Avere misericordia

Buona Domenica

«Non di solo pane vivrà l’uomo»

Lc 4, 4

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10 MARZO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/maria-eugenia-di-gesu.htm

BEATA MARIA EUGENIA DI GESU’

Anna Milleret de Brou

Metz (Francia), 25 agosto 1817 – Auteuil (Parigi), 10 marzo 1898
Anna Milleret de Brou nacque a Metz (Francia) il 25 agosto 1817 da una famiglia di origine italiana. Dopo la morte della madre nel 1832 Anna visse un periodo di forte apatia dalla quale fu scossa grazie alla predicazione di padre Lacordaire, durante la Quaresima del 1836. Spinta dal religioso Anna incontrò l’abate Maria-Teodoro Combalot che da tempo voleva fondare una comunità di suore per all’educazione delle figlie della borghesia liberale. Dopo un periodo di “noviziato” e di studio della teologia, il 30 aprile 1839 diede vita a Parigi, alla nuova Congregazione “Istituto dell’Assunzione di Maria”. Nel 1844 prese il nome di Maria Eugenia di Gesù e assunse la conduzione dell’Opera fino alla morte, il 10 marzo 1898. (Avvenire)

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Domenico 10 Marzo 2019

I Domenica di Quaresima

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,1-13

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto
dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame.
Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane».
Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».
Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse:
«Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.
Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo».
Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù;
sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano;
e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «E’ stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo».
Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

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Commento del giorno:

San Gregorio Magno (ca 540-604)

papa, dottore della Chiesa

Omelie sui vangeli, n° 16

“Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19)

Il diavolo ha attaccato il primo uomo, nostro progenitore, con una triplice tentazione: l’ha tentato con la golosità, con la vanità e con l’avidità. Il suo tentativo di seduzione ha avuto successo, poiché l’uomo nel dare il suo consenso, è stato allora sottomesso al diavolo. L’ha tentato con la golosità mostrandogli sull’albero il frutto proibito e conducendolo a mangiarne; l’ha tentato con la vanità dicendogli: “Diventerete come Dio”; l’ha tentato infine con l’avidità, dicendogli: “Conoscerete il bene e il male” (Gen 3,5). Infatti essere avidi, è desiderare non  solo il denaro, ma anche ogni situazione vantaggiosa, è desiderare, oltre misura, una situazione elevata…       Il diavolo è stato vinto da Cristo che egli aveva tentato in modo simile a quello con il quale il primo uomo era stato vinto. Come la prima volta, lo tentò con la golosità: “Di’ a queste pietra che diventino pane”; con la vanità: “Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù”; con il desiderio violento di una bella situazione, quando gli mostrò tutti i regni della terra e gli disse: “Se ti prostri dinanzi a me, tutto sarà tuo”… Occorre notare una cosa nella tentazione del Signore: tentato dal diavolo, il Signore ha risposto con i testi della Santa Scrittura. Avrebbe potuto gettare il tentatore nell’abisso con il Verbo che egli era in persona. Eppure non ha fatto ricorso al suo potentissimo potere; ha soltanto addotto i precetti della Santa Scrittura. Così facendo, ci mostra come sopportare la prova, in modo che, quando i malvagi ci fanno soffrire, siamo spinti a ricorrere alla buona dottrina piuttosto che alla vendetta. Paragonate la sapienza di Dio con la nostra impazienza. Noi, quando abbiamo sopportato delle ingiurie o subito un’offesa, nel nostro furore, ci vendichiamo per quanto possiamo, oppure minacciamo di farlo. Il Signore, invece, sopporta l’avversità del diavolo senza rispondere in altro modo che con parole pacifiche.

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Passa Parola

10/03/2019: Avere misericordia

Buona domenica.

[…] Non mantenere nel cuore residui di giudizi, di risentimenti, dove possono covare l’ira e l’odio che ci allontanano dai fratelli. Veder ognuno come se fosse nuovo. Avendo in cuore, al posto del giudizio e della condanna, l’amore e la misericordia verso ciascuno, lo aiuteremo ad iniziare una vita nuova, gli daremo coraggio ogni volta per ricominciare.[…]

(Fonte: Chiara Lubich – Parola di vita pubblicata in Città Nuova, 1998/4, pp.34-35.)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Il matrimonio, inoltre, è un’amicizia che comprende le note proprie della passione, ma sempre orientata verso un’unione via via più stabile e intensa. Perché «non è stato istituito soltanto per la procreazione», ma affinché l’amore reciproco «abbia le sue giuste manifestazioni, si sviluppi e arrivi a maturità». Questa peculiare amicizia tra un uomo e una donna acquista un carattere totalizzante che si dà unicamente nell’unione coniugale. Proprio perché è totalizzante questa unione è anche esclusiva, fedele e aperta alla generazione. Si condivide ogni cosa, compresa la sessualità, sempre nel reciproco rispetto. Il Concilio Vaticano II lo ha affermato dicendo che «un tale amore, unendo assieme valori umani e divini, conduce gli sposi al libero e mutuo dono di sé stessi, che si esprime mediante sentimenti e gesti di tenerezza e pervade tutta quanta la vita dei coniugi».

