Manifestare amore gli uni verso gli altri

Buon giovedì

«Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe,

il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;
ma se voi non perdonerete agli uomini,

neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»

Mt 6, 14-15

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Giovedì 18 Giugno 2020

Giovedì della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;
ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.» 

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Commento al Vangelo: 

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

(1696-1787), vescovo e dottore della Chiesa

Di che intrattenersi con Dio? (Modo di conversare con Dio, http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2LI.HTM, riv.)

Compiacere il Cuore di Dio

Fissate bene, anima devota, nel vostro spirito questo insegnamento, insegnato comunemente dai maestri spirituali, di ricorrere subito a Dio dopo le vostre infedeltà, ancorché le replicaste cento volte al giorno, e di mettervi subito in pace dopo le cadute (…). Fra gli amici che si amano di cuore, non di rado succede che quando l’uno disgusta l’altro e poi si umilia a chiedergli perdono, allora più si stringe tra loro l’amicizia. Così ancora fate voi: fate che i vostri difetti vi servano per maggiormente stringervi in amore col vostro Dio. In qualsivoglia dubbio poi che vi viene, o per voi o per altri, come fanno già gli amici fedeli che in ogni cosa si consigliano insieme, così voi non lasciate mai di consigliarvi con Dio e di pregarlo che v’illumini a risolvere ciò che sarà meglio per lui: “Signore, metti sulle mie labbra la parola da dire, e nel mio cuore la souzione da prendere” (Gdt IX, 18). Signore, ditemi quel che volete ch’io faccia o risponda, ed io cosi farò (I Reg. III, 10). “Parlate, Signore, il vostro servo vi ascolta” (1Sam 3,10). Usategli ancora la confidenza di raccomandargli non solamente le vostre necessità, ma ancora quelle degli altri. Quanto piacerà al vostro Dio, che voi, dimentico alle volte anche dei vostri interessi, gli parliate dei vantaggi della sua gloria, delle miserie altrui! “Ah mio Dio Ah mio Dio amabilissimo, fatevi conoscere e fatevi amare: sia il vostro nome adorato ed amato da tutti, regni il vostro amore in tutti i cuori!” (…) Insomma se volete compiacere il Cuore amante del vostro Dio, procurate, quanto più spesso potete, di parlare con esso continuamente e con tutta la confidenza possibile, ed egli non disdegnerà di rispondervi e di parlare con voi.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 6, 7-15)


Passa Parola

18/06/2020: Manifestare amore gli uni verso gli altri.

Buona giornata.

È sempre Lui , Gesù Crocifisso e Abbandonato , a spiegarci anche come manifestare concretamente nel nostro vivere il nostro essere inseriti nel dialogo di amore della Trinità: nel suo annientamento sulla croce, infatti, Gesù ci mostra I’altra dimensione del comandamento nuovo , il come della reciprocità dell’amore. Se il suo morire in croce apre l’intelligenza del mistero di Dio come relazione d’amore, esso ci mostra qual è il dinamismo di tale amore, fondamento dell’amore ecclesiale.

(Fonte: Fuoco è la tua parola. Come vivere il vangelo – Fabio Ciardi – Ed. Città Nuova)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 18 giugno 2020 – XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«7Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate»
Mt 6,7-8 

Come vivere questa Parola?

La tentazione di vivere da “pagani” nel cuore e nella vita è sempre in agguato!

“Pregando non sprecate parole”, non blaterate …, non moltiplicate parole come coloro che, con i bei discorsi o con un linguaggio accurato, credono di fare colpo su Dio compiacendo se stessi. La ricerca del proprio io non è ricerca di Dio. La ricerca di Dio è relazione e si realizza nell’amore; la preghiera è ascolto, è silenzio, è dialogo, non è un monologo centrato su di sé. I “pagani” non conoscono Dio, hanno con Lui un rapporto formale, razionale. Gesù ci chiede di togliere le maschere del nostro “io” e di “fidarci” di Colui che sa tutto di noi, prima di noi stessi: di Colui che ci è Padre.

Aiutaci Signore a vigilare sulla nostra preghiera, sulle nostre parole, perché nascano dalla vita, siano vere e pure!

La voce di Papa Francesco

“La tentazione della vanità è vivere per apparire, vivere per farsi vedere. […] I cristiani che vivono per apparire, per la vanità, sembrano pavoni: si pavoneggiano! E dicono «ma io sono cristiano, io sono parente di quel prete, di quella suora, di tal vescovo; la mia famiglia è cristiana, siamo bravi tutti». Ciò che invece conta non è vantarsi di qualcosa. Perché l’essenziale è solo «la tua vita col Signore»”

(MEDITAZIONE MATTUTINA , 25 settembre 2014)

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, L’AMICO DELL’AMICO

18 Giugno 2020/in Riflessioni con Card. Ravasi /

È un libro di cui più di un seme di pensiero è cresciuto nel cristianesimo … Vi si impara che per millenni su tutta la terra gli uomini sono sempre stati gli stessi. «Il tuo amico ha un amico, e l’amico del tuo amico un amico, sii dunque prudente nel parlare!» sta scritto. È un insegnamento valido per ogni tempo. C’è anche: «Nessuno può saltare la propria ombra», e ancora: «Sii calzato quando cammini sulle spine».

HANS CHRISTIAN ANDERSEN

Hans Christian Andersen era nato nel 1805 a Odense in Danimarca da un padre ciabattino e da una madre lavandaia che finirà alcolizzata. È lo scrittore che ha accompagnato la nostra infanzia con le sue fiabe (chi non ricorda il «brutto anatroccolo»!). Noi abbiamo estratto un passo del suo breve e delizioso romanzo Peer Fortunato, di taglio autobiografico. Il maestro di musica del protagonista, un ebreo, gli parla del Talmud citando alcuni aforismi particolarmente vivaci.

Noi fissiamo l’attenzione sul primo di questi detti, dedicato al rischio del parlare senza freno. Si è riuniti con un gruppo di amici e il discorso dilaga, sconfinando nella maldicenza. Si è convinti di poter procedere in libertà e, sull’onda di quel piacere sottile che è svelare segreti altrui o abbandonarsi alla critica degli assenti, non ci si accorge della trappola. Tra quegli amici ce n’è uno che è amico proprio di chi si sta colpendo con la mormorazione. Come è ovvio, non gli par vero di andare a riferire ciò che si è detto in quella riunione e così si ramificano le tensioni e persino gli odi. Ricordiamo, allora, la necessità della custodia della lingua sempre e dappertutto: «Dio ti ha dato due orecchie e una lingua, perché tu oda più che tu non parli» diceva san Bernardino da Siena.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 20 Giugno 2020 — 15:42

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