Amare senza prevenzione

Buon martedì

«Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori»

Mt 5, 44

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Martedì 16 Giugno 2020

Martedì della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. »

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Commento al Vangelo: 

Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897)

carmelitana, dottore della Chiesa

Manuscritti autobiografici C, 13 v°- 14 r°

L’amore ai nemici

Nella comunità c’è una suora che ha il dono di farmi dispiacere in ogni cosa; i suoi modi, le parole, il carattere mi sembrano molto spiacevoli. Eppure, è una santa religiosa che deve essere tanto cara al buon Dio; anche per non cedere alla naturale antipatia che provavo, mi sono detta che la carità non doveva consistere nei sentimenti, ma nelle opere. Allora mi sono impegnata a fare per questa suora quanto avrei fatto per la persona a cui voglio più bene. Ogni volta che l’incontravo, pregavo il buon Dio per lei, offrendogli le sue virtù ed i suoi meriti. Sentivo che ciò piaceva a Gesù, poiché non c’è artista che non ami ricevere lodi per le sue opere, e Gesù, artista delle anime, è felice quando non ci si ferma all’esteriorità, ma, entrando nel santuario intimo che si è scelto come dimora, ne ammiriamo la bellezza. Non mi accontentavo di pregare molto per la suora che mi procurava tanta difficoltà, ma cercavo anche di fargli tutti i servizi possibili e, quando avevo la tentazione di risponderle in modo spiacevole, mi mettevo a farle il sorriso più amabile e cercavo di cambiare discorso. (…) Spesso anche (…), se avevo qualche impegno comune con questa suora, quando era troppo difficile per me, scappavo come un disertore. Siccome lei non sapeva assolutamente quanto provavo per lei, non ha mai sospettato i motivi del mio comportamento e resta persuasa che il suo carattere mi piaccia. Un giorno alla ricreazione mi ha detto con aria molto contenta circa queste parole: “Vorreste dirmi, suor Teresa del Bambin Gesù, cos’è che vi attira tanto verso di me, ogni volta che mi guardate, vi vedo sorridere?” Ah, ciò che mi attirava era Gesù nascosto in fondo alla sua anima. Gesù che rende dolce ciò che c’è di più amaro.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 5, 38-42)


Passa Parola

16/06/2020: Amare senza prevenzione.

Buona giornata.

[…] farsi uno con il fratello […]  […] È l’invito a mettersi “nella pelle dell’altro”, come espressione concreta di una carità vera. Forse l’amore di una madre è il miglior esempio per illustrare questa Parola messa in pratica: la madre sa condividere la gioia con il figlio che gioisce e il pianto con quello che soffre, senza giudizi e pregiudizi.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita: “Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto” (Rom 12,15) – Letizia Magri)


Lectio divina carmelitana

1) Preghiera

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Martedì 16 giugno 2020 – XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste»
Mt 5,43-48 

Come vivere questa Parola?

Il “prossimo” è “il molto vicino”, “il vicinissimo”! Nella legge si chiede al popolo di amare quelli della propria famiglia, ma qui Gesù ci apre orizzonti! Chiede di “amare i nemici”, di “pregare per chi ci perseguita”. Gesù comanda l’amore, arriva a comandare una cosa che normalmente non si vive come un comando. Ma finché comanda di amare chi ci vuole bene, si può ancora capire, ma “i nemici”, coloro che “non ci vogliono bene”! Accogliere il suo invito diventa molto faticoso, incomprensibile umanamente! Eppure Gesù ce lo comanda. Vuol dire che c’è una via di accesso a questa modalità divina di vivere. Amare il nemico vuol dire aver conosciuto Dio nello Spirito. Il dono dello Spirito di Amore è la chiave del non odiare, del non avere nemici! Dio, il Padre, non ha nemici, ha solo figli da amare. Nello Spirito siamo chiamati a diventare sempre più fratelli.

O Divino Spirito riempici del dono della Tua Presenza, trasforma i nostri cuori capaci di odiare in cuori capaci di amare!

La voce di Papa Francesco

“Quando parliamo di “nemici” non dobbiamo pensare a chissà quali persone diverse e lontane da noi; parliamo anche di noi stessi, che possiamo entrare in conflitto con il nostro prossimo, a volte con i nostri familiari. Quante inimicizie nelle famiglie, quante! Pensiamo a questo. Nemici sono anche coloro che parlano male di noi, che ci calunniano e ci fanno dei torti. E non è facile digerire questo. A tutti costoro siamo chiamati a rispondere con il bene, che ha anch’esso le sue strategie, ispirate dall’amore.

La Vergine Maria ci aiuti a seguire Gesù su questa strada esigente, che davvero esalta la dignità umana e ci fa vivere da figli del nostro Padre che è nei cieli. Ci aiuti a praticare la pazienza, il dialogo, il perdono, e ad essere così artigiani di comunione, artigiani di fraternità nella nostra vita quotidiana, soprattutto nella nostra famiglia.” (ANGELUS, 19 febbraio 2017)

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, I NOSTRI DIRITTI E GLI ALTRUI DOVERI

La morale, che dovrebbe essere lo studio e la pratica dei diritti e dei doveri, finisce per diventare lo studio dei doveri altrui verso di noi.

AUGUST STRINDBERG

Sua madre era una cameriera e il drammaturgo August Strindberg (1849-1912) ne era rimasto sempre così umiliato e complessato da aver intitolato la sua autobiografia Il figlio della serva. Da quel libro estraiamo la citazione sopra proposta. La frase, sferzante, ha un indubbio fondamento di verità. Noi siamo inflessibili giudici della moralità altrui, soprattutto quando i vizi del prossimo colpiscono i nostri diritti. Quando, invece, dobbiamo giudicare noi stessi. L’oggettività della morale lascia spazio a un metro molto allentato che può essere tirato come più ci aggrada.

Vorrei porre l’accento sulla definizione che Strindberg dà della morale: essa è «studio e pratica dei diritti e dei doveri». Si noti la duplicità: non basta la definizione e il riconoscimento di ciò che è bene e di ciò che è male, del giusto e dell’ingiusto, del vero e del falso. La morale è esercizio vitale e personale. Inoltre i contenuti dell’etica riguardano sia i diritti sia i doveri. Facile è premere il pedale sui primi; essi, però, hanno necessariamente un’altra faccia che è quella appunto dei doveri ed è solo nell’equilibrio di entrambi i volti che la morale ha senso ed è autentica. Ritorniamo così al punto di partenza ironico di Strindberg: non si possono scaricare tutti i doveri sugli altri per tutelare i nostri diritti. Sarcasticamente lo scrittore Oscar Wilde notava che «la moralità è l’atteggiamento che adottiamo verso le persone che ci sono antipatiche»!

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 17 Giugno 2020 — 16:29

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