Lodare Dio nella bellezza del creato

Buon sabato

«A chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza;

ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha» 

Mt 25, 29

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MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

31 AGOSTO

SAN GIUSEPPE D’ARIMATEA e

SAN NICODEMO

Giuseppe d’Arimatea emerge nei Vangeli in occasione della sepoltura di Gesù. È un uomo ricco e onorato, un proprietario terriero che fa parte del Sinedrio. Secondo Marco, «anche lui aspettava il regno di Dio;. Matteo va oltre, affermando che era un discepolo del rabbi di Nazaret, Giovanni specifica «di nascosto per timore dei Giudei». 

Ricorre alla sua posizione altolocata per ottenere da Pilato il corpo di Gesù che, secondo le abitudini dei romani, doveva essere seppellito in una fossa comune. “Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò”. (Mt 27,59-61).

Di Nicodemo ne parla s. Giovanni nel suo Evangelo, egli era Dottore della Legge e membro del Sinedrio (supremo organo giudiziario ebraico di Gerusalemme); in occasione della prima Pasqua, anno 28 della nostra era, Gesù era venuto a Gerusalemme operando vari miracoli, Nicodemo impressionato da ciò, lo andò a trovare di notte per avere un incontro chiarificatore.
In seguito Nicodemo richiamerà i componenti del Sinedrio quando cercheranno di impossessarsi violentemente di Gesù nei suoi ultimi mesi di vita, invitandoli ad agire con saggezza, ad ascoltare una persona prima di condannarla. Infine lo ritroviamo sul Golgota insieme a Giuseppe d’Arimatea, che provvede alla sepoltura di Gesù. 

https://www.preghiereperlafamiglia.it/cardinale-ildefonso-shuster.htm

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Sabato 31 Agosto 2019

Sabato della XXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque.
Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro.
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due.
Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.
Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.
Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.
Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».

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Commento al Vangelo:

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)

monaca bendettina

Esercizi III, SC 127

Cristo mi chiederà conto…

Ecco che i miei peccati mi provocano forte spavento, le mie omissioni mi coprono di profonda vergogna, lo sciupio della vita mi causa grande timore. Temo l’esame futuro dove Cristo, nobil uomo, mi chiederà conto. Se volesse esigere da me il tempo che mi ha dato, e l’intelligenza, talento che mi ha affidato per rendergli gli interessi, senza dubbio non avrei alcuna conveniente risposta alla tua carità. Che farò? Da quale parte mi volgerò? Non posso zappare la terra; mendicare, ho vergogna (Lc 16,3). Amore! Amore mio! apri ora la bocca; te ne supplico, il tuo dolce consiglio riconforti l’anima mia. Di grazia, rispondimi: cosa vorrai fare di me, in questa situazione, poiché per nome tu hai un cuore tenero e conosci perfettamente quanto mi spetta in questa situazione. Di grazia, perdonami e vieni in mio aiuto, non guardarmi con indifferenza in questa tribolazione. Lasciati commuovere dalla povertà del mio spirito e, mosso a compassione, dimmi nella tua bontà: “una sola borsa avremo in comune” (Pr 1,14). Amore! Amore mio! Non hai forse a casa tua tante belle ricchezze che il cielo e la terra non bastano a contenere?! Tu hai costretto il mio Gesù a dare la sua anima per la mia, per la mia vita la sua; di modo che hai fatto mio tutto quanto è suo, così, con la tua abbondanza, hai moltiplicato i beni del povero. Di grazia, chiama l’anima mia affamata alla tua generosità, affinché io viva pienamente delle tue ricchezze e, innalzata, nutrita da te, non sbagli nel servizio del Signore fino a che, da te condotta, ritorni al mio Dio e renda lo spirito a chi me l’ha donato (Qo 12,7).

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…    (Mt 25,14-30)

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Passa Parola

31/08/2019: Lodare Dio nella bellezza del creato.

Buon fine settimana.

Laudato si’! Spirito Santo, che con la tua luce orienti questo mondo verso l’amore del Padre e accompagni il gemito della creazione, tu pure vivi nei nostri cuori per spingerci al bene. Laudato si’! Signore Dio, Uno e Trino, comunità stupenda di amore infinito, insegnaci a contemplarti nella bellezza dell’universo, dove tutto ci parla di te. Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine per ogni essere che hai creato. Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti con tutto ciò che esiste.

(Fonte: Avvenire – Creato,due preghiere del Papa Francesco giovedì 18 giugno 2015)

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“I Padri hanno anche considerato la situazione particolare di un matrimonio solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui, «quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come un’occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio». D’altra parte è preoccupante che molti giovani oggi non abbiano fiducia nel matrimonio e convivano rinviando indefinitamente l’impegno coniugale, mentre altri pongono fine all’impegno assunto e immediatamente ne instaurano uno nuovo. Coloro «che fanno parte della Chiesa hanno bisogno di un’attenzione pastorale misericordiosa e incoraggiante». Infatti, ai Pastori compete non solo la promozione del matrimonio cristiano, ma anche «il discernimento pastorale delle situazioni di tanti che non vivono più questa realtà», per «entrare in dialogo pastorale con tali persone al fine di evidenziare gli elementi della loro vita che possono condurre a una maggiore apertura al Vangelo del matrimonio nella sua pienezza». Nel discernimento pastorale conviene «identificare elementi che possono favorire l’evangelizzazione e la crescita umana e spirituale».

(Papa Francesco Amoris Laetitia 293)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo… 

https://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-matteo-2514-30

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QUESTA RUBRICA TORNA AD OTTOBRE

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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Breviario Laico, LA VOCE NEL VENTO

Grande Spirito la cui voce ascolto nel vento e il cui respiro fa vivere il mondo, ascoltami. Sono uno dei tuoi tanti figli e vengo a te. Sono piccolo e debole, ho bisogno della tua forza e della tua sapienza. Lasciami camminare tra le cose belle e fa che i miei occhi possano ammirare il tramonto rosso e d’oro. Fa che le mie mani possano rispettare ciò che hai creato e le mie orecchie sentire chiaramente il suono della tua voce.

Canto Sioux

In questo scampolo d’estate, che s’affaccia ancora sulle vacanze, con un’ultima corsa dalla città verso i monti o il mare, abbiamo voluto far risuonare alcune righe di un canto al Grande Spirito divino degli indiani Sioux che hanno popolato – con immagini spesso falsate – i film dell’adolescenza mia e di molti lettori. Ora essi sopravvivono nelle riserve americane del Dakota, del Montana e del Nebraska, ma la loro cultura è stata valorizzata, proprio attraverso la loro religiosità. Vorremmo sottolineare innanzitutto l’esaltazione del legame non tanto con la «natura» quanto piuttosto col «creato».

Infatti il mondo è visto come opera di Dio e in esso è possibile «sentire il suono della sua voce», come diceva anche l’antico Salmista biblico: «I cieli narrano la gloria di Dio». Uscire, quindi, in campagna anche per pregare, lodare, contemplare, comprendendo – come dice più avanti il canto dei Sioux – «ciò che di segreto hai posto in ogni foglia e in ogni roccia». Ma ci sono altri due motivi di riflessione che vorremmo far emergere dal prosieguo di quell’inno. Non è necessario spiegarne i contenuti, basta solo ascoltarne la voce: «Ti chiedo la forza non per primeggiare sugli altri ma per combattere il mio più grande nemico: me stesso. Fa’ che io sia sempre pronto a raggiungerti con mani pulite e occhi acuti, così che quando la vita se ne andrà come la luce al tramonto, il mio spirito possa senza vergogna venire a te».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

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Updated: 1 Settembre 2019 — 9:17

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