Non abbandonare chi ha bisogno del nostro aiuto

Buon sabato

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati…

Misericordia io voglio e non sacrificio…

non sono venuto a chiamare i giusti,

ma i peccatori» 

Mt 9, 12-13

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MESE di SETTEMBRE

dedicato agli 

ANGELI

https://www.preghiereperlafamiglia.it/SETTEMBRE.htm

21 SETTEMBRE

SAN MATTEO APOSTOLO

San Matteo apostolo ed evangelista, nato Levi (Cafarnao, 4/2 a. C. – Etiopia, 24 gennaio 70), di professione esattore delle tasse, fu chiamato da Gesù ad essere uno dei dodici apostoli. Viene tradizionalmente indicato quale autore del Vangelo secondo Matteo, in cui lo stesso viene chiamato anche Levi o il pubblicano.

https://www.preghiereperlafamiglia.it/san-matteo-apostolo.htm

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Sabato 21 Settembre 2019

San Matteo, apostolo ed evangelista, festa

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,9-13

In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

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Commento al Vangelo:

San Beda il Venerabile (ca 673-735)

monaco, dottore della Chiesa

Omelie sui vangeli I, 21; CCL 122, 149

« Seguimi »

« Gesù vide un uomo chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: ‘Seguimi’ ». Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello interiore della misericordia. (…) Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con un sentimento di amore e lo scelse, gli disse: ‘Seguimi’. Seguimi, cioè imitami. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi quanto con la pratica della vita. Infatti, « chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato » (1 Gv 2,6). (…) « Ed egli si alzò, e lo seguì ». Non c’è da meravigliarsi che un pubblicano alla prima parola del Signore, che lo invitava, abbia abbandonato i guadagni della terra che gli stavano a cuore e, lasciate le ricchezze, abbia accettato di seguire colui che vedeva non avere ricchezza alcuna. Infatti lo stesso Signore che lo chiamò esternamente con la parola, lo istruì all’interno con un invisibile impulso a seguirlo. Infuse nella sua mente la luce della grazia spirituale con cui comprendere come colui che sulla terra lo strappava alle cose temporali era capace di dargli in cielo tesori incorruttibili (cf Mt 6,20). (…)

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Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…    (Mt 9, 9-13)

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Passa Parola

21/09/2019: Non abbandonare chi ha bisogno del nostro aiuto.

Buon fine settimana.

Possiamo anche noi andare a cercare Gesù negli uomini e nelle donne prigionieri del dolore e della solitudine. Possiamo offrirci, con rispetto, di essere loro compagni nel cammino della vita, verso la pace che Gesù dona, come fa M. Pia con i suoi amici che, in un piccolo centro del Sud Italia, si impegnano al servizio dei migranti. Da quei volti traspaiono storie di dolore, di guerra, di violenze subite. «Io cosa cerco?» confida M. Pia. «È Gesù che dà senso alla mia vita e so che posso riconoscerlo ed incontrarlo soprattutto nei fratelli più feriti e, attraverso la nostra associazione, – racconta – abbiamo offerto corsi di lingua italiana e aiuto nella ricerca di casa e lavoro, venendo incontro ai bisogni materiali. Abbiamo chiesto se avessero necessità anche di sostegno spirituale e questa proposta è stata accolta con gioia dalle donne ortodosse della scuola di italiano. In un centro di accoglienza per immigrati sono arrivati anche cristiani della Chiesa Evangelica Battista.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita di Maggio 2019 – Letizia Grita Magri) 

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Esortazione apostolica Amoris Laetitia

“Abbiamo sempre parlato della inabitazione di Dio nel cuore della persona che vive nella sua grazia. Oggi possiamo dire anche che la Trinità è presente nel tempio della comunione matrimoniale. Così come abita nelle lodi del suo popolo (cfr Sal 22,4), vive intimamente nell’amore coniugale che le dà gloria. La presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani. Quando si vive in famiglia, lì è difficile fingere e mentire, non possiamo mostrare una maschera. Se l’amore anima questa autenticità, il Signore vi regna con la sua gioia e la sua pace. La spiritualità dell’amore familiare è fatta di migliaia di gesti reali e concreti. In questa varietà di doni e di incontri che fanno maturare la comunione, Dio ha la propria dimora. Questa dedizione unisce «valori umani e divini», perché è piena dell’amore di Dio. In definitiva, la spiritualità matrimoniale è una spiritualità del vincolo abitato dall’amore divino.”

