Lasciare in dono la pace

Buona Domenica

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno

e il pane che io darò è la mia carne

per la vita del mondo»

Gv 6, 51

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Domenica 14 Giugno 2020

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, solennità

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

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Commento al Vangelo: 

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)

monaca bendettina

Esercizi I, SC 127

Il tuo corpo e il tuo sangue mi conservino per la vita eterna

Per ricevere la comunione al corpo e sangue vivificante dell’agnello immacolato Gesù Cristo dì: mio Signore Gesù Cristo, il tuo corpo venerabile e il tuo sangue prezioso conservino il mio corpo e la mia anima per la vita eterna. La tua pace sia con me. In te, o Gesù, vera pace, per sempre io riceva pace su pace, affinché per mezzo tuo io giunga a quella pace che supera ogni sentimento; dove piena di gioia ti vedrò in te per l’eternità. In questa comunione desidera che tutta la tua vita sia nascosta con Cristo in Dio e che l’ora della morte ti trovi pienamente consumata in lui: O dolcissimo ospite dell’anima, Mio Gesù amatissimo, riceverti sia oggi per me la remissione di tutti i peccati, riparazione di tutte le negligenze. E il recupero di tutta la vita perduta. Sia per me eterna salvezza, guarigione dell’anima e del corpo, incendio dell’amore, rinnovamento di virtù e la mia vita entri in te per l’eternità. Operi in me libertà di spirito, santità di vita, dignità di comportamenti; sia per me scudo della pazienza, insegna d’umiltà, appoggio di fiducia, consolazione nella tristezza, aiuto per perseverare. Sia l’armatura della fede, la certezza della speranza, la perfezione della carità, il compimento dei comandamenti, il rinnovamento dello spirito, la santificazione nella verità (Gv 17,17) e il possesso di tutta la religione. E ancora la fonte di ogni virtù, la fine dei vizi, la crescita di ogni bene, e la testimonianza eterna del tuo amore. Così, al termine della vita, liberata dalle miserie di questa vita, piena di gioia prenderò posto al banchetto per l’eternità ed esulterò nelle ricchezze del tuo amore, come la sposa si rallegra nelle delizie del suo re. Amen


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Gv 6, 51-58)


Passa Parola

14/06/2020: Lasciare in dono  la pace.

Buona domenica.

Gesù: è Lui il Dio vicino, che ci ha promesso la pace; è Lui la pace. Ed abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo, il Consolatore, che ci aiuta anche a condividere con gli altri i frutti della pace di Dio che abbiamo sperimentato. Egli ci indicherà la strada per amare le persone che abbiamo intorno e così superare i conflitti, evitando accuse infondate, giudizi superficiali e maldicenze, per aprire il cuore all’accoglienza dell’altro.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita: Cerca e persegui la pace – Letizia Magri)


Lectio divina carmelitana

Gesù è il Pane della Vita
“Chi mangia questo pane vivrà in eterno!”
Giovanni 6,51-58

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Domenica 14 giugno 2020 – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».»
Gv 6, 51-58

Come vivere questa Parola?

Il messaggio più volte ripetuto in questi versetti lega il verbo “mangiare” con la parola “vita”: chi mangia vive, “chi mangia me, vivrà per me”, “chi mangia questo pane, vivrà in eterno”! Chi non mangia muore e così anche nella vita cristiana, chi non si siede alla tavola del Signore, non solo non può nutrirsi, ma arriverà a non avere più vita e la vita eterna. Gesù è il “pane vivo”, un pane pieno di vita e che dà la vita, che sazia, che dà energia, forza e fa crescere. Un pane che fa tutto questo solo se si “mangia”, se entra in comunione con noi, se entra a far parte di noi. Non basta guardarlo Gesù, osservarlo in lontananza, ma bisogna incontrarlo con il cuore, per alimentare la mente e riconoscerlo nei fratelli.

Gesù alimento della vita, riempici con la Tua Presenza, saziaci di Te! Solo di questo abbiamo profondamente bisogno!

La voce di Papa Francesco

“Nell’Eucaristia Gesù, come fece con i discepoli di Emmaus, si affianca a noi, pellegrini nella storia, per alimentare in noi la fede, la speranza e la carità; per confortarci nelle prove; per sostenerci nell’impegno per la giustizia e la pace. […]. E nell’Eucaristia Egli offre sé stesso come forza spirituale per aiutarci a mettere in pratica il suo comandamento – amarci come Lui ci ha amato –, costruendo comunità accoglienti e aperte alle necessità di tutti, specialmente delle persone più fragili, povere e bisognose.

Nutrirci di Gesù Eucaristia significa anche abbandonarci con fiducia a Lui e lasciarci guidare da Lui. Si tratta di accogliere Gesù al posto del proprio “io”. In questo modo l’amore gratuito ricevuto da Gesù nella Comunione eucaristica, con l’opera dello Spirito Santo alimenta l’amore per Dio e per i fratelli e le sorelle che incontriamo nel cammino di ogni giorno.”( ANGELUS,18 giugno 2017)

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, VANITÀ

Quel che ci rende insopportabile la vanità degli altri è il fatto che offende la nostra. / Lo zero, non volendo andar in giro nudo, s’è vestito di vanità.

FRANÇOIS LA ROCHEFOUCAULD / VICTOR HUGO

Un grande repertorio di spunti tematici sono le Massime di quello scrittore moralista del Seicento che fu La Rochefoucauld. È attingendo di nuovo a quell’opera che propongo il motto sopra evocato. Siamo sempre pronti a ironizzare sulla vanità degli altri e lo facciamo tenendo ben dispiegata la raggiera del nostro pavoneggiarci. «lo, sì, che avrei ragione di vantarmi per quello che faccio»: è il sottile e inconfessato retro-pensiero che in quel momento ci percorre mente e cuore. Mentre, dunque, citavo La Rochefoucauld e il monito sull’invidia e il fastidio per la vanità altrui, m’è venuta alla memoria un’altra frase.

È la seconda che ho trascritto e che ho preso dai Miserabili (1862), il notissimo capolavoro di un altro scrittore francese, Victor Hugo. Le sue sono parole sacrosante. La vanagloria è il sontuoso abbigliamento di chi è in realtà uno zero. Vacuo, fatuo, inconsistente, eppure capace di farsi credere solido, ragionevole, pacato, sostanzioso: è questo il ritratto di molti in un tempo segnato dall’apparenza, dall’acconciatura, dall’agghindarsi, anche se «sotto il vestito niente», come diceva il titolo di un filmettino. Peggio ancora quando la vanità diventa superbia, boria, presunzione sprezzante, millanteria arrogante. Il fanfarone può essere patetico, ma il megalomane può essere pericoloso e delirante. Proviamo, invece, un po’ di più a rincorrere questi aggettivi desueti: modesto, semplice, umile, schivo, riservato, misurato …

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 14 Giugno 2020 — 23:30

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