Mettere in moto la reciprocità

Buon mercoledì

«Guardatevi dal praticare le vostre buone opere

davanti agli uomini per essere

da loro ammirati»

Mt 6, 1

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Mercoledì 17 Giugno 2020

Mercoledì della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra,
perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,
perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».  

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Commento al Vangelo: 

San Francesco di Sales (1567-1622)

vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa

Trattato dell’amore di Dio, libro XII, cap. VII

La purezza d’intenzione

Nostro Signore, in rapporto agli anziani, soleva dire ai suoi: “Siate buoni amministratori”. Se lo scudo non è di oro buono, se non ha peso, se non ha il marchio, lo si rifiuta come non ricevibile. Un’opera buona, se non è ornata di carità, se l’intenzione non è pia, non sarà ricevuta come opera buona. Se digiuno, ma per risparmiare, non è il mio un buon digiuno; se è per temperanza, ma ho qualche peccato mortale nell’anima, manca peso a quest’opera, poiché è la carità che dà peso a tutto quanto facciamo; se è solo per convenienza e per comodità coi miei compagni, quest’opera non ha il marchio della buona intenzione. Ma se digiuno per temperanza e sono in grazia di Dio e ho l’intenzione di piacere alla divina maestà con questa temperanza, allora l’opera sarà una buona moneta, che farà crescere in me il tesoro della carità. Bisogna fare benissimo le piccole azioni, farle con grande purezza d’intenzione e una forte volontà di piacere a Dio; allora ci santificano molto. Ci sono persone che mangiano molto e sono sempre magre, estenuate e senza forze, perché non hanno una buona digestione; altri mangiano poco e sono sempre forti e vigorosi, perché hanno uno stomaco buono. Così ci sono anime che fanno molte buone opere e crescono molto poco in carità, perché le fanno con freddezza e svogliatamente, o per istinto e inclinazione di natura, più che per ispirazione di Dio o fervore celeste; al contrario, ce ne sono che fanno non tanto, ma con volontà e intenzione così sante che fanno grande progresso nell’amore: hanno poco talento, ma lo usano così fedelmente che il Signore le ricompensa largamente.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 6, 1-18)


Passa Parola

17/06/2020: Mettere in moto la reciprocità.

Buona giornata.

E noi, nella nostra pratica, abbiamo visto che l’unità è effetto dell’Eucaristia. È lì che si viene veramente deificati, ci si trasforma tutti in Dio (per partecipazione), si diventa uno in lui. Gemma, perla preziosa del Vangelo è l’amore reciproco. (…) Quando il Verbo di Dio si è fatto uomo, si è adattato al modo di vivere del mondo, e fu bambino, figlio esemplare e uomo e lavoratore, ma vi ha portato il modo di vivere della sua patria celeste; e ha voluto che uomini e cose si ricomponessero in un ordine nuovo, secondo la legge del Cielo: l’amore reciproco, come si vive nella Santissima Trinità.

(https://www.cittanuova.it/lamore-reciproco/)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario 

1) Preghiera

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Mercoledì 17 giugno 2020 – XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«1State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. […]

5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. […] 16E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa»

Mt 6, 1-2.5.16

Come vivere questa parola?

L’elemosina, la preghiera, il digiuno, sono i tre pilastri della religione: definiscono il nostro rapporto con l’Altro, gli altri e le cose. Qui è racchiusa tutta la nostra vita, la verità delle nostre relazioni! Esse possono essere vissute in due modi opposti: per autocompiacerci , avere lode e riconoscimento da parte degli uomini, oppure per rispondere a Colui che è il nostro senso di vivere e morire.

In quello che facciamo, in ogni momento, siamo chiamati a scegliere di fondare il bisogno di riconoscimento nell’Altro o negli altri. In relazione alla scelta che faccio, o mi trovo a idolatrare la mia immagine, il mio io – e non ne avrò mai abbastanza, – oppure lascio che il mio cuore e la mia mente siano invasi dalla realtà di Dio, nella quale mi ritrovo amato da figlio, capace di amare come Lui ama me.

Liberami Signore con il Tuo Amore dalla schiavitù della “vanagloria” che inaridisce la vita e le relazioni. Donami la certezza Di essere il tuo “figlio” amato e infinitamente libero nel Tuo Amore

La voce di S. Francesco

“Il bene va nascosto perché non si perda” Beato il servo che accumula nel tesoro del cielo i beni che il Signore gli mostra e non brama di manifestarli agli uomini in vista di una ricompensa, poiché lo stesso Altissimo manifesterà le sue opere a chiunque gli piacerà. Beato il servo che custodisce nel suo cuore i segreti del Signore. (Ammonizione XXVIII (FF 178). FF edizione 2004)

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, COME UN ARABO CIECO

Come un arabo cieco che si scuote dal sonno in una tenda isolata ascolto la tua voce, mia amata, ma non è la tua, e non sei lì, tu. Allora la bolla fonde nell’aria vuota e nel desiderio senza speranza io senza pace dispero.

SAMUEL T. COLERIDGE

L’autobus fermo a un semaforo permette a me e agli altri passeggeri di seguire l’uscita, da una chiesa della città, di una coppia di neosposi, circondati dal solito becero rituale del riso. È una bella e giovane coppia a cui si può augurare tutta la felicità possibile. Ma un guizzo mi attraversa il cervello: vorrei immaginarli fra vent’anni, con l’usura del tempo e i rischi di uno stile di vita che tutto consuma e infrange. lo purtroppo, come tante altre persone, potrei stendere una mia lista non breve di coppie (forse anche da me stesso unite in matrimonio) ora «scoppiate».

Ho preso, allora, tra le mani una piccola e bella antologia curata dal poeta Roberto Mussapi. S’intitola E tacque attorno a te il silenzio (2005) ed è una scelta di vari poeti romantici «per giovani innamorati». Quella che ho citato è dell’inglese Samuel T. Coleridge (1772- 1834). Provate a immaginare la scena amara dipinta nei versi: si cerca, nel buio di una casa, quella voce tanto amata, sembra di sentirla e invece, «non sei lì, tu». Ecco, allora, mancare quasi l’aria, ecco lo spegnersi della luce, ecco il fiore terribile della disperazione che sboccia dalla solitudine, dall’amore spezzato perché forse non ben custodito e alimentato, non ben difeso e ravvivato. Dilaga, allora, nell’anima il gelo della solitudine. Essa ha due volti: può essere una sorta di dieta purificatoria dell’anima, ma è anche, come scriveva il poeta latino Ovidio, un’esperienza amara: Tristis eris si solus eris, «sarai triste, se sarai solo» (Rimedi d’amore, v. 583).

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 17 Giugno 2020 — 23:32

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