Accogliere tutti

Buon venerdì

«Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario

mentre sei per via con lui»

Mt 5, 25

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15 MARZO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/santa-luisa-de-marillac.htm

SANTA LUISA DE MARILLAC

Luisa (Ludovica) nasce nel 1591 a Ferrieres in Francia e ha un’infanzia agiata. Dopo il 1604, morto il padre, viene tolta dal regio collegio e affidata a una «signorina povera» (forse sua madre), che l’avvia al lavoro. In questo periodo matura il proposito di farsi religiosa. Ma i parenti la danno in sposa nel 1613 allo scudiero e segretario di Maria de’ Medici, Antonio Le Gras. I frequenti colloqui con Francesco di Sales, incontrato la prima volta a Parigi nel 1618, aiutano Ludovica a superare le proprie sofferenze. Poi nel 1624, grazie all’incontro con Vincenzo de’ Paoli, diventa cofondatrice dell’Istituto delle Figlie della Carità. Poco dopo, nel dicembre 1625, morto il marito ed entrato in seminario il figlio Michele, accoglie in casa sua le prime giovani venute dal contado per mettersi al servizio dei poveri, in collaborazione con le Dame della Carità. Era il primo nucleo della nuova congregazione, dai lei guidata fino alla morte, avvenuta il 15 marzo 1660. (Avvenire)

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Rosario meditato del mercoledì dedicato a Chiara Lubich https://www.facebook.com/watchparty/304648613767085/

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Venerdì 15 Marzo 2019

Venerdì della I settimana di Quaresima

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo! »

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Commento del giorno:

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407)

sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa

Discorsi, 2, 6; PG 49, 390

“Per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia” (Ef 2,16)

Cristo ha dato la sua vita per te e tu continui a detestare costui che è un servo come te? Come puoi avanzare verso la tavola della pace? Il tuo Maestro non ha esitato a sopportare per te tutte le sofferenze, e tu rifiuti anche di rinunciare alla tua collera? “Un tale mi ha offeso gravemente, dici, tante volte è stato ingiusto con me, mi ha persino minacciato di morte!” Cos’è questo? Non ti ha ancora crocifisso come i nemici hanno crocifisso il Signore. Se non perdoni le offese del tuo prossimo, neanche il Padre tuo che è nei cieli rimetterà le tue colpe (Mt 6,15). Cosa dice la tua coscienza quando pronunci queste parole: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome” e ciò che segue? Per Cristo non c’è alcuna differenza: ha versato il suo sangue anche per coloro che hanno versato il suo. Potresti fare qualcosa di simile? Quando rifiuti di perdonare al tuo nemico, arrechi torto a te, non a lui…; ciò che stai preparando è un castigo per te nel giorno del giudizio… Ascolta ciò che dice il Signore: “Se presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”… Il Figlio dell’uomo infatti è venuto nel mondo per riconciliare l’umanità con il Padre. Come dice Paolo: “Piacque a Dio per mezzo di lui di riconciliare a sé tutte le cose” “per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia” (Col 1,20 ; Ef 2,16).

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Passa Parola

15/03/2019: Accogliere tutti

Buona giornata.

[…] accogliere l’altro così come è, non come vorremmo che fosse, con un carattere diverso, con le nostre stesse idee politiche, le nostre convinzioni religiose, e senza quei difetti o quei modi di fare che tanto ci urtano. No, occorre dilatare il cuore e renderlo capace di accogliere tutti nella loro diversità, nei loro limiti e miserie.[…]

(Fonte: Centro Chiara Lubich – Commento alla Parola di Vita: Sate benevoli gli uni verso gli altri… – Roma, 25 luglio 2006 – Chiara Lubich)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Per altro verso, la gioia si rinnova nel dolore. Come diceva sant’Agostino, «quanto maggiore è stato il pericolo nella battaglia, tanto più intensa è la gioia nel trionfo». Dopo aver sofferto e combattuto uniti, i coniugi possono sperimentare che ne è valsa la pena, perché hanno ottenuto qualcosa di buono, hanno imparato qualcosa insieme, o perché possono maggiormente apprezzare quello che hanno. Poche gioie umane sono tanto profonde e festose come quando due persone che si amano hanno conquistato insieme qualcosa che è loro costato un grande sforzo condiviso.”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 130)
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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Concedi, Signore, alla tua Chiesa
di prepararsi interiormente
alla celebrazione della Pasqua,
perché il comune impegno nella mortificazione corporale
porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

https://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-matteo-520-26

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Venerdì 15 marzo 2019 – I Settimana Di Quaresima

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.”
Mt 5,20-26

 

Come vivere questa Parola?

