile, però, un movimento inverso: diventare monaci urbani, figure di silenzio nel fragore assordante della modernità. Un po’ come riescono a fare gli innamorati su un treno affollato, sospesi in una bolla di intimità, in cui si bisbigliano le loro tenerezze. Il libro da cui abbiamo tratto il paragrafo citato s’intitola significativamente Il deserto nella città. L’ha scritto un mistico vissuto coi piedi piantati nella storia italiana, Carlo Carretto (1910-88): il treno affollato e rumoroso si trasforma in un’oasi silenziosa, ove si può «bisbigliare» con Dio, con la stessa intimità dei due fidanzati.

Un’altra figura simile a fratel Carlo, la francese Madeleine Delbrèl, morta nel 1964 dopo una vita trascorsa nella banlieue parigina tra operai e diseredati, confessava: «Coloro che amano Dio hanno sempre sognato il deserto; per questo a coloro che l’amano Dio non può rifiutarlo». Ma questa solitudine è incastonata nella quotidianità più fitta di rumori e di voci ed è simile a un seme di luce e di amore deposto nel terreno sassoso e spinoso delle fatiche, degli odi e delle bestemmie. Con Carretto, che scelse la via dei Piccoli Fratelli del Vangelo di Charles de Foucauld, possiamo tentare tutti questa esperienza di deserto, non migrando nel Sahara o in un eremo, ma rimanendo sul treno di ogni mattina o nella piazza della nostra città.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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In questo salmo, Davide esprime la sua gioia e la sua riconoscenza davanti all’assemblea: ha conosciuto il pericolo e l’angoscia, ma ha invocato con fiducia il Dio di Israele ed ha ritrovato pace.

Il protagonista di questo inno è Dio con la sua misericordia, la sua presenza forte e decisiva accanto al povero e all’oppresso che Lo invoca.
Perché altri raggiungano la stessa salvezza, Davide suggerisce alcuni atteggiamenti del cuore: evitare di compiere il male, ma piuttosto operare sempre il bene.

E sottolinea la necessità di non diffamare il prossimo. La parola infatti può portare alla guerra.

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Updated: 7 febbraio 2019 — 22:23

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