Ogni prossimo è un dono di Dio per me

Buona Domenica

«Due passeri non si vendono forse per un soldo?

Eppure neanche uno di essi cadrà a terra

senza che il Padre vostro lo voglia»

Mt 10,  29

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Domenca 21 Giugno 2020

XII Domenica delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,26-33

Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati;
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli;
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

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Commento al Vangelo: 

San Patrizio (ca 385-ca 461)

monaco missionario, vescovo

Confessione, § 43- 47; SC 249, 119

« Quello che ascoltate all’orecchio, predicatelo sui tetti »

Non per mia iniziativa ho cominciato questa opera, ma Cristo Signore mi ha ordinato di venire a trascorrere tra i pagani Irlandesi il resto dei miei giorni – se lo vuole il Signore e se mi custodisce da ogni via cattiva. (…) Ma non confido in me stesso «finché sono in questo corpo votato alla morte» (2 Pt 1,13; Rm 7,24). (…) Non ho condotto una vita perfetta come altri fedeli; ma lo confesso al mio Signore e non arrossisco alla sua presenza. Infatti non mentisco: da quando l’ho conosciuto nella mia giovinezza, l’amore di Dio è cresciuto in me, insieme al suo timore, e fino ad oggi, per la grazia del Signore, «ho conservato la fede» (2 Tm 4,7). Rida dunque e mi insulti chiunque vorrà; io non tacerò e non nasconderò «i prodigi e i miracoli» (Dn 6,28) che il Signore che conosce ogni cosa mi ha mostrato, molti anni prima che succedessero. Per questo dovrei rendere senza sosta grazie a Dio, che tanto spesso ha perdonato la mia stupidità e la mia trascuratezza e non si è irritato neanche una sola volta contro di me, nonostante sia stato eletto vescovo. Il Signore mi «ha fatto grazia», «in favore di mille generazioni» (Es 20,6), perché ha visto che ero disponibile. (…) Infatti numerosi erano coloro he si opponevano a questa missione; parlavano anche fra di loro a mia insaputa e dicevano: «Perché costui si getta in un’impresa pericolosa presso degli stranieri che non conoscono Dio?» Non per malizia si esprimevano così; io stesso lo attesto: a causa della mia rozzezza non potevano capire perché io fossi stato nominato vescovo. Neanch’io sono stato pronto a riconoscere la grazia che era in me. Ora tutto questo è diventato chiaro per me. Ora dunque, espongo semplicemente ai miei fratelli e ai miei compagni di servizio che mi hanno creduto, perché «ho predicato prima e lo ripeto ora» (2 Cor 13,2), allo scopo di fortificare e di confermare la vostra fede. Possiate anche voi ricercare scopi più elevati e compiere opere più eccellenti. Questo sarà la mia felicità, poiché «il figlio saggio rende lieto il padre» (Pr 10,1).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 10, 26-33)


Passa Parola

21/06/2020: Ogni prossimo è un dono di Dio per me.

Buona domenica.

Siamo stati creati in dono gli uni per gli altri e realizziamo questo nostro essere impegnandoci per i nostri fratelli e sorelle con quell’amore che viene prima di ogni gesto di amore dell’altro.

Per amare, il cristiano deve fare come Dio: non attendersi di essere amato, ma amare per primo.

E poiché non può fare questo verso Dio, perché Dio ama sempre per primo, il cristiano lo attua con il prossimo.

(Fonte: Città Nuova – Amare per primi – 10.03.2006 – Citazione di Chiara Lubich)


Lectio divina carmelitana

Dare testimonianza del vangelo senza paura
Matteo 10,26-33

1. PREGHIERA INIZIALE

Nel buio di una notte senza stelle,
la notte del non senso,
tu,Verbo della vita,
come lampo nella tempesta della dimenticanza
sei entrato nei limiti del dubbio
a riparo dei confini della precarietà
per nascondere la luce.
Parole fatte di silenzio e di quotidianità
le tue parole umane, foriere dei segreti dell’Altissimo:
come ami lanciati nelle acque della morte
per ritrovare l’uomo, inabissato nelle sue ansiose follie,
e riaverlo, predato, per l’attraente fulgore del perdono.

A te, Oceano di Pace e ombra dell’eterna Gloria,io rendo grazie:
mare calmo alla mia riva che aspetta l’onda, che io ti cerchi!
E l’amicizia dei fratelli mi protegga
quando la sera scenderà sul mio desiderio di te. Amen.


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

21 giugno 2020 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«26Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. 27Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. (…)    
31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 
33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli»
Mt 10,26-27. 31-33

 

Come vivere questa Parola?

L’amore di Dio e l’amore del prossimo vanno sempre di pari passo: non possiamo non sentire la responsabilità di annunciare agli altri la bellezza della nostra relazione col Creatore, in tutti i modi possibili. La nostra testimonianza nasce infatti da un cuore che si lascia riempire dall’amore di Dio, il quale ha detto: “Apri la tua bocca, la voglio riempire” (Sal 81,11). Come possiamo temere di annunciare il Vangelo, e come può risultarci innaturale e forzato, se attraverso l’ascolto di quella parola siamo divenuti sempre più conformi a Cristo, e ognuno di noi è un alter Christus? La crescita del nostro uomo interiore non dovrebbe tanto essere verificata sulla base di progressi misurabili “col metro”, ma sulla base di una gioia che cresce di giorno in giorno e che non si lascia scoraggiare dalle difficoltà, che riduce in polvere, direi quasi stritolandola, ogni avversità che ci viene dall’esterno.

Oggi mi propongo di versare il mio piccolo contributo all’annuncio del Vangelo parlando di Dio e di Gesù anche se può sembrare un’intromissione sconveniente e sgarbata.

La voce di una santa

“Non abbiamo bisogno di usare bombe o pistole per dominare il mondo. Usiamo l’amore e la compassione. La pace comincia con un sorriso: sorridi cinque volte al giorno a quella persona cui non avresti nessunissima voglia di sorridere: fallo per la pace”

(Madre Teresa di Calcutta).

Commento di Don Enrico Emili

enricoemili@tiscali.it

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, SODDISFAZIONE

Soddisfazione: è quella sensazione piacevole suscitata dalla contemplazione delle miserie umane altrui.

AMBROSE BIERCE

Ritorniamo ad attingere a un libro già da noi usato in altre occasioni, Il dizionario del diavolo. Esso si rivela come un costante, sarcastico pugno allo stomaco rivolto ai benpensanti che si nascondono sotto il manto dell’ipocrisia, non confessando neppure a loro stessi la «diabolica» infamia dei loro veri pensieri. Come è noto, a scriverlo è stato un autore statunitense, Ambrose Bierce, una curiosa figura di intellettuale e di avventuriero, morto in Messico durante la rivoluzione zapatista. Certo, è il diavolo a comporre idealmente questo dizionario: le sue definizioni sono, quindi, provocatorie, immorali, blasfeme, eppure riescono paradossalmente a condurci a un esame di coscienza nei confronti del demoniaco che alberga in noi.

Basti solo cogliere la triste verità di questa fra le tante definizioni che ho scelto a caso da quel «dizionario» molto speciale. Quante volte, infatti, di fronte al male altrui, ci rinchiudiamo nel soddisfatto egoismo di non essere a quel livello, e il gesto di compassione e di sostegno per il misero ha dentro di sé il sottile compiacimento per la nostra superiorità e diversità. «Rallegrarsi con quelli che sono nella gioia e piangere con quelli che sono nel pianto», come ammonisce san Paolo (Romani 12,15), è tutt’altro che facile, se si vogliono vivere sentimenti autentici e avere una partecipazione vera e sincera. E a questo proposito, ecco un’altra definizione «diabolica» di Bierce: «Egocentrico: una persona che si interessa più di sé che di me».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 21 Giugno 2020 — 23:49

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