Custodire il creato dipende anche da me

Buon mercoledì

«Il Figlio dell’uomo, non è venuto per essere servito,

ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti »

Mt 20, 28

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MESE di MARZO

dedicato a

SAN GIUSEPPE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/MARZO.htm

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Mercoledì 11 marzo 2020

Mercoledì della II settimana di Quaresima

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,17-28

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i Dodici e lungo la via disse loro:
«Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte
e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».
Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;
ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.
Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo,
e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

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Commento al Vangelo:

San Teodoro Studita (759-826)

monaco a Costantinopoli

Catechesi 1

Servire ed essere graditi a Dio

E’ nostro ruolo e per noi un obbligo fare di voi, secondo le nostre forze, l’oggetto di ogni nostro pensiero, di tutto il nostro zelo, di ogni cura, con la parola e l’azione, con avvisi, incoraggiamenti, esortazioni, incitamento, (…) affinché possiamo in questo modo mettervi al ritmo della volontà divina e orientarvi al fine che ci è proposto: essere graditi a Dio. (…) Lui che è immortale ha versato spontaneamnete il suo sangue; è stato legato dai soldati, lui che ha creato l’esercito degli angeli; ed è stato trascinato davanti alla giustizia, lui che deve giudicare i vivi e i morti (cfr At 10,42; 2 Tim 4,1); la Verità è stata messa davanti a false testimonianze, è stata calunniata, colpita, coperta di sputi, sospesa al legno della croce; il Signore della gloria (cfr 1 Co 2,8) ha patito tutti gli oltraggi e tutte le sofferenze senza aver bisogno di prove. Come è potuto accadere, se lui, anche in quanto uomo era senza peccato, al contrario, ci strappava alla tirannia del peccato per il quale la morte era entrata nel mondo e si era impadronita con l’inganno del nostro primo padre? Se quindi subiamo qualche prova, non c’è nulla di sorprendente, poiché questa è la nostra condizione (…). Occorre che anche noi siamo oltraggiati e tentati, e afflitti a causa della nostra volontà. Secondo la definizione dei padri, là c’è effusione di sangue; poiché questo è essere monaco; così dobbiamo conquistare il regno dei cieli imitando il Signore nella vita. (…) Impegnatevi con zelo nel vostro servizio, unico vostro pensiero, lungi dall’essere schiavi degli uomini, voi servite Dio.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…    (Mt 20,17-28)


Passa Parola

11/03/2020: Custodire il creato dipende anche da me.

Buona giornata.

[…] uniti dalla medesima preoccupazione per il creato di Dio e riconoscendo che la terra è un bene in comune, invitiamo caldamente tutte le persone di buona volontà a dedicare, il 1° settembre, un tempo di preghiera per l’ambiente. In questa occasione, desideriamo offrire un rendimento di grazie al benevolo Creatore per il magnifico dono del creato e impegnarci a custodirlo e preservarlo per il bene delle generazioni future. Alla fine, sappiamo che ci affatichiamo invano se il Signore non è al nostro fianco (cfr Sal 126/127), se la preghiera non è al centro delle nostre riflessioni e celebrazioni. Infatti, un obiettivo della nostra preghiera è cambiare il modo in cui percepiamo il mondo allo scopo di cambiare il modo in cui ci relazioniamo col mondo. Il fine di quanto ci proponiamo è di essere audaci nell’abbracciare nei nostri stili di vita una semplicità e una solidarietà maggiori.[.]

(Fonte: Avvenire – Papa Francesco – Papa Francesco e Bartolomeo: un appello congiunto per la cura del creato – 1 settembre 2017)


Lectio divina carmelitana

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

Sostieni sempre, o Padre, la tua famiglia
nell’impegno delle buone opere;
confortala con il tuo aiuto
nel cammino di questa vita
e guidala al possesso dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Mercoledì 11 marzo 2020 – II settimana di quaresima

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte 19e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».»
Mt 20, 17-19

 

Come vivere questa Parola?

