Accogliere con premura ogni prossimo

Buon lunedì

«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio;

anzi se uno ti percuote la guancia destra,

tu porgigli anche l’altra»

Mt 5, 39

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Lunedì 15 Giugno 2020

Lunedì della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”;
ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guanciadestra, tu porgigli anche l’altra;
e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.
Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle ».  

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Commento al Vangelo: 

Sant’Ireneo di Lione (ca130-ca 208)

vescovo, teologo e martire

Contro le eresie, IV, 13, 3; SC  100, 531

“La legge perfetta della libertà” (Gc 1,25)

“A chi ti leva il mantello, dice Cristo, non rifiutare la tunica; dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Lc 6, 30-31). Per cui non ci rattristeremo come qualcuno a cui sia stato tolto contro la sua volontà, bensì ci rallegreremo come chi ha dato di buon cuore, poiché così avremo fatto un dono gratuito al prossimo, invece di aver subito un torto. “E, dice, se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due”. In questo modo, non lo seguiremo come uno schiavo, ma lo precederemo da uomo libero. In ogni cosa dunque, Cristo ti invita a renderti utile al tuo prossimo, non tenendo conto della sua malvagità, ma spingendo al culmine la tua bontà. Ci invita così a renderci simili al Padre nostro “che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e gli ingiusti” (Mt 5,45). Tutto questo non ci viene proposto da qualcuno che ha abolito la Legge, bensì da colui che la compie e la amplia per noi (Mt 5,17). Il servizio della libertà è un servizio maggiore; il nostro liberatore ci propone una sottomissione e una devozione più profonda a suo riguardo. Non ci ha infatti liberati dalle costrizioni della Legge antica perché ci distaccassimo da lui (…) bensì perché, ricevuta una grazia più abbondante, lo amassimo di più e, amatolo di più, ricevessimo da lui una gioia tanto più grande quando saremo per sempre davanti al Padre suo.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 5, 38-42)


Passa Parola

15/06/2020: Accogliere con premura ogni prossimo.

Buona settimana.

La Parola di vita di questo mese potrà aiutarci a riscoprire il valore di ogni nostra azione: dai lavori di casa o dei campi e dell’officina, al disbrigo delle pratiche d’ufficio, ai compiti di scuola, come alle responsabilità in campo civile,politico e religioso. Tutto può trasformarsi in servizio attento e premuroso. L’amore ci darà occhi nuovi per intuire ciò di cui gli altri hanno bisogno e per venire loro incontro con creatività e generosità. Il frutto? I doni circoleranno,perché l’amore chiama amore. La gioia si moltiplicherà perché“c’è più gioia nel dare che nel ricevere”(Att 20,35)»

(Fonte: (pere di Chiara Lubich 5, Città Nuova, Roma, 2017) pp. 791-793.


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Lunedì 15 giugno 2020 – XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«38Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.»
Mt 5, 38-42

Come vivere questa Parola?

La legge del taglione nata come bisogno di limitare la vendetta selvaggia e trovare un corrispettivo equo, ha in sé una sua giustizia, ma, se guardiamo bene, non risolve il problema del male, anzi lo raddoppia, lo porta a diventare più furbo e prepotente. Gesù ci parla di una giustizia sconvolgente dal punto di vista umano, una giustizia che ha il sapore del “divino”, il sapore della “misericordia”: il male viene vinto con il bene, non con una giustizia vendicativa. Il male viene vinto nella Croce di Gesù. Solo questa vince il male! Ed  è entrando in quest’ottica di amore, di condivisione, di scelta del fratello più che delle “cose” che ci contrappongono,  vincendo perciò il nostro egoismo, le nostre piccole pretese e rivalse, che diventiamo più umani, più capaci di capire cosa è importante, capaci di allargare gli orizzonti del nostro cuore!

La voce di Papa Francesco

“[…] La legge dell’amore supera quella del taglione, cioè «occhio per occhio e dente per dente».[…]. Gesù non chiede ai suoi discepoli di subire il male, anzi, chiede di reagire, però non con un altro male, ma con il bene. Solo così si spezza la catena del male: un male porta un altro male, un altro porta un altro male… Si spezza questa catena di male, e cambiano veramente le cose. Il male infatti è un “vuoto”, un vuoto di bene, e un vuoto non si può riempire con un altro vuoto, ma solo con un “pieno”, cioè con il bene. La rappresaglia non porta mai alla risoluzione dei conflitti. ”Tu me l’hai fatta, io te la farò”: questo mai risolve un conflitto, e neppure è cristiano.” (ANGELUS, 19 febbraio 2017)

 

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, OSPITI O PRIGIONIERI?

L’emiro Ma’n ibn Zayd, al termine di un’aspra battaglia, catturò un gruppo di uomini. Quando seppe che li attendeva la morte, il più anziano dei prigionieri disse all’emiro: «Noi siamo affamati e non è giusto ucciderei prima di offrirei del cibo». L’emiro fece, allora, imbandire un banchetto, al termine del quale l’anziano disse: «Secondo le usanze arabe, prima eravamo tuoi prigionieri, ora però siamo tuoi ospiti: perciò non puoi ucciderci!». E l’emiro, colpito da quelle parole, li mise in libertà.

RACCONTO DELLA TRADIZIONE ARABA

Questo bell’apologo, contenuto nella raccolta Sindbad e il falco sapiente, è un’illuminante lezione sul valore dell’accoglienza e dell’ospitalità, capace di trascendere ogni altra norma. Sappiamo quanto essa sia rilevante nella cultura orientale genuina (e non degenerata nel fondamentalismo) e quanto sia carente da noi, ove facile è che attecchiscano il rigetto, la speculazione sullo straniero, persino la prevaricazione. Certo, occorre che l’ospite si comporti degnamente: non per nulla l’anziano fa ricorso abilmente a una prassi codificata araba secondo la quale chi è a mensa cessa di essere un estraneo.

È, dunque, necessario il rispetto di una legge da parte di entrambi, l’ospite e il padrone di casa. Ma l’accento finale della parabola cade sulla generosità dell’emiro. Infatti il testo finisce con questa dichiarazione pronunziata da un sapiente di corte. È un po’ come la morale conclusiva delle favole ed è il suggello che poniamo anche noi sulla nostra riflessione sull’accoglienza: «Principe, noi ora non sappiamo quale dei due giorni è il più glorioso: se il giorno della tua vittoria sui tuoi nemici o il giorno del tuo perdono verso di loro. Chi perdona ama e chi ama vivrà in eterno!».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 15 Giugno 2020 — 21:45

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