Chiedere con perseveranza il dono della fede

Buon sabato

«Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?»

Mc 4, 40

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MESE di FEBBRAIO

dedicato allo

SPIRITO SANTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/FEBBRAIO.htm

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 collegamento CH sabato primo febbraio ore 12

Esperienza di Yassim Algerino… commovente…

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Sabato 01 febbraio 2020

Sabato della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,35-41

In quel medesimo giorno, verso sera, disse Gesù ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva».
E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che moriamo?».
Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.
Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

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Commento al Vangelo:

Sant’Agostino (354-430)

vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Discorso 63, 1-3; PL 38, 424-425

Battuti dal vento e dalle onde

Per grazia di Dio vi rivolgo la parola sul passo del santo Vangelo letto poco fa e in nome di lui vi esorto a far sì che nei vostri cuori non si assopisca la fede con cui resistere alle tempeste e ai marosi di questo mondo. In effetti non è vero che Cristo nostro Signore avesse in suo potere la morte e non il sonno e che forse l’Onnipotente fu oppresso dal sonno contro la sua volontà mentre stava sulla barca. Se voi crederete questo, egli dorme nel vostro intimo; se invece Cristo è desto, è desta anche la vostra fede. L’Apostolo dice: « [Chiedo di] far abitare Cristo nei vostri cuori per mezzo della fede » (Ef 3,17). Anche il sonno di Cristo è dunque un segno esteriore d’un simbolo. Sono come dei naviganti le anime che fanno la traversata di questa vita in una imbarcazione. Anche quella barca era la figura della Chiesa. Poiché anche ogni persona è tempio di Dio e naviga nel proprio cuore e non fa naufragio se nutre buoni pensieri. Se hai sentito un insulto, è come il vento; se sei adirato, ecco la tempesta. Se quindi soffia il vento e sorge la tempesta, corre pericolo la nave, corre pericolo il tuo cuore ed è agitato. All’udire l’insulto tu desideri vendicarti: ed ecco ti sei vendicato e, godendo del male altrui, hai fatto naufragio. E perché? Perché in te dorme Cristo. Che vuol dire: “In te dorme Cristo”? Ti sei dimenticato di Cristo. Risveglia dunque Cristo, ricordati di Cristo, sia desto in te Cristo: considera lui.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…    (Mc 4, 35-41)


Passa Parola

01/02/2020: Chiedere con perseveranza il dono della fede.

Buon fine settimana.

[…] “Perseveranza”. È questa la traduzione della parola originale greca, la quale però è ricca di contenuto: include anche pazienza, costanza, resistenza, fiducia.

La perseveranza è necessaria e indispensabile quando si soffre, quando si è tentati, quando si è portati allo scoraggiamento, quando si è allettati dalle seduzioni del mondo, quando si è perseguitati.[…]

(Fonte: Chiamati alla perseveranza – 18 Settembre 2009 – Chiara Lubich – Città Nuova)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Sabato 1 febbraio 20202 – III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».»
Mc 4,37-40

 

Come vivere questa Parola?

Il vangelo di oggi descrive la tempesta sul lago e Gesù che dorme nella barca. Anche le nostre comunità, molte volte, si sentono come barche perse nel mare della vita, senza molta speranza di poter raggiungere il porto. Gesù sembra essersi addormentato nella nostra barca, perché non spunta nessun potere divino per liberarci dalle difficoltà e dalle persecuzioni. Dinanzi a questa situazione di disperazione, gli apostoli apostrofano il Maestro: “Non ti importa che moriamo?” Il vento è forte, il mare è agitato, la barca è piena d’acqua! I discepoli sono pescatori sperimentati. Se pensano che la barca affonda, allora la situazione è davvero pericolosa. Gesù invece continua a dormire. Questo sonno profondo non è solo segno di una grande stanchezza. E’ anche espressione della fiducia tranquilla che ha in Dio. Poi, finalmente, Gesù si sveglia, non a causa delle onde, ma del grido disperato dei discepoli. Prima si dirige al mare e dice: “Taci, calmati!” E quindi il mare si placa. Poi, si dirige ai discepoli e dice: “Perché siete così impauriti? Non avete ancora fede?” A questa domanda pressante e impegnativa cosa sapremmo rispondere noi gente del 2020?  A volte, le acque del mare della vita minacciano di affogarci. Chi potrà salvarci?  Quale è oggi il mare agitato per noi?

