Prendere l’iniziativa nell’amare

Buon giovedì

«Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti

e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde,

perché era fondata sopra la roccia»

Mt 7, 24 

—————————

MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

—————————

—————————


Giovedì 25 Giugno 2020

.

Giovedì della XII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,21-29

21In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? 23Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. 24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». 28Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: 29egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.

—————————

Commento al Vangelo: 

Beato Columba Marmion (1858-1923)

abate

La nostra fede, vittoria sul mondo

Vivere sulla roccia della fede

Il giusto, cioè chi nel battesimo ha rivestito l’uomo nuovo creato nella giustizia e vive di fede, in quanto giusto, e della luce che gli porta il sacramento dell’illuminazione. Più vive della fede, più vive la vera vita soprannaturale, più realizza in lui la perfezione dell’adozione divina. Considerate bene l’espressione: ‘Ex fide’. Cosa vuol dire esattamente? Che la fede deve essere radice di tutte le nostre azioni, di tutta la vita. Ci sono anime che vivono “con la fede”: ‘Cum fide’. Hanno la fede, e non si può negare che la praticano; ma si ricordano della loro fede solo in certe occasioni. (…) Ma quando la fede è viva, forte, ardente, quando si vive di fede, cioè quando ci si comporta in tutto con i principi della fede, quando la fede è la radice di tutte le nostre azioni, il principio interiore di ogni attività, allora diventiamo forti e stabili, nonostante difficoltà, contrarietà, tentazioni. Perché? Perché con la fede giudichiamo e consideriamo ogni cosa come Dio la vede, la giudica, la considera: partecipiamo all’infallibilità, immutabilità, stabilità divina. Non è altro di quanto ha detto nostro Signore. “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica – è questo “vivere di fede” -, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde”. Perché, aggiunge di seguito Gesù, “era fondata sopra la roccia” (Mt 7,27).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 7, 21-29)


Passa Parola

25/06/2020: Prendere l’iniziativa nell’amare.

Buona giornata.

E’ un amore la cui natura è di prendere l’iniziativa comunicando tutto quello che possiede. Di conseguenza è un amore che costruisce e che trasforma. Il Padre celeste ci ama non già perché siamo buoni, spiritualmente belli e perciò meritevoli di attenzione e di benevolenza; ma, al contrario, amandoci crea in noi la bontà e la bellezza spirituale della grazia, facendoci diventare degli amici e dei figli suoi.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita del mese di febbraio pubblicata sulla rivista Città Nuova del febbraio 1992)


Lectio divina carmelitana

1) Preghiera

Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore
per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Giovedì 25 giugno 2020 – XII settimana del tempo ordinario (Anno pari)

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«21Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli (…)
24Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia (…)
28Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: 29egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi»
Mt 7,21. 24. 28-29

 

Come vivere questa Parola?

Non si è veramente cristiani se non ci si sottopone con umiltà e confidenza alla volontà del Padre, se non si riconosce la propria limitatezza di figli, se non ci si abbandona a quella forza autorevole, salda e normativa che viene dall’alto. Soltanto una relazione diretta con Dio – come fu con Gesù che era continuamente a colloquio col Padre – può elevarci da quell’approssimazione e quel dilettantismo spirituale in cui tante volte rinchiudiamo il nostro cristianesimo. Soltanto Dio sa essere veramente esigente, perché ci conosce fino in fondo e non può accontentarsi delle nostre briciole. Soltanto ascoltando Lui capiremo cosa è bene per la nostra vita. Soltanto quando faremo tabula rasa di tutte le nostre illusioni e dei falsi dèi ai quali abbiamo elevato incenso, riconosceremo che Egli sempre è stato lì, ad attenderci, rassicurandoci che mentre tutte le nostre costruzioni finiscono per perdere l’equilibrio e vacillare, la casa che Egli ci prepara e dove saremo in sua compagnia non subirà mai scosse.

Ciò che è importante per me è importante anche per Dio. Oggi voglio riflettere su quegli obiettivi che considero veramente importanti nella mia vita e verificare a che punto sto rispetto alla loro realizzazione.

La voce di un Papa

“La missione che ogni mattina il Signore ci dona: trasmettere «una grande gioia, che sarà di tutto il popolo» (Lc 2,10). Ma, appunto, non come teoria o conoscenza intellettuale o morale di ciò che dovrebbe essere, bensì come uomini che immersi nel dolore sono stati trasformati e trasfigurati dal Signore” (Papa Francesco).

Commento di Don Enrico Emili

enricoemili@tiscali.it

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, CHI SONO IO?

Affamato di colori, di voci di uccelli, assetato di parole buone, di compagnia … , stanco e vuoto nel pregare, nel pensare, nel creare. Chi sono io? Oggi sono uno, domani un altro. Sono tutt’e due insieme? Il primo servizio che si deve offrire al prossimo è quello di ascoltarlo.

DIETRICH BONHOEFFER

Ecco due considerazioni complementari di Dietrich Bonhoeffer, teologo ucciso dai nazisti ed espressione di un’intensa spiritualità e testimonianza cristiana. La prima nasce da un’esperienza che, prima o poi, tutti attraversiamo. Siamo ansiosi di vita, di luce, di amore; eppure ci sentiamo vuoti e stanchi. Si spegne ogni fremito, si perde il sapore dei gesti che compiamo, si affloscia il desiderio di pregare, pensare, creare. Ci si sente come divisi tra uno stato di attesa e una sconsolata rassegnazione. Il giorno prima ci si illudeva e ci si sentiva mossi dallo Spirito, il giorno successivo si è delusi e senza carica interiore.

Ebbene, quando si è in simili situazioni e, più in generale, quando si è nel tempo della prova, il dono più prezioso che si riceve è quello di avere qualcuno che ci ascolti, come indica Bonhoeffer nella seconda frase. Essere capaci di stare in ascolto dell’altro, sentendo la sua confessione o la sua confidenza, è una realtà che spesso non si sa offrire, presi come siamo dalla fretta o dai nostri problemi. Ci sono genitori che non sanno più fermarsi coi loro figli, preti che hanno troppi impegni per ascoltare le persone sole e in travaglio intimo, coppie che non dialogano più tra loro. Eppure sapersi veramente ascoltati (e non solo «sentiti») è una fonte importante di sostegno e coraggio.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

Print Friendly, PDF & Email
Updated: 26 Giugno 2020 — 0:04

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *