Aprirsi con gioia al fratello

Buon lunedì

«…e quanti lo toccavano guarivano»

Lc 5, 56

—————————

11 FEBBRAIO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/immacolata-di-lourdes.htm

IMMACOLATA DI LOURDES

—————————

—————————

Lunedì 11 Febbraio 2019

Lunedì della V settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,53-56

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret.
Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe,
e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse.
E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.

________________

Commento del giorno:

San Cirillo d’Alessandria (380-444)

vescovo e dottore della Chiesa

Commento al Vangelo di Giovanni, 4

“Quanti lo toccavano guarivano”

Il Salvatore, anche per risuscitare i morti, non si accontenta di agire con la parola, che annuncia tuttavia ordini divini. Per questa magnifica opera prende per così dire come cooperatrice la sua stessa carne, al fine di mostrare che ella ha il potere di dare la vita e può far vedere che è un tutt’uno con lui: è la sua carne veramente, e non un corpo estraneo. E’ quanto è accaduto quando ha risuscitato la figlia del capo della sinagoga dicendole: “Fanciulla, io ti dico, alzati!” (Mc 5,41) L’ha presa per mano, secondo quanto è scritto. Le ha ridato la vita, come Dio, con un comando onnipotente, e l’ha resa viva anche col contatto della santa carne – dimostrando così che nel suo corpo come nella sua parola era all’opera una stessa divina energia. Alla stessa maniera, quando è arrivato in una città chiamata Naim, dove si stava portando al sepolcro il figlio unico di una vedova, ha toccato la bara dicendo: “Giovinetto, dico a te, alzati!” (Lc 7,14) Così, non solo dà alla sua parola il potere di risuscitare i morti, ma di più, per mostrare che il suo corpo dà la vita, tocca i morti e con la sua carne fa passare la vita nei cadaveri. Se il solo contatto della sua carne sacra rende la vita a un corpo in decomposizione, qual profitto troveremo noi nell’eucaristia che dà vita quando ne faremo il nostro cibo? Ella trasformerà totalmente nella sua propria essenza, l’immortalità, coloro che vi avranno partecipato.

 

—————————

Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Nell’insieme del testo si vede che Paolo vuole insistere sul fatto che l’amore non è solo un sentimento, ma che si deve intendere nel senso che il verbo “amare” ha in ebraico, vale a dire: “fare il bene”. Come diceva sant’Ignazio di Loyola, «l’amore si deve porre più nelle opere che nelle parole». In questo modo può mostrare tutta la sua fecondità, e ci permette di sperimentare la felicità di dare, la nobiltà e la grandezza di donarsi in modo sovrabbondante, senza misurare, senza esigere ricompense, per il solo gusto di dare e di servire.”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 94)
—————————

Lectio Divina Carmelitana:

1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro…

lectio-new-small

—————————

AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Lunedì 11 Febbraio 2019 – V Settimana Del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

  1. V. Maria de Lourdes (memoria facoltativa)

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto»

Salmo 103 (104)

 

Come vivere questa Parola?

Queste bellissime espressioni del salmo 103 dicono il commosso stupore di chi, di fronte alle meraviglie del creato, non ha l’anima opaca e insabbiata nell’indifferentismo.

Signore, dona anche a me questa sensibilità umano spirituale: di fronte allo spettacolo di un alba di un tramonto, di un mare dalle grandi acque in burrasca. Dammi momenti di silenzio contemplativo, dove la lode a Te fa crescere anche me nella capacità di meravigliarmi, di godere, di nobilitare la mia identità di uomo / donna come figlio di un Padre che è Onnipotente e Creatore

 

La voce di una consacrata eremita

Caro Don Primo, fratello di tutti, ho capito con mia grande gioia e tenerezza che siete fratello anche di ogni creatura, partecipe perfino alla vita della più piccola pianticella del vostro giardino.

Sorella Maria di Campello a Primo Mazzolaro

 

 

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA

info@sanbiagio.org

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

—————————

L’argomento di oggi

QUOTIDIANITÀ

Se la vostra quotidianità vi sembrerà povera, non date ad essa la colpa. Accusate invece voi stessi di non essere abbastanza poeti per scoprire tutte le sue ricchezze. Per il Creatore, infatti, niente è povero.

Rainer Maria Rilke

_________________

La riflessione di oggi

Il poeta austriaco Rainer Maria Rilke (1875-1926) è uno degli autori a me molto cari, anche se sono consapevole che non lo si può consigliare come lettura riposante e lieve, essendo ogni suo verso denso, allusivo, persino gravoso. Oggi, però, propongo una sua osservazione più immediata e trasparente: è «prosa» non solo per il genere con cui è scritta, ma anche nel senso più feriale e quotidiano del termine. Ed effettivamente il tema proposto è appunto quello della quotidianità, un vocabolo che deriva dal latino quotidie, che significa «ogni giorno». L’impressione immediata associata a questa esperienza è quella dell’abitudine, dello scontato, della routine oppure del trantran, per usare un termine onomatopeico, destinato a illustrare una ripetizione monotona.

Certo, alzarsi ogni mattina con la consapevolezza che tutto sarà più o meno uguale al giorno prima, per approdare a sera a un sonno che riporterà la ruota della vita l’indomani al punto di partenza, non è per nulla esaltante. Eppure Rilke ci ricorda che il poeta, cioè chi ha uno sguardo capace di perforare il grigiore della superficie, riesce a intravedere iridescenze colorate anche nell’esistenza più uniforme. Tra le crepe di un muro sbrecciato può sbocciare un fiore; in ogni azione si annida una scintilla che può brillare. Ma lo scrittore aggiunge una nota ulteriore religiosa: per Dio nulla è povero o misero. Anche il semplice gesto quotidiano fatto con amore, pur nella sua umiltà materiale, può custodire un seme di eternità. Non è forse vero che Cristo ha segnalato che in atti così modesti come curare un malato, saziare un affamato, visitare un carcerato si cela già la ricompensa piena ed eterna?

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

_______________

In questo salmo, Davide esprime la sua gioia e la sua riconoscenza davanti all’assemblea: ha conosciuto il pericolo e l’angoscia, ma ha invocato con fiducia il Dio di Israele ed ha ritrovato pace.

Il protagonista di questo inno è Dio con la sua misericordia, la sua presenza forte e decisiva accanto al povero e all’oppresso che Lo invoca.
Perché altri raggiungano la stessa salvezza, Davide suggerisce alcuni atteggiamenti del cuore: evitare di compiere il male, ma piuttosto operare sempre il bene.

E sottolinea la necessità di non diffamare il prossimo. La parola infatti può portare alla guerra.

Print Friendly, PDF & Email
Updated: 12 febbraio 2019 — 17:23

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

chiesa di san felice in pincis © 2018