Prediligere gli esclusi e i rifiutati

Buon sabato

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati’»

Mt 9, 15

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09 MARZO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/domenico-savio.htm

SAN DOMENICO SAVIO

La data di culto per la Chiesa universale è il 9 Marzo,

mentre la Famiglia Salesiana lo celebra il 6 maggio

per conoscere la vita di S. Domenico Savio e l’abitino per le mamme: clicca qui

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http://testi-canzoni.com/canzone/mostrare/4798279/david-haas/testo-e-traduzione-you-are-mine/  Traduzione dela canzone

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Sabato 09 Marzo 2019

Sabato dopo le Ceneri

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 5,27-32

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».
Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla di pubblicani e d’altra gente seduta con loro a tavola.
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?».
Gesù rispose: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;
io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».

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Commento del giorno:

San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938)

monaco trappista spagnolo

Scritti spirituali, 15/12/1936

“Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì”

In certi giorni gli aerei attraversano il cielo sopra il monastero a velocità prodigiose. Il rumore dei motori spaventa gli uccellini che hanno il loro nido sui cipressi del nostro cimitero. Davanti al convento, al di là dei campi, c’è una strada asfaltata dove passano camion e auto da turismo che non si interessano alla vista del monastero. Anche una delle principali ferrovie della Spagna attraversa le terre del monastero. … Si dice che tutto ciò è libertà. … Ma chi medita un po’ vedrà come il mondo si sbaglia, in mezzo a tutto ciò che chiama libertà… Ma dove si trova la libertà? Si trova nel cuore dell’uomo che ama Dio solo. E’ nell’uomo che ha l’anima distaccata dallo spirito e dalla materia, e presa solo da Dio. E’ in quell’anima che non è soggetta al proprio io egoista; nell’anima capace di andare oltre i propri pensieri, i propri sentimenti, i dolori e le gioie. La libertà è in quell’anima la cui sola ragione d’esistere è Dio; la cui vita è Dio e nulla più che Dio. E’ piccolo lo spirito umano, ridotto, soggetto a mille mutamenti, ha alti e bassi, depressioni, delusioni, ecc., ed il corpo, ha una tale debolezza! Perciò è in Dio la libertà. L’anima che andando al di là di tutto fonda la sua vita in lui, si può dire che gode della libertà, almeno per quanto è possibile a chi è ancora in questo mondo.

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Passa Parola

09/03/2019: Prediligere gli esclusi e i rifiutati

Buon fine settimana.

[…] Gesù è profondamente colpito da quest’uomo. Il Vangelo di Marco sottolinea che ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, sii purificato!” (1,41). Il gesto di Gesù accompagna le sue parole e ne rende più esplicito l’insegnamento. Contro le disposizioni della Legge di Mosè, che proibiva di avvicinarsi a un lebbroso (cfr Lv 13,45-46), Gesù stende la mano e persino lo tocca.

“Quante volte – ha osservato Francesco – noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, la buttiamo lì, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo! Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché Lui è in essi. Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione. Toccare gli esclusi”.

(Fonte: www.vatican.va – Papa Francesco – Udienza generale del 22/06/2016)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Un amore debole o malato, incapace di accettare il matrimonio come una sfida che richiede di lottare, di rinascere, di reinventarsi e ricominciare sempre di nuovo fino alla morte, non è in grado di sostenere un livello alto di impegno. Cede alla cultura del provvisorio, che impedisce un processo costante di crescita. Però «promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata». Perché tale amore possa attraversare tutte le prove e mantenersi fedele nonostante tutto, si richiede il dono della grazia che lo fortifichi e lo elevi. Come diceva san Roberto Bellarmino, «il fatto che un uomo e una donna si uniscano in un legame esclusivo e indissolubile, in modo che non possano separarsi, quali che siano le difficoltà, e persino quando si sia persa la speranza della prole, questo non può avvenire senza un grande mistero».

(Papa Francesco Amoris Laetitia 124)
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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Guarda con paterna bontà, Dio onnipotente,
la debolezza dei tuoi figli,
e a nostra protezione e difesa
stendi il tuo braccio invincibile.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

https://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-luca-527-32

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9 marzo 2019 – SABATO DOPO LE CENERI

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“La tua gente riedificherà le rovine antiche,

ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
e restauratore di strade perché siano popolate.”
 Is 58, 12

 

Come vivere questa Parola?

Ricostruire. Dopo un danno, dopo un evento mortifero e brutale, i disastri vengono presi a mano e liberati dalla loro negatività. Le opere di ricostruzione, di riparazione, di restauro non sono facili. Spesso non si può riportare immediatamente e solo alla situazione precedente. Il più delle volte ricostruire implica immaginare forme nuove, diverse. È in qualche modo rigenerare.
Ogni azione di conversione, non è un semplice tornare sui propri passi, cancellando quello che è stato. Si tratta di rimpastare anche l’errore nella novità rigenerata, conservando il principio vitale precedente e intuendo forme nuove di vitalità, di fedeltà. Si tratta di ridare al passato l’occasione di trasformarsi e di smetterla di essere un peso inamovibile. Si tratta anche di agire insieme. Ogni azione di conversione non rimane un fatto personale, ma concorre alla trasformazione, redenzione di tutti.

Signore, oggi aiutaci a prendere in mano la nostra storia, il nostro passato e a trasformarla in novità, in futuro, immaginato in modo nuovo, possibile e accogliente.

 

La voce della Chiesa
“Il bene dell’uomo coincide con la sua strutturale apertura al futuro.”
Angelo Bagnasco

 

Commento di Sr Silvia Biglietti FMA

silviabiglietti@libero.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

VIVERE APPARTATO

Per nascere scrittore, bisogna imparare ad amare la rinuncia, la sofferenza, le umiliazioni. Soprattutto bisogna imparare a vivere appartato.

Henry Miller

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Anche a me giungono spesso testi inediti, che grondano speranze destinate a rivelarsi illusioni. Infatti, soprattutto per quanto riguarda la poesia, molti sono convinti che sia solo un’improvvisazione simile a una folgore, mentre in verità essa è come un distillare miele da una candida e casta cera, per usare un’immagine di un poeta autentico come Clemente Rebora. Molti credono che scrivere sia come indossare un cappotto e non strappare qualcosa dall’anima con fatica, impegno, tormento. A tutti gli aspiranti scrittori – e sono una legione, come ben sanno le case editrici – dedico questa nota di un autore provocatorio come è stato l’americano Henry Miller, morto in California nel 1980.

Ma questa considerazione, desunta dalla sua opera autobiografica Nexus (1960), vale un po’ per ogni professione e per una vera formazione personale. Quattro sono le tappe di questo ideale itinerario dello spirito. La rinuncia, innanzitutto, alle distrazioni, alle banalità, alla superficialità, alle illusioni. Segue la sofferenza che comporta la fatica dell’addestramento, dell’ascesi, della ricerca. Si parano poi davanti a noi le umiliazioni: lo scacco, l’insuccesso sono spesso in agguato ed è facile lasciarsi tentare dallo sconforto, accasciandosi ai bordi della strada della vita. Infine, ecco la tappa decisiva: il paziente e silenzioso appartarsi nella riflessione, lontano dal rumore, dalle chiacchiere, dalla mondanità, dalla luce sfacciata dei riflettori. Al pittore El Greco chiesero un giorno perché egli dipingesse sempre in una camera in penombra. Rispose: «Se sapeste quale luce sfolgorante è dentro di me!».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza…

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Updated: 9 marzo 2019 — 22:14

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