(Papa Francesco Amoris Laetitia 314-315)

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Lectio Divina Carmelitana:

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

https://ocarm.org/it/content/lectio/lectio-divina-san-matteo-ap

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QUESTA RUBRICA TORNA AD OTTOBRE

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

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Breviario Laico, IMPENETRABILI

C’è una particolare specie di creature umane che hanno il viso impenetrabile come acque di stagno. Esse oppongono un silenzio ostinato così che la gente attribuisca loro saggezza, gravità e profondità di mistero. Sembra che dicano: io sono l’oracolo; se appena schiudo le labbra, non si sente un cane abbaiare. Sono reputati saggi solo perché non dicono nulla. Ma io sono certo che se parlassero, ben sfortunati sarebbero i loro ascoltatori!

William Shakespeare

Ho spesso preso di mira nelle mie riflessioni la chiacchiera sboccata, il profluvio di parole inconsistenti, l’ostentazione della vanità e ho non di rado esaltato il silenzio nobile, la meditazione pacata, la solitudine contemplativa. Questa volta vorrei dare un colpo di frusta anche al mutismo sprezzante, all’impenetrabilità altezzosa, al vuoto ammantato di solennità. È Shakespeare ad aiutarmi con questo passo sferzante del Mercante di Venezia. C’è un proverbio che dice: «Chi tace acconsente». In realtà il più delle volte bisognerebbe essere realistici e dichiarare: «Chi tace non dice niente».

C’è, infatti, un silenzio che è semplice assenza di idee, oppure è un sovrano disprezzo del pensiero altrui che, però, non si è in grado di contestare seriamente. Altre volte, invece, l’impenetrabilità è segno di una sorta di autismo spirituale: ci sono ragazzi (ma non solo) che comunicano solo con grugniti e che sembrano aver staccato il contatto col mondo, chiudendo le orecchie con gli auricolari delle loro musiche assordanti. Hanno calato una specie di visiera: sembrano essere rinserrati in una loro dimensione, mentre in realtà si sono solo negati agli altri che temono o ignorano o rifiutano. Non tutti i silenzi sono profondi e gloriosi.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

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L’apostolo Paolo scrive alla comunità cristiana da lui fondata nella città di Tessalonica. Non può più tornare da loro, perché è dovuto fuggire da lì, a causa di gravi difficoltà e persecuzioni. Tuttavia, attraverso le sue lettere, continua ad accompagnare la loro vita con amore ed anzi li loda per la costanza e la perseveranza nella fede. Sono diventati testimoni esemplari!

Paolo conosce gli interrogativi profondi di questa comunità, le loro domande esistenziali: cosa ci aspetta dopo la morte? Se il Signore tornerà presto, come preparaci adeguatamente alla Sua venuta definitiva? Paolo non risponde con precetti da applicare, ma piuttosto professa nuovamente la sua fede: Gesù ha dato la sua vita per amore di tutta l’umanità ed è risorto, aprendo a tutti gli uomini la strada verso la Vita.

Per prepararsi al Suo ritorno, Paolo consiglia di vivere secondo il Vangelo nella quotidianità, continuando a lavorare onestamente ed a costruire una comunità fraterna:

«Confortatevi a vicenda e siate di aiuto gli uni agli altri».

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Updated: 21 Settembre 2019 — 22:16

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