Essere benevoli con tutti

Buon venerdì

«Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero»

Mt 11, 30

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Venerdì 19 Giugno 2020

Sacratissimo Cuore di Gesù, solennita

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

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Commento al Vangelo: 

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301)

monaca benedettina

Esercizi IV, SC 127

Accoglimi nel tuo cuore divino

Ora, amore, mio Re e mio Dio, ora, o Gesù mio diletto. Accoglimi sotto la guardia misericordiosa del tuo divin cuore. Lì, Lì, affinché viva tutta tua, stringimi al tuo amore. Ora quindi, immergimi nel vasto mare della tua profonda misericodia. Lì, Lì, affidami alle viscere della tua sovrabbondante bontà. O, ora, gettami nella fiamma divorante del tuo divino amore. Lì, Lì, fammi passare in te fino a bruciare e a ridurre in cenere l’anima e lo spirito. E all’ora del trapasso, ah, rimettimi alla provvidenza della tua paterna carità. Lì, Lì, o mio dolce Salvatote, consolami con la vista della tua presenza dolcissima. Lì, riconfortami col gusto del prezioso riscatto con cui mi hai salvata. Lì, Lì, chiamami a te con la voce viva del tuo bell’amore. Lì, Lì, accoglimi e infiammami col tuo pedono infinitamente misericordioso. Lì, col soffio della dolcezza del tuo Spirito, effluvio di soavità, attirami a te, tirami in te, e attirami. Lì, nel bacio della perfetta unione, immergimi nell’eterna gioia di te, e donami allora di vederti, possederti, rallegrarmi per sempre di te nella massima felicità, poiché la mia anima è rapita da te, o Gesù, il più caro di tutti. Amen


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 11, 25-30)


Passa Parola

19/06/2020: Essere benevoli con tutti.

Buona giornata.

Tra i vari effetti prodotti dallo Spirito Santo in noi ed elencati qui da san Paolo vengono in primo luogo tutte quelle espressioni dell’amore che costruiscono l’unità tra i fratelli: la pace, la pazienza, la benevolenza, ecc. L’Apostolo li chiama “frutti dello Spirito”, come per sottolineare il nesso logico che passa tra queste espressioni dell’amore cristiano e la radice da cui provengono.

Nella misura in cui lo Spirito Santo cresce nel cristiano – e questo ovviamente dipenderà dalla sua corrispondenza – produce in lui gli stessi sentimenti, lo stesso amore, la stessa volontà di pace e di unità che sono propri di Gesù. Ai Filippesi san Paolo dice: “Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Fil 2,5).

(Fonte: Commento alla Parola di Vita del mese di Gennaio 1993 – Chiara Lubich)


Lectio divina carmelitana

1) Preghiera

O Dio, che per la tua grazia
da peccatori ci fai giusti
e da infelici ci rendi beati,
custodisci in noi il tuo dono,
perché, giustificati mediante la fede,
perseveriamo nel tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Venerdì 19 giugno 2020 – SACRATISSIMO CUORE DI GESU’ (ANNO A) Solennità

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

25In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Mt 11,25-30

Come vivere questa Parola?

Ciò che cambia la vita e la riempie è sapersi amati. Oggi, festa del Sacro Cuore di Gesù, guardiamo a questo cuore e lasciamoci amare da Dio, sentiamoci amati da Lui! Entriamo nel rapporto di amore che c’è tra il Padre e il Figlio! Il Cuore, che è segno dell’amore, ci richiama oggi fortemente la verità del nostro rapporto con Dio. Soltanto in questo rapporto di bene, in questo Amore certo e vero di Dio  per noi ritroviamo la forza di andare avanti e di vivere come Egli ci dice: “Imparate da me mite e umile di cuore”!

Gesù insegnami a lasciarmi amare da Te!

La voce di  Papa Francesco

“Abbiamo un Dio «innamorato di noi», che ci accarezza teneramente e ci canta la ninna nanna proprio come fa un papà con il suo bambino. Non solo: lui ci cerca per primo, ci aspetta e ci insegna a essere «piccoli», perché «l’amore è più nel dare che nel ricevere» ed è «più nelle opere che nelle parole»[…]Le «parole del Signore», ha affermato il Pontefice, «ci fanno capire quel misterioso amore che lui ha per noi». È Gesù stesso che ci indica come fare: quando parla di sé, dice di essere «mite e umile di cuore». Perciò «anche lui, il Figlio di Dio, si abbassa per ricevere l’amore del Padre».”

(MEDITAZIONE MATTUTINA ,27 giugno 2014)

Commento di suor Monica Gianoli FMA

gianoli.monica@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, ABNEGAZIONE

Nella mia vita ne ho passate molte che, al ricordo, la testa mi gira, e adesso ho compreso distintamente col mio cervello e con la mia anima sofferente che l’uomo o non è destinato a nulla, o a una cosa soltanto: a un amore di abnegazione per il prossimo. Ecco dove noi dobbiamo giungere e qual è la nostra missione.

ANTON ECHOV

La sua vita e la sua arte sono segnate da un sottile ma costante pessimismo, alimentato anche dalla tubercolosi che lo condurrà alla tomba a soli 44 anni nel 1904: Anton echov rimane, comunque, uno dei sommi scrittori russi e al suo Racconto di uno sconosciuto (1898) abbiamo attinto proprio per far brillare una frase che è segnata non dal dubbio e dallo sconforto, bensì dalla fiducia. È importante quel crocevia che egli delinea, di fronte al quale ogni persona deve compiere la sua svolta: da una parte si dirama la strada del nulla e della disperazione; dall’altra si apre la via dell’amore. Ed è significativo che echov non abbia esitazioni nella sua decisione.

Vorrei mettere l’accento sulla parola che specifica il suo concetto di amore, «abnegazione». È una parola non molto declinata ai nostri giorni in cui si vuole essere comodi e aver tutto facilmente, senza sforzo e impegno. L’egoismo sembra il vessillo che si inalbera sulla vita, sulla casa, sulla società. Parlare di dedizione, di sacrificio, di rinuncia, di generosità, di disinteresse sembra «passatista», Ed è, invece, solo da questo atteggiamento che cresce e fiorisce l’amore e, alla fine, la serenità interiore e il significato fecondo di un’esistenza. Sant’ Agostino nelle Confessioni scriveva: «L’amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 20 Giugno 2020 — 15:42

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