Rispondere con l’amore alle offese

Buon sabato

«Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no»

Mt 5, 37

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Sabato 13 Giugno 2020

Sabato della X settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;
ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;
né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno».

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Commento al Vangelo: 

Sant’Agostino (354-430)

vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Lo Spirito e la lettera, §27-33(Nuova Biblioteca Agostiniana –riv.)

“Ma io vi dico”: il compimento della Legge

La grazia nel Vecchio Testamento se ne stava nascosta e velata ed è stata rivelata nel Vangelo del Cristo secondo un’ordinatissima distribuzione dei tempi fatta da Dio. (…) Confrontando le due epoche notiamo questa grande differenza: ai piedi del Sinai si impedisce al popolo con orrendo terrore d’accostarsi al luogo dove il Signore donava la legge, invece nel cenacolo lo Spirito Santo discende su coloro ai quali era stato promesso e che per aspettarlo si erano riuniti insieme in un sol luogo. Là il Dito di Dio operò in tavole di pietra, qui nei cuori degli uomini. (…) “Pieno compimento della legge è l’amore”. L’amore non fu scritto nelle tavole di pietra, ma “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. La Legge di Dio è dunque la carità. Il desiderio della carne non si sottomette alla carità e neanche lo potrebbe. Per reprimere il desiderio della carne sono state scritte nelle tavole le opere della carità, era la legge delle opere, “la lettera che uccide” il trasgressore. Ma quando la carità stessa si diffonde nel cuore dei credenti, allora si ha la legge della fede e “lo Spirito che dà vita” al fedele che ama. Osserva adesso come questa differenza corrisponda a quelle parole dell’Apostolo Paolo: “È noto che voi siete una lettera del Cristo, composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori”. (…) E ciò è mirabilmente confermato dal profeta Geremia: “Ecco verranno giorni, dice il Signore, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda io concluderò un Testamento Nuovo. Non come il Testamento che ho concluso con i loro padri, (…) porrò le mie leggi nel loro cuore e le scriverò nella loro mente”.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 5,33-37)


Passa Parola

13/06/2020: Rispondere con l’amore alle offese.

Buon fine settimana.

Il perdono è un atto di volontà e di lucidità, quindi di libertà che consiste nell’accogliere il fratello così come è, nonostante il male che ci ha fatto, come Dio accoglie noi peccatori, nonostante i nostri difetti. Il perdono consiste nel non rispondere all’offesa con l’offesa, ma nel fare quanto Paolo dice: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene”»

Questa apertura del cuore non s’improvvisa. È una conquista quotidiana, una crescita costante nella nostra identità di figli di Dio.

È soprattutto un dono del Padre, che possiamo e dobbiamo chiedere a Lui stesso.

(Fonte: C. Lubich, Costruire sulla roccia, Città Nuova, Rome, 1993, p. 56.)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Sabato 13 giugno 2020 –  S. Antonio di Padova, Sacerdote e Dottore della Chiesa – Memoria
 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: «Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti». 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno.
Mt 5, 33-37

 

Come vivere questa Parola?

Il Signore Gesù, vietandoci di giurare, ci chiede di riflettere sulla veridicità della nostra parola, di restituire alla parola il suo valore.

La parola vera diviene mezzo di comunicazione e di comunione. Se è falsa, invece, si può trasformare in mezzo di dominio e di divisione.

L’uso perverso della parola è di per sé un grande male, proprio perché porta a togliere la possibilità di “intendere” e la capacità “di volere”: toglie la libertà! A volte i risvolti sociali della falsità della parola creano confusione, generano sospetto, manipolazione. La parola è origine di ogni bene se è sì al sì e no al no; è invece principio di ogni male se è no al sì e sì al no.

Donaci Signore un cuore retto e costante!

La voce di Papa Francesco 

“Accogliendo la Legge di Dio nel cuore si capisce che, quando non si ama il prossimo, si uccide in qualche misura sé stessi e gli altri, perché l’odio, la rivalità e la divisione uccidono la carità fraterna che è alla base dei rapporti interpersonali. E questo vale per quello che ho detto delle guerre e anche per le chiacchiere, perché la lingua uccide. Accogliendo la Legge di Dio nel cuore si capisce che i desideri vanno guidati, perché non tutto ciò che si desidera si può avere, e non è bene cedere ai sentimenti egoistici e possessivi. Quando si accoglie la Legge di Dio nel cuore si capisce che bisogna abbandonare uno stile di vita fatto di promesse non mantenute, come anche passare dal divieto di giurare il falso alla decisione di non giurare affatto, assumendo l’atteggiamento di piena sincerità con tutti.” (cfr. ANGELUS, 16 febbraio 2020)

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, UNA GRANDE PAGINA

Si sente il vento di una grande pagina redatta da me, da te e da Dio, rigirata in alto da mani straniere … Si sente il bagliore di un foglio nuovo, su cui tutto potrà accadere.

RAINER M. RILKE

È la voce di uno dei poeti a me più cari, anche se di ardua lettura, l’austriaco Rainer M. Rilke. Ho scelto pochi versi abbastanza lineari dal Libro della vita monastica che egli iniziò a comporre nel 1899. Stava spegnendosi un secolo paragonato dal poeta a una pagina pesante, carica di eventi e di parole, di luci e di ombre, che una mano possente girava così da lasciare spazio a un nuovo foglio candido, tutto ancora da scrivere. lo assumo questa immagine per parlare dell’esistenza di ciascuno di noi, simile appunto a una pagina del grande «libro della vita» che la Bibbia descrive come squadernato davanti a Dio.

Sul foglio intestato a ciascuno di noi abbiamo scritto tante volte cose belle, ma siamo andati spesso fuori riga, abbiamo lasciato macchie, introdotto cancellature. Su quel bianco hanno lasciato tracce anche altre persone che hanno attraversato la nostra vita, talora trasfigurando in splendore le nostre azioni, altre volte tentandoci e pervertendo il nostro operato. Là si scopre anche la scrittura invisibile di Dio che forse non ci siamo premurati di decifrare, eppure erano parole destinate proprio e soltanto a noi. Quando decidiamo di convertirci e di mutare rotta, la mano di Dio è pronta a girare quella pagina e a offrirei un foglio immacolato perché abbiamo a continuare la nostra scrittura in modo nuovo. Così accadrà anche nell’ultima ora della nostra vicenda umana: allora Dio aprirà per noi una pagina definitiva ove sarà scritta la nostra meta che speriamo sia di luce e di pace perfetta.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 13 Giugno 2020 — 23:46

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