Ricostruire i legami incrinati o spezzati

Buon sabato

«Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?»

Mt 5, 46

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16 MARZO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/torello-da-poppi.htm

BEATO TORELLO DA POPPI

Il beato Torello nacque a Poppi nel 1202 e rimase presto orfano del padre e, nonostante la buona educazione ricevuta, trascorse la giovinezza nell’ozio e nel vizio fino all’età di venti anni. Un giorno, un gallo si posò improvvisamente sulla sua spalla, cantando per tre volte e poi volando via; come san Pietro la notte dalla Passione, Torello rientrò in se stesso e si svegliò dal sonno dell’anima nel quale era giaciuto sino ad allora. Recatosi subito al monastero vallombrosano di San Fedele in Poppi confessò le sue dissolutezze all’abate e decise di farsi eremita nei boschi vicini. Dopo avere distribuito ai poveri i suoi beni, in località Avellaneto si costruì attorno ad un masso una povera e angusta cella con oratorio e vi trascorse sessanta anni in austera penitenza e contemplazione, tra la venerazione delle popolazioni circostanti, protette dai lupi per sua intercessione. Sentendo prossima la morte, ritornò al monastero benedettino per ricevere gli ultimi sacramenti e poi in solitudine migrò al Signore il 16 marzo 1282. Il suo culto “ab immemorabili” fu confermato da Benedetto XIV.

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Sabato 16 Marzo 2019

Sabato della I settimana di Quaresima

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. »

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Commento del giorno:

 Beato Tito Brandsma

carmelitano olandese, martire (1881-1942)

Invito all’eroismo nella fede e nell’amore

“Ma io vi dico: … pregate per i vostri persecutori”

Sentite spesso dire che viviamo un tempo meraviglioso, tempo di grandi uomini… E’ facile capire perché si desidera che arrivi un capo forte e capace… Questa specie di neo-paganesimo (il nazismo) considera la natura come un’emanazione divina…; stima una razza più nobile e pura di un’altra… Da ciò viene il culto della razza e del sangue, il culto degli eroi del proprio popolo. Partendo da un’idea così sbagliata, questo modo di vedere può condurre ad errori capitali. E’ triste vedere quanto entusiasmo, quanti sforzi sono messi al servizio di un tale ideale, falso e infondato! Tuttavia, possiamo imparare qualcosa dal nemico. Dalla sua filosofia menzognera, possiamo imparare come purificare il nostro ideale e migliorarlo; possiamo imparare come sviluppare un grande amore per esso; come suscitare un enorme entusiasmo ed anche la disponibilità a vivere e morire per esso; come rafforzare il coraggio per incarnarlo in noi e negli altri… Quando parliamo dell’avvento del Regno e preghiamo perché venga, noi non pensiamo ad una discriminazione in base alla razza o al sangue, ma alla fraternità universale, perché tutti gli uomini sono nostri fratelli – compreso chi ci odia e ci attacca – in stretta relazione con colui che fa sorgere il sole sui buoni come sui malvagi (Mt 5,45).

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Passa Parola

16/03/2019: Ricostruire i legami incrinati o spezzati

Buon fine settimana.

[…] Esistono da sempre esperienze che, di fatto, sono nate, consapevolmente o meno, con la mission della fraternità e tantissime persone in tutto il mondo, al di là del credo religioso o della cultura, si comportano spinte dalla fraternità. Ogni giorno c’è chi sceglie di dare senza ricevere, di accogliere anziché discriminare, di perdonare per ricostruire legami spezzati… in una parola: di vivere da fratelli e sorelle. […]

(Fonte: Un patto mondiale di fraternità – prima parte – Francesco Ricciardi – http://italia.mppu.org/notizie/387-united-world-project.html)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Voglio dire ai giovani che nulla di tutto questo viene pregiudicato quando l’amore assume la modalità dell’istituzione matrimoniale. L’unione trova in tale istituzione il modo di incanalare la sua stabilità e la sua crescita reale e concreta. E’ vero che l’amore è molto di più di un consenso esterno o di una forma di contratto matrimoniale, ma è altrettanto certo che la decisione di dare al matrimonio una configurazione visibile nella società con determinati impegni, manifesta la sua rilevanza: mostra la serietà dell’identificazione con l’altro, indica un superamento dell’individualismo adolescenziale, ed esprime la ferma decisione di appartenersi l’un l’altro. Sposarsi è un modo di esprimere che realmente si è abbandonato il nido materno per tessere altri legami forti e assumere una nuova responsabilità di fronte ad un’altra persona. Questo vale molto di più di una mera associazione spontanea per la mutua gratificazione, che sarebbe una privatizzazione del matrimonio. Il matrimonio come istituzione sociale è protezione e strumento per l’impegno reciproco, per la maturazione dell’amore, perché la decisione per l’altro cresca in solidità, concretezza e profondità, e al tempo stesso perché possa compiere la sua missione nella società. Perciò il matrimonio va oltre ogni moda passeggera e persiste. La sua essenza è radicata nella natura stessa della persona umana e del suo carattere sociale. Implica una serie di obblighi, che scaturiscono però dall’amore stesso, da un amore tanto determinato e generoso che è capace di rischiare il futuro.”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 131)
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Lectio Divina Carmelitana:

1) Preghiera

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

https://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-matteo-543-48-0

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Sabato 16 marzo -2019 – I Settimana di Quaresima

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».”