(Papa Francesco Amoris Laetitia 125)
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Lectio Divina Carmelitana:

Luca 4,1-13 Le tentazioni di Gesù.
Vittoria per mezzo della preghiera e della Bibbia
Luca 4,1-13

1. LECTIO

a) Orazione iniziale:

O Signore, all’inizio di questo tempo quaresimale mi inviti a meditare, ancora una volta, il racconto delle tentazioni, perché riscopra il cuore della lotta spirituale e soprattutto perché sperimenti la vittoria sul male.
Spirito Santo “visita le nostre menti” perché nella nostra mente spesso proliferano molti pensieri che ci fanno sentire in balia del frastuono di tante voci. Fuoco d’amore purifica anche i

nostri sensi e il cuore perché siano docili e disponibili alla voce della tua Parola. Fà luce in noi (accende lumen sensibus, infunde amorem cordibus) perché i nostri sensi, purificati da te, siano in grado di entrare in dialogo con te. Se il fuoco del tuo Amore divampa nel nostro cuore, al di là delle nostre aridità, può dilagare la vita vera, che è pienezza di gioia.

https://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-1-domenica-quaresima-c

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10 marzo 2019 – I Domenica Di Quaresima – Anno C

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo.  Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». […] «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Lc 4,1-13

 

Come vivere questa Parola?

Nessuno di noi può sentire estranea a sé questa pagina del Vangelo: Gesù non disprezza, respinge o relativizza l’umanità, ma l’accoglie in toto, eccetto che per il peccato (Eb 4,15). Incarnandosi e vivendo le tappe della normale crescita di ogni uomo, vediamo come Egli sia consegnato alla debolezza di ogni carne. Le maglie insidiose del Diavolo lo avviluppano in quanto uomo, in quanto passibile di stanchezza, di fame, di desiderio. La sua sensibilità terrena rispecchia la condizione di noi tutti: è soggetta al delirio della mente, perché nell’offuscamento del quarantesimo giorno, dopo il digiuno, le pietre simulano la fragranza del pane; la languida monotonia del deserto rende vivida ed invitante l’apparizione di ricchezze immense che baluginano di molli attrattive; la vertigine del pinnacolo del Tempio sconvolge l’equilibrio dell’ego sospingendolo verso un «folle volo» che prelude all’autoannientamento (i demoni sono ottimi teologi). Santità e perdizione sempre si fronteggiano e duellano da vicino, la pienezza dello Spirito Santo conduce Gesù ad immergersi nella precarietà della condizione mortale, per mostrare come l’uomo abitato da Dio possa riconquistare quella pienezza di libertà compromessa con il primo Adamo

Soltanto in Gesù riesco a superare le tentazioni che mi disturbano. Guardo a Lui, alla sua inflessibilità di fronte al compromesso, al suo abbandono al Padre. Non è solo, il Signore, neanche nel deserto: lo Spirito Santo e il Padre lo abitano e lo rendono una fortezza invalicabile. Nei momenti difficili (so che non mancheranno) ricorderò anche a me stesso che le mie inclinazioni e la mia istintività non dicono tutto di me; mi ricorderò che anche, soprattutto in quei momenti il Signore è dentro di me e mi parla, vuole che sia tutto suo, che valgo tutto il suo sacrificio, che un piccolo atto di donazione a Lui sarà causa di grazie infinite.

 

La voce di un Monaco
 “Gesù era avvolto, rivestito di debolezza: era la casula del suo sacerdozio, e questo per tutti i giorni della sua vita, fino alla morte”.

André Louf

 

Commento di don Enrico Emili

enricoemili@tiscali.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

IL CONFORMISTA

Un uomo non può permettersi di avere delle idee che potrebbero compromettere il modo in cui si guadagna il pane. Se vuole prosperare deve seguire la maggioranza. Altrimenti subirà danni alla sua posizione sociale e ai guadagni negli affari… Conformarci è nella nostra natura. È una forza alla quale pochi riescono a resistere… Solo ai morti è permesso dire la verità.

Mark Twain

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L’ironia dello scrittore americano ottocentesco Mark Twain, l’autore delle Avventure di Tom Sawyer, era tagliente e spesso amara e le righe che abbiamo proposto ne sono una prova folgorante. Come lo è quest’altro terribile aforisma: «I giornalisti onesti ci sono. Solo che costano di più». Il suo pessimismo è comunque una sferzata benefica contro la sonnolenza dei luoghi comuni, contro la deriva dell’opinione dominante, contro la banalità di un’esistenza comoda e superficiale, contro l’adulazione servile per interesse personale.

Ecco, infatti, nel passo sopra citato la denuncia di quel conformismo a cui si piega il capo per non avere fastidi e soprattutto per ottenere vantaggi egoistici. Vorrei lasciare ancora la parola a Twain: «Non facciamo altro che sentire, e l’abbiamo confuso col pensare. E da questo nasce un risultato che consideriamo una benedizione: il suo nome è Opinione Pubblica… Risolve tutto. Alcuni credono che sia la voce di Dio». Lo scrittore non conosceva ovviamente la televisione e internet e si accaniva contro la stampa, ma se fosse qui oggi aggiornerebbe certe sue staffilate contro gli attuali comunicatori di massa. C’è, al riguardo, un’altra sua frase implacabile, ma sacrosanta, soprattutto nell’odierno circo mediático: «Esistono leggi per proteggere la libertà di stampa, ma nessuna che faccia qualcosa per proteggere le persone dalla stampa». E continuava: «Una bugia detta bene è immortale».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza…

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Updated: 10 marzo 2019 — 20:52

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