Rinnovare ogni giorno i nostri buoni propositi

Buon lunedì

«Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli,

e tutto ciò che scioglierai sulla terra

sarà sciolto nei cieli»

Mt 16, 19

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MESE di GIUGNO

dedicato al 

S. CUORE di CRISTO GESU’

(più avanti trovate una serie di preghiere dedicate al Sacro Cuore)

https://www.preghiereperlafamiglia.it/GIUGNO.htm

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Lunedì 29 Giugno 2020

Santi Pietro e Paolo, apostoli, solennità

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 16,13-19

13In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». 14Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

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Commento al Vangelo: 

San Bernardo (1091-1153)

monaco cistercense e dottore della Chiesa

Primo discorso per la festa di san Pietro e san Paolo, 1, 3, 5

« Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli » (Lc 22,32)

Cristo mediatore « non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca » (1 Pt 2, 22). Come oserei avvicinarmi a lui, io che sono peccatore, anzi grande peccatore, i cui peccati sono più numerosi della sabbia del mare? Egli è estremamente puro, e io estremamente impuro… Per questo Dio mi ha dato questi apostoli, che sono uomini e peccatori, anzi grandi peccatori, che hanno imparato dalla loro personale esperienza quanto dovevano essere misericordiosi nei confronti degli altri. Colpevoli di grandi colpe, concederanno alle grandi colpe un perdono facile e con la misura con la quale è stato misurato per loro, misureranno per noi. L’apostolo Pietro ha commesso un grande peccato, anzi forse non ce n’è di più grande. Ha ricevuto per questo un perdono, così pronto e facile, tanto da non aver perso nulla del privilegio del suo primato. E Paolo che aveva scatenato una persecuzione senza limite contro la Chiesa appena nata è condotto alla fede dalla chiamata del Figlio di Dio in persona; e in cambio di tanti mali viene colmato di beni così grandi da divenire « lo strumento eletto per portare il nome del Signore dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele » (At 9, 15)… Pietro e Paolo sono i nostri maestri: hanno pienamente imparato dal solo Maestro di tutti gli uomini i sentieri della vita, E ci ammaestrano ancora oggi.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 16, 13-19)


Passa Parola

29/06/2020: Rinnovare ogni giorno i nostri buoni propositi.

Buona settimana.

[…] il nostro costante impegno di vita: essere, per l’unità vissuta, Gesù; per avere, come dice ancora san Paolo, “la mente di Cristo”; e poter esprimere non comprensioni qualsiasi, ma il pensiero di Gesù, di Gesù fra noi. […]

(Fonte: Hubertus Blaumeiser al Convegno di Aggiornamento Teologico – Castel Gandolfo, 15 aprile 1997)


Lectio divina carmelitana

Gesù disse a Pietro: “Tu sei Pietra!”
Pietra di appoggio e pietra di inciampo
Matteo 16,13-23

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’ hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen


AMICI E SERVITORI DELLA PAROLA

Lunedì 29 GIUGNO 2020 –  SOLENNITÀ DEI SANTI PIETRO E PAOLO

 

DALLA PAROLA DEL GIORNO

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Mt 16,17-19

 

Come vivere questa Parola?

Quanto è rassicurante questo brano del Vangelo per ognuno di noi, deboli nella fede e peccatori: Gesù sceglie Pietro, nonostante tutto, e forse proprio per questo.

Lui è uno di noi, Lui è come noi. Ma Lui è anche Pietro, la roccia della nostra fede, l’esempio per il nostro cammino.

E non importa se cadremo o sbaglieremo, lui l’ha fatto prima di noi.

E non importa se avremo paura, anche lui l’ha avuta, come noi.

E non importa se non saremo sempre all’altezza di quanto ci viene richiesto, è stato così anche per lui.

E non importa se qualche volta l’entusiasmo ci annebbierà la vista o ci rallenterà il passo, è successo anche a lui.

E proprio perché Pietro è così vicino ad ognuno di noi e ci somiglia tanto, possiamo imitarlo e prenderlo a modello.

Come Pietro, Signore aiutaci ad essere pietre vive, solide e sicure sulle quali e con le quali costruire la tua Chiesa.

La voce di Papa Francesco

Anche con noi, oggi, Gesù vuole continuare a costruire la sua Chiesa, questa casa con fondamenta solide ma dove non mancano le crepe, e che ha continuo bisogno di essere riparata… Ognuno di noi è una piccola pietra, ma nelle mani di Gesù partecipa alla costruzione della Chiesa.

Angelus 27 agosto 2017

 

Commento di suor Sandra Bona FMA

suorsandra61@gmail.com

Casa di Preghiera San Biagio www.sanbiagio.org  info@sanbiagio.org

Breviario Laico, I PROPRI ERRORI

Non ho mai conosciuto un uomo che, vedendo i propri errori, ne sapesse dar la colpa a se stesso. / Gli errori dell’uomo lo fanno particolarmente amabile.

CONFUCIO / JOHANN W. GOETHE

Ho messo insieme oggi due frasi di argomento analogo che avevo annotato durante letture differenti. La prima riflessione proviene dall’orizzonte lontano della Cina, da quel «maestro K’ung» che è stato latinizzato in Confucio (VI-V sec. a.C). Dai suoi Lun Yü o Dialoghi ho, infatti, desunto una verità che siamo poco inclini a riconoscere. Quando la vita ci dimostra che abbiamo sbagliato, a tutto siamo pronti, anche a giungere all’assurdo e al ridicolo, pur di non riconoscere che la colpa è nostra. Le scuse infantili addotte dal bambino sorpreso con le mani nella marmellata sono le stesse – certo, adattate e più sofisticate – che continuiamo a riproporre da adulti, pur di non confessare la nostra fragilità e responsabilità.

Il coraggio di confessare i propri errori ci farebbe più forti e più apprezzati, diceva anche Gandhi, ma è una strada scarsamente imboccata. A questo punto viene bene la seconda frase tratta dalle Massime e riflessioni del grande Goethe. Gli errori rendono più umana ogni persona. Certo, sono sempre un limite, ma proprio per questo la fanno diventare più vicina a ognuno, più amabile e familiare. È per questo che, allora, riconoscere uno sbaglio con semplicità non è una vergogna ma un atto di dignità, capace di produrre simpatia. Anche perché, come diceva De Gaulle, «solo gli imbecilli non si sbagliano mai». Non bisogna poi dimenticare che gli errori sono facilmente visibili e sembrano quasi galleggiare in superficie; i valori di una persona sono spesso nascosti, proprio come accade per Il’ perle, che si raggiungono solo tuffandosi in profondità negli abissi marini.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


 

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”(Mt 10,40).

Il Vangelo di Matteo racconta in questo capitolo la scelta che Gesù fa dei Dodici e il loro invio alla predicazione del suo messaggio.

Sono nominati ad uno ad uno, segno del rapporto personale che hanno costruito con il Maestro, avendolo seguito fin dall’inizio della sua missione. Ne hanno conosciuto lo stile, fatto soprattutto di vicinanza con i malati, i peccatori e quelli considerati indemoniati; tutte persone scartate, giudicate negativamente, da cui tenersi alla larga. Solo dopo questi segni concreti dell’amore per il suo popolo, Gesù stesso si prepara ad annunciare che il Regno di Dio è vicino.

Gli apostoli sono dunque inviati a nome di Gesù, come suoi “ambasciatori” ed è Lui che deve essere accolto attraverso di loro. Spesso i grandi personaggi della Bibbia, per l’apertura del cuore verso un ospite inatteso, fuori programma, ricevono la visita di Dio stesso. Anche oggi, soprattutto nelle culture che mantengono un forte senso comunitario, l’ospite è sacro anche quando è sconosciuto e per lui si prepara il posto migliore.

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Updated: 29 Giugno 2020 — 22:04

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