Assuefatti a valutare tutto secondo il metro della giustizia retributiva (unicuique suum), pensiamo in genere che anche su di noi Dio farà pesare il giudizio insindacabile che guarda ai meriti. Oggi Gesù ci dice chiaramente che le cose non stanno così, perché la nostra giustizia non può essere altro che la giustificazione che il Signore attua in noi, facendo prevalere il suo perdono salvifico che solo è capace di rendere “giusti”. Chi non riconosce questo irriducibile amore con cui Dio stesso copre benevolmente tutti i nostri peccati, sarà – lui sì! – spietato verso i suoi stessi fratelli, li taccerà di stupidità, di pazzia, e li liquiderà facilmente per mezzo anche solo di qualche parola storta. Per chi scopre invece la misura sovrabbondante ed eccessiva della giustizia di Dio, ci sarà solo da fare tabula rasa di tutti i crediti che ha accumulato sulla cartella del buon onore, ci sarà solo da perlustrare tutta la città alla ricerca di quell’unica persona che le mie facili battute se l’è legata al dito.
I nostri pensieri, spesso ossessivi e ricorrenti, scaturiscono dal flusso di coscienza che ininterrottamente emana giudizi contro le persone con cui abbiamo a che fare. È un corto circuito che si può interrompere solo se ci rendiamo conto che esistiamo perché qualcuno ci ha voluti ed accettati per come siamo: anche noi con i nostri difetti, limiti, contraddizioni … Sorveglierò allora il mio linguaggio perché ogni parola messa di traverso può essere un macigno gettato contro l’amore, contro l’accoglienza, contro l’accettazione del diverso da me.
 
La voce di un Padre
“A poco a poco ci abituiamo a parole che sono indegne di noi e le facciamo nostre con piacere, così che non ce ne vogliamo liberare, anche se le abbiamo accolte contro la nostra intenzione, per condiscendenza. In questo modo passiamo dalle parole inutili a quella dannose, da quelle di poco peso a quelle più impegnative, e la nostra bocca quando preghiamo è tanto meno esaudita dal Signore onnipotente quanto più è insozzata da parole sciocche.”
Gregorio Magno
 

Commento di don Enrico Emili

enricoemili@tiscali.it

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

PERCHÉ?

C’era una volta il punto interrogativo, un grande curiosone con un solo ricciolone, che faceva domande a tutte le persone, e se la risposta non era quella giusta, sventolava il suo ricciolo come una frusta. Agli esami fu messo in fondo a un problema così complicato che nessuno trovò il risultato. Il poveretto, che di cuore non era cattivo, diventò per il rimorso un punto esclamativo.

Gianni Rodari

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«Se non diventerete come i bambini…»: questa frase evangelica non vale solo per il regno dei cieli, ma anche per la nostra esistenza terrena. Qualche volta è necessario ritrovare lo stupore dell’infanzia, con gli occhi spalancati per la meraviglia e con l’instancabile fiorire delle domande. Abbiamo, così, voluto ricorrere a quello straordinario compagno di viaggio dei bambini che è stato Gianni Rodari (1920-80), con questo suo elogio del punto di domanda, il segno grafico più tipico di chi si apre alla vita. Ne sanno qualcosa i genitori e gli educatori con gli insaziabili «perché?» dei loro ragazzi.

Eppure è innegabile quanto scriveva il romanziere francese Honoré de Balzac: «La chiave di tutte le scienze è indiscutibilmente il punto di domanda. Dobbiamo la maggior parte delle grandi scoperte al Come?, e la saggezza della vita consiste forse nel chiedersi, a qualunque proposito, Perché?». Parole sacrosante, queste, per molti adulti di oggi, incapaci di interrogarsi sul senso del loro comportamento, del loro agire e parlare e, alla fine, della loro stessa vita, col risultato di avere atteggiamenti insipienti e un’esistenza vuota e insensata. Non per nulla la pubblicità ama l’esclamativo che non è, però, quello di cui parla Rodari, segno di vergogna per la complessità del mistero che ci circonda, ma solo espressione di imperio, di dominio, di sicumera e di conformismo.

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza…

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Updated: 15 marzo 2019 — 23:11

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