I nostri piccoli gesti d’amore trasformano la realtà

Buon venerdì

«Dorma o vegli, di notte o di giorno,

il seme germoglia e cresce; come,

egli stesso non lo sa»

Mc 4, 27

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MESE di GENNAIO

dedicato a

GESU’ BAMBINO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GENNAIO.htm

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Venerdì 31 gennaio 2020

Venerdì della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.
Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.
Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra;
ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra».
Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere.
Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

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Commento al Vangelo:

San Massimo il Confessore (ca 580-662)

monaco e teologo

Centuria sulla teologia, II, n. 100-11, 35

La parola di Dio, un granello di senape

La parola di Dio, simile a un granello di senape, appare molto piccola prima di essere coltivata. Ma quando è coltivata come occorre, si mostra tanto grande che si riposano su di lei i nobili ragionamenti delle creature sensibili e intelligenti. Poiché abbraccia i ragionamenti di ogni essere. Ma lei stessa, nessun essere può contenerla. Perciò chi ha la fede quanto un granello di senape può spostare le montagne, con la parola, come ha detto il Signore (cfr Mt 17,20), cioè cacciare il potere del diavolo su di noi e cambiare fondamento. Il Signore è un granello di senape, seminato per la fede nel cuore di chi la riceve. Chi l’ha coltivata con cura grazie alle virtù sposta la montagna della preoccupazione terrestre. Poi, quando ha eliminato in se stesso l’abitudine al male, così difficile da cambiare, fa entrare le parole dei comandamenti e i modi di fare o le potenze divine, come gli uccelli del cielo. (…) Non è fuori di coloro che cercano che bisogna cercare il Signore, ma coloro che cercano devono cercarlo in se stessi, per la fede che mettono in pratica. Infatto si legge: “Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore” (Rm 10,8), cioè la parola della fede, come Cristo stesso: la parola di Colui che si cerca.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…    (Mc 4, 26-34)


Passa Parola

31/01/2020: I nostri piccoli gesti d’amore trasformano la realtà.

Siamo stati creati in dono gli uni per gli altri e realizziamo questo nostro essere impegnandoci per i nostri fratelli e sorelle con quell’amore che viene prima di ogni gesto di amore dell’altro.

Per amare, il cristiano deve fare come Dio: non attendersi di essere amato, ma amare per primo.

E poiché non può fare questo verso Dio, perché Dio ama sempre per primo, il cristiano lo attua con il prossimo.

(Fonte: Città Nuova – Amare per primi – 10.03.2006 – Citazione di Chiara Lubich)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo… 

Venerdì 31 gennaio 2020 – SAN GIOVANNI BOSCO, SACERDOTE
San Giovanni Bosco, sacerdote e Fondatore della Società di San Francesco di Sales, dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice
e dei Cooperatori Salesiani

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.»
 
Mc 4, 26-27

 

Come vivere questa Parola?

La parola chiave del vangelo di oggi è pazienza. Molto efficace per la comprensione di questa Parola  è una piccola storia scritta dal biblista Silvano Fausti: “Un contadino stava seduto ai bordi di un vasto campo pulito, senza un filo d’erba. Mandò altrove i bambini che volevano giocare a palla; fece deviare un viandante che lo stava calpestando per andare diritto alla sua meta; mandò via un prete che glielo chiedeva per costruire le opere parrocchiali. In quel campo non c’era niente, ma il contadino lo contemplava già biondeggiante di messe. Non era un illuso: l’apparenza dava ragione agli esperti; la realtà invece a lui, che aveva seminato e sapeva che il seme non delude”. Il discepolo( noi tutti) sa che la sua vita è un campo seminato e non bisogna giocarci sopra, né calpestarlo per altri fini. La terra è feconda in forza del seme che contiene. Occorre pazienza e invocare il Seminatore che non delude mai l’attesa di chi ha fiducia in Lui.

 

La mia preghiera di oggi sarà: “In te, Signore, ho sperato, non sono mai stato deluso”.

La voce di un teologo

“Il seminatore non avrebbe gettato il seme se non fosse stato sicuro che, malgrado tutti gli ostacoli, quei chicchi di grano esposti a tanti rischi avrebbero finito per produrre una buona messe. Dal momento che Gesù è uscito a seminare, dal momento che ha donato la propria parola e la propria vita, significa che ha in sé un’energia capace di venire a capo di tutte le resistenze: la potenza del regno di Dio”.

Guillet

Commento di Sr Graziella Curti

direttice@fmamelzo.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org


Breviario Laico, UNITE PER LA CODA

Io concludo che la sapienza e la follia siano attaccate per le code; e che non si possa venire all’estremo d’uno senza dar principio nell’altro.

FRA’ PAOLO SARPI

Vivace e incisiva è l’immagine usata dallo storico e frate servita veneziano Paolo Sarpi (1552-1623) in questo suo «pensiero» dedicato agli eccessi. Esistono, infatti, in molte situazioni frontiere mobili che non possono essere definite in modo unico e netto. Si pensi, ad esempio, alla fede: la delicatezza della sua realtà autentica fa sì che essa possa facilmente scolorirsi, incrinarsi, stemperarsi. Così, il credente talvolta insensibilmente si trova trasferito nelle sabbie mobili del dubbio e, al contrario, l’ateo o l’indifferente può provare un fremito di fiducia, di ricerca e di attesa. È per questo che bisogna sempre sorvegliare con attenzione i confini di ogni esperienza o scelta.

Anche sapienza e follia possono essere «attaccate per la coda», come dice lo scrittore dell’Istoria del concilio Tridentino. Non per nulla san Paolo denunzia una saggezza umana che può essere stoltezza agli occhi di Dio e viceversa (1 Corinzi 1,18-31). Ogni eccesso, poi, reca in sé i germi della sua autodistruzione: così, una razionalità senza cuore può sfociare in pazzia e crudeltà; e una generosità illimitata, che può sembrare folle, diventa principio di amore e salvezza per sé e per gli altri. È, quindi, delicato il crinale sul quale dobbiamo muoverci e non vale sempre un metro di mero buon senso, ma un’acuta valutazione singolare di ogni caso e situazione. Certo, l’equilibrio è sempre la via regale, ma non bisogna ignorare il fatto che spesso la santità o la vera grandezza morale infrangono la «normalità» e si presentano con la forza della «stoltezza della croce» che è sapienza suprema, sempre per dirla con san Paolo.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Duecentosettantasei naufraghi raggiungono le coste di un’isola del Mediterraneo, dopo due settimane alla deriva. Sono fradici, sfiniti, terrorizzati; hanno sperimentato l’impotenza di fronte alle forze della natura ed hanno visto la morte in faccia. Tra loro, c’è un prigioniero in viaggio verso Roma, per essere sottoposto al giudizio dell’imperatore.

Sì, perché questa cronaca non è uscita dal notiziario dei nostri giorni, ma è il racconto di un’esperienza dell’apostolo Paolo, condotto a Roma per coronare la sua missione di evangelizzatore attraverso la testimonianza del martirio.

 

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Updated: 31 Gennaio 2020 — 22:14

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