Per Gesù si avvicina il tempo della sua Passione e morte. Si trova in cammino con i suoi vicino a Gerico, da dove comincia la salita verso Gerusalemme. Manca una giornata di cammino per giungere alla città santa. Certamente sente il bisogno di condividere con i suoi più intimi l’orrore del tragico evento che lo aspetta. Per la terza volta, raccoglie attorno a sé i discepoli e ripete il mistero della sua prossima morte. Ogni cosa è descritta nei dettagli e sofferta. Nonostante tutto, i discepoli non vogliono saperne. Ma il Maestro insiste: “Il Figlio dell’Uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte”. Dio si consegna nelle mani degli uomini. E’ la prova più grande d’amore quella di consegnarsi come un agnello ai suoi carnefici. E sarà schernito, flagellato, crocifisso. “La sapienza di Dio è derisa come stoltezza. La libertà di Dio è inchiodata come infamia dalla nostra schiavitù”. Ma non è l’ultima parola quella della violenza. Dio si riserva la finale del dramma più grande della storia: il terzo giorno risorgerà.

 

La voce del cardinale Martini

Ma qual è il volto che traspare dalla scena di Gesù che sale a Gerusalemme? E’ il volto dell’umile, che accetta di essere consegnato alla morte per amor nostro. E’ il volto di Colui che ci ha amato e vive in noi.

Commento di Sr Graziella Curti

direttice@fmamelzo.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, IL NOSTRO CAMPO VISIVO

Ognuno di noi confonde i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo.

ARTHUR SCHOPENHAUER

È bella, anche se amara, questa considerazione di un filosofo piuttosto pessimista com’era Arthur Schopenhauer (1788-1860). Coglie, infatti, in modo ironico un atteggiamento a cui tutti siamo tentati di indulgere, quello di ritenere noi stessi misura di ogni cosa. Spesso, sull’onda di questa attitudine, si cade persino nel ridicolo oppure nell’ostinazione, cercando di difendere l’indifendibile e di opporsi anche all’evidenza. Alla radice di questo comportamento c’è la smisurata venerazione del proprio io, delle proprie idee e convinzioni, del proprio comportamento. Quando ci si incammina a praticare questo «massaggio» dolce e appassionato del «super-ego», come dicono gli psicologi, è difficile fermarsi.

Anzi, si può persino giungere alla convinzione di essere vittime di invidia o cattiveria quando altri tentano di mostrarci che il mondo della verità è ben più ampio del nostro perimetro intellettivo e visivo. E così si diventa acrimoniosi, ci si lamenta di essere incompresi, ci si rinchiude in un altezzoso silenzio. Ecco, allora, la necessità dell’autocritica, dell’esame di coscienza e di quella virtù che ai nostri giorni è sbeffeggiata, l’umiltà. Il grande poeta anglo-americano Thomas S. Eliot (1888-1965) ammoniva che questa «è la virtù più difficile da conquistare perché niente è più arduo a morire della volontà di pensar bene di se stessi, sempre e comunque». Non per nulla, il primo dei vizi capitali è proprio la superbia, e l’umiltà è quella virtù che è autentica e non «pelosa» solo quando si crede di non averla e si combatte senza sosta il proprio orgoglio.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Quante volte, nelle scelte importanti della vita, abbiamo cercato una bussola sicura, che ci indicasse il cammino da prendere? E, come cristiani, ci siamo chiesti quale sia la sintesi del Vangelo, la chiave per entrare nel cuore di Dio e vivere da figli suoi, qui e adesso?

Ecco una parola di Gesù che fa al caso nostro, una sua affermazione chiara, immediata da comprendere e da vivere. La troviamo nel vangelo di Matteo: fa parte del grande Discorso della montagna, dove Gesù insegna come vivere pienamente la vita cristiana. Egli stesso riassume tutto il suo annuncio in questa lapidaria affermazione.

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Updated: 12 Marzo 2020 — 13:52

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