Di fronte a queste minacce a cui spesso non sappiamo dare un nome, ma che insidiano la nostra vita, l’unico rimedio è la preghiera, quella stessa invocazione degli apostoli:  “Signore, salvaci!”

La mia preghiera di oggi sarà il salmo della fiducia “Mia forza e mio canto  è il Signore”

 

La voce di una monaca musicista

“Signore, Dio nostro, nella vita a volte ci sentiamo come su una barca in balia delle onde, e tu sembri dormire. Liberaci dalla paura e rafforza la nostra fede, perché riusciamo a vivere con serenità, fiduciosi in colui a cui obbediscono il vento e il mare e che intercede a nostro favore nei secoli dei secoli.

Non restare in silenzio, Signore ti prego, rispondimi!”
Vercruysse

Commento di Sr Graziella Curti

direttice@fmamelzo.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, SOLITUDINE

La solitudine, l’ho conosciuta tra i 4 e i 12 anni. Unico tra otto fratelli e sorelle, andavo a scuola percorrendo un’antica strada romana. Un’ora di solitudine per andare a scuola, due ore di solitudine a mezzogiorno per consumare pane e cioccolato nell’aula disertata dai miei compagni, un’ora la sera per tornare a casa. Questa solitudine fu benefica.

AIMÉ DUVAL

Nel volume autobiografico Il bambino che giocava con la luna, padre Aimé Duval, noto cantautore spirituale francese, racconta così la sua infanzia e adolescenza, avvolta nell’alone della solitudine e commenta: «Ho avuto in tal modo il tempo di darmi certezze a mia misura. Queste certezze hanno avuto a loro volta il tempo di depositarsi lentamente durante la mia vita». Esiste, dunque, una benedizione della solitudine: non per nulla l’esperienza mistica suppone il silenzio interiore e spesso esteriore (l’aggettivo «mistico» deriva dal greco myein, «tacere», così come la parola «mistero»). Il rumore assordante delle discoteche, il muoversi in branco, il chiacchiericcio vacuo e fatuo sono i segnali di una dispersione dell’intimità e della stessa identità.

«Bisogna essere soli per non essere mai soli» diceva paradossalmente un autore spirituale, consapevole che la sua solitudine era popolata da Dio e dal mondo che lo circondava. Tuttavia c’è una solitudine che può essere maledizione, come dice il biblico Qohèlet: «Guai a chi è solo! Se cade, non ha nessuno che lo rialzi» (4,10). Si tratta dell’isolamento che è vuoto e abbandono. In esso sboccia la mala pianta della disperazione, dell’incomunicabilità, dell’autismo spirituale. Ed è, allora, vero quello che scriveva nell’opera Fuoco pallido il romanziere russo-americano Vladimir Nabokov (1899-1977): «La solitudine è il campo da gioco di Satana». Chi è senza legami e senza amore diventa schiavo dell’infelicità, dell’odio, della desolazione. A noi tocca, allora, l’impegno di aiutare costoro ad abbattere il muro del loro isolamento.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Gesù è in cammino verso Gerusalemme, accompagnato dai discepoli. Ha già cominciato a prepararli all’appuntamento decisivo: il rifiuto da parte delle autorità religiose, la condanna a morte da parte dei romani e la crocifissione, alla quale seguirà la risurrezione.

È un argomento duro da comprendere per Pietro e gli altri che lo hanno seguito, ma il Vangelo di Marco ci accompagna in questa progressiva scoperta della missione di Gesù: compiere la salvezza definitiva dell’umanità attraverso la fragilità della sofferenza.

 

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Updated: 2 Febbraio 2020 — 7:49

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