Essere attenti alle necessità di chi ci passa accanto

Buon giovedì

«Se non ascoltano Mosè e i Profeti,

neanche se uno risuscitasse

dai morti saranno persuasi»

Lc 16, 31

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MESE di MARZO

dedicato a

SAN GIUSEPPE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/MARZO.htm

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Rosario del mercoledì https://www.facebook.com/domenico.iervolino/videos/10221257704062924/

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Giovedì 12 marzo 2020

Giovedì della II settimana di Quaresima

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 16,19-31

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: « C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,
bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto.
Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.
Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.
E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre,
perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento.
Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.
E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi ».

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Commento al Vangelo:

San Teodoro Studita (759-826)

monaco a Costantinopoli

Catechesi 11

“Lazzaro fu portato dagli angeli nel seno di Abramo” (Lc 16,22)

Il vostro compito è angelico. Se dobbiamo sopportare qualche pena, se dobbiamo mortificarci un po’, pazientiamo ancora. Eccolo già il fine e il termine della vita, saremo portati dai santi angeli e saremo nella gioia per l’eternità, coeredi con tutti i santi dei beni che ci sono stati promessi (cfr Eb 11,9). (…) Ecco perché ormai accettiamo con pazienza quanto ci succede; poiché riceveremo in cambio una felicità eterna, come invece la disgrazia si abbatterà su coloro che fanno il male. Il cielo ci risparmi di sentire: “Hai ricevuto i tuoi beni durante la vita …; ora invece lui è consolato”, e ” tra noi e voi è stabilito un grande abisso” (Lc 16,25-26). Non sono terribili a udirsi e a pensarle queste parole divine che separano il peccatore dal giusto? Infatti, la distanza, l’abisso, la perdita e la caduta di coloro che sono nel peccato li allontanano dal Signore nostro Dio quanto il cielo è lontano dalla terra (cfr Is 55,9). Ma coloro che, come voi, desiderano ardentemente essere ogni giorno suoi amici e veri servitori entreranno con lui nelle dimore celesti, nella Gerusalemme di lassù (cfr Ga 4,26), la città grande, piena di meraviglie inimmaginabili, alla quale appartengono una gloria senza limiti e una eterna potenza; là ci vedremo gli uni gli altri e ci conosceremo perfettamente. Ed io lo credo, se compiamo la volontà di Dio, saremo tutti insieme nella gioia eterna. (…) Possiate anche voi comportarvi in modo angelico, ben stretti al braccio di Dio che vi dà forza, agli incoraggiamenti dello Spirito Santo che vi conferma, ai santi angeli, a tutti i martiri e santi benedetti da Dio che vi vengono in aiuto.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…    (Lc 16,19-31)


Passa Parola

12/03/2020: Essere attenti alle necessità di chi ci passa accanto.

Buona giornata.

“Ascoltare, essere attenti, consolare, perdonare, accompagnare, abbracciare, aiutare sono verbi che a volte dimentichiamo. Bisognerebbe scriverli su una parete accanto alla porta di casa, e leggerli ogni volta che usciamo nel mondo”.

(Fonte: Patrizia Mazzola – Che ne sai di un campo di grano)


Lectio divina carmelitana

Tempo di Quaresima

1) Preghiera

O Dio, che ami l’innocenza,
e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
e donaci il fervore del tuo Spirito,
perché possiamo esser saldi nella fede
e operosi nella carità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 12 marzo 2020 – II Settimana di Quaresima

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quel tempo Gesù disse ai farisei: “C’era un uomo ricco. Che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe”.»
Lc 16,19-20

 

Come vivere questa Parola?

Ogni volta che Gesù ha una cosa importante da comunicare, crea una storia e racconta una parabola. Così, con la narrazione su conduce coloro che lo ascoltano a scoprire il disegno di Dio nella propria vita. Una parabola è fatta per far pensare e riflettere. Attraverso le parole semplici di un racconto costituito da fatti e persone concrete si può giungere al senso più profondo delle proprie scelte di vita. Nella parabola del vangelo di oggi appaiono tre persone: il povero Lazzaro, il ricco senza nome ed il padre Abramo. Nel racconto, Abramo rappresenta il pensiero di Dio. Il ricco senza nome rappresenta l’ideologia dominante dell’epoca. Lazzaro rappresenta il grido silenzioso dei poveri del tempo di Gesù e di tutti i tempi. La chiave per capire il senso della Bibbia è il povero Lazzaro, seduto davanti alla porta! Anche oggi ci sono migliaia di poveri Lazzari alle nostre porte. Tocca a noi, se vogliamo seguire Gesù, accorgerci della loro sofferenza e soccorrerli al di là dei pregiudizi e dell’indifferenza.

 

La voce Tonino Bello

Cari cristiani, fate un digiuno che sia profezia. Più che privarvi di un piatto, privatevi del lusso, dello spreco, del superfluo: ci vuole più coraggio. Più che non toccare un pane, dividete il pane: il pane delle situazioni penose dei disoccupati, degli sfruttati, dei disperati che ci stanno attorno.

Commento di Sr Graziella Curti

direttice@fmamelzo.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, AMICI E NEMICI

Se è vero che in ogni amico v’è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora?

GIOVANNI PAPINI

Uomo dal carattere spinoso e fin selvatico, Giovanni Papini (1881- 1956) ci ha, però, lasciato questa acuta osservazione ottimistica in un breve saggio intitolato emblematicamente Amici e nemici. Tutti con l’amicizia abbiamo avuto esperienze belle e intense ma anche delusioni amare. Basti solo un esempio proposto da quella malalingua che era lo scrittore americano Mark Twain: «Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire». Per questo l’antica sapienza suggeriva di «trattare il tuo amico come se potesse diventare un nemico» (così il latino Publilio Siro del I secolo a.C.).

Ma c’è anche il rovescio della medaglia, destinato a pareggiare e a cancellare la corsa al sospetto. È ciò che propone Papini invitandoci a guardare più in profondità colui che consideriamo come un nemico. Tante volte ci siamo, infatti, accorti che dietro le parvenze dell’ ostilità si celava in realtà un germe di interesse e persino di benevolenza che non aveva fino a quel momento trovato un modo per svelarsi. È per questo che è necessario avere il coraggio di parlarsi, di ascoltarsi, di confrontarsi: per questa via certe inimicizie ben consolidate e fin granitiche forse inizierebbero a sgretolarsi e quella piccola fonte di amicizia che pure albergava nel nemico sprizzerebbe in superficie e farebbe fiorire il deserto della comunicazione e della relazione. D’altronde, l’unico modo per avere un amico è sempre quello di essere suo amico.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Quante volte, nelle scelte importanti della vita, abbiamo cercato una bussola sicura, che ci indicasse il cammino da prendere? E, come cristiani, ci siamo chiesti quale sia la sintesi del Vangelo, la chiave per entrare nel cuore di Dio e vivere da figli suoi, qui e adesso?

Ecco una parola di Gesù che fa al caso nostro, una sua affermazione chiara, immediata da comprendere e da vivere. La troviamo nel vangelo di Matteo: fa parte del grande Discorso della montagna, dove Gesù insegna come vivere pienamente la vita cristiana. Egli stesso riassume tutto il suo annuncio in questa lapidaria affermazione.

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Updated: 13 Marzo 2020 — 7:46

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