Mt 5,43-48

 

Come vivere questa Parola?

La “perfezione” nel Vangelo di Matteo è l’obbedienza alla Legge portata alle estreme conseguenze, cioè un entrare nelle profondità della parola di Dio fino al punto di trarne quell’essenza rivoluzionaria che è il suo specifico. Infatti non c’è contrasto fra quanto dice Gesù e quanto dice la Legge, ma Gesù ne ha mostrato la pienezza, e anziché mostrarne un’applicazione – come se la sua dottrina fosse un codicillo posto in appendice di quella Legge – ne ha rivelato lo spirito più intimo, che è quello di trascendere se stessa per elevarsi verso il bene assoluto. Se dunque la Legge aveva cercato di abbracciare il più possibile l’ampio spettro delle condizioni umane, attraverso un’elencazione di regole distribuibili nelle diverse contingenze della vita, Gesù ne ha offerto una sintesi chiara e mirabile: arriva al cuore del mondo e dell’umanità indicando che al centro di ogni cosa c’è, perennemente in fiamme e alimentato da una forza insopprimibile, il mistero dell’amore. Chi non ama, infatti, non vive. Ma chi vuole vivere appieno deve lasciarsi consumare da tale forza, deve lasciare che il fuoco dell’amore arda non più controllato da alcuna legge.
Oggi mi propongo di riconoscere umilmente che non sono padrone assoluto della mia vita. Il Signore mi ha creato per magnificare la sua potenza e per riconoscermi in un ecosistema regolato dall’amore. Voglio chiamare per nome, uno ad uno, i miei nemici, per riconoscere in ognuno un dono di Dio, per ringraziare il Padre, che me lo ha messo davanti per arginare lo strapotere incontrollato del mio egoismo. E, proprio per quella persona, pregherò il Padre, perché me lo faccia riconoscere e accettare come fratello.

 

La voce del Magistero

“Il rispetto e l’amore devono estendersi pure a coloro che pensano od operano diversamente da noi nelle cose sociali, politiche e persino religiose, poiché con quanta maggiore umanità e amore penetreremo nei loro modi di vedere, tanto più facilmente potremo con loro iniziare un dialogo.”

Gaudium et Spes

 

Commento di don Enrico Emili

enricoemili@tiscali.it

 

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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L’argomento di oggi

COSE FUTILI E VANE

Dopo che l’esperienza mi ebbe insegnato come fossero vane e futili tutte quelle cose che capitano così frequentemente nella vita quotidiana, decisi infine di cercare se ci fosse qualcosa che mi facesse godere in eterno di una continua e somma letizia.

Baruch Spinoza

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Pensate: è un unico volume fatto di ben 2832 pagine e raccoglie Tutte le opere (con l’originale latino a fronte, la lingua «scientifica» di allora) di quel grande e controverso filosofo che fu l’ebreo olandese Baruch Spinoza, morto di tisi nel 1677 a soli 44 anni. Da quel piccolo oceano testuale – che comprende persino una grammatica di ebraico – ho tratto una frase semplice eppure forte. La vorrei trasformare in un appello «quaresimale» per tutti, anche per chi non leggerà mai altre righe di questo pensatore. La mia sarà un’applicazione più immediata.

Dobbiamo, infatti, essere consapevoli che troppo spesso siamo così curvi e chini sulle realtà quotidiane da non avere più gli occhi della mente capaci di guardare in alto; siamo spesso così protesi verso gli atti piccoli e modesti da diventare incapaci di quelli grandi; siamo così assorbiti dalle cose materiali da perdere ogni sapore per la bellezza e la spiritualità: siamo così avvolti dal chiacchiericcio da non conoscere più la voce della coscienza che risuona nel silenzio; siamo talmente alla ricerca spasmodica del piacere da ignorare che esiste una felicità interiore che è ben più alta e affascinante. Fermiamoci qui in questa riflessione che scaturisce dalla scelta di Spinoza di dedicarsi – anche in mezzo a contestazioni e fatiche -ai valori più nobili e profondi. Ma a chi non leggerà nient’altro di questo filosofo lascio come ricordo questo suo motto da meditare: «Mi sono sempre impegnato a non deridere le azioni degli uomini, a non compiangerle, a non detestarle, ma solo a comprenderle».

(Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori)

RECUPERA LA RIFLESSIONE DI IERI!

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“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36).

Secondo il racconto di Luca, Gesù, dopo aver annunciato ai suoi discepoli le beatitudini, lancia il suo rivoluzionario invito ad amare ogni uomo come un fratello, persino se si dimostra nemico.

Gesù lo sa bene e ce lo spiega: siamo fratelli perché abbiamo un unico Padre, che è sempre alla ricerca dei suoi figli. Egli vuole entrare in rapporto con noi, ci chiama alle nostre responsabilità, ma allo stesso tempo il suo è un amore che si prende cura, che risana, che nutre. Un atteggiamento materno di compassione e tenerezza…

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Updated: 18 marzo 2019 — 18:07

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