Caricarsi delle sofferenze del prossimo

Buon venerdì

«Beati quelli che pur non avendo visto crederanno!»

Gv 20, 29

—————————

MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

—————————

—————————


Venerdì 03 luglio 2020

San Tommaso, apostolo, festa

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,24-29

24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». 26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». 28Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».

—————————

Commento al Vangelo: 

Sant’Antonio di Padova (ca 1195 – 1231)

francescano, dottore della Chiesa

Domenica dell’ottava di Pasqua

Santo dubbio del discepolo Tommaso

Tommaso disse ai dodici: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò” (Gv 20,25) Tommaso significa “abisso”, perché a causa del suo dubbio ha ottenuto una conoscenza più profonda ed è diventato più forte nella fede. (…) Non fu per caso ma per disposizione divina che Tommaso era assente e non volle credere a quanto gli dicevano. Ammirabile disegno! Santo dubbio del discepolo! “Se non vedo nelle sue mani”, dice. Voleva vedere riedificata la tenda di cui Amos aveva detto: “In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è caduta; ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine” (Am 9,11). Davide indica la divinità; la tenda, il corpo stesso di Cristo nel quale prese dimora, come in una tenda, la divinità, caduta, annientata dalla morte e Passione. Le brecce dei muri indicano le piaghe delle mani, dei piedi e del costato. Sono le piaghe che il Signore ha riedificato con la sua risurrezione. E’ riguardo a loro che Tommaso dice: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”. Il Signore comprensivo non volle lasciare nel dubbio il discepolo sincero che sarebbe diventato un vaso d’elezione. Tolse dunque dal suo spirito, con un gesto di bontà, la nebbia del dubbio, come tolse a Paolo l’accecamento dell’infedeltà. “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente! Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”” (Gv 20,27-28).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Gv 20, 24-29)


Passa Parola

03/07/2020: Caricarsi delle sofferenze del prossimo.

Buona giornata.

[…] Seguendo questo modello ci si può svuotare di se stessi , di fronte a tutti e <vivere negli altri> – come dice Chiara Lubich – condividendo le loro gioie e i loro dolori. Gesù Abbandonato vive in tutti noi prendendo sopra di se tutte le sofferenze dell’umanitä; analogamente, se mi svuoto di me stesso, il mio prossimo può caricare le proprie sofferenze sul mio cuore, sentirsi compreso e amato ed essere attirato nell’unita.

(Fonte: Kenosi e Nulla Assoluto – DI Donald W. Mitchell)


Lectio divina carmelitana

Giovanni 20,24-29 
Tempo ordinario

1) Preghiera

Esulti la tua Chiesa, o Dio, nostro Padre,
nella festa dell’apostolo Tommaso;
per la sua intercessione si accresca la nostra fede,
perché credendo abbiamo vita nel nome del Cristo,
che fu da lui riconosciuto suo Signore e suo Dio.
Egli vive e regna con te…

Breviario Laico, IL TONO

Ciò che nel linguaggio meglio si comprende non è la parola, bensì il tono, l’intensità, la modulazione, il ritmo con cui una serie di parole viene pronunciata.

FRIEDRICH W. NIETZSCHE

Tutti sanno quanto sia decisiva in musica la tonalità, che è una vera e propria gerarchia istituita tra i suoni (si parla di «scala») nei confronti di quella che viene chiamata la «tonica», ossia il suono principe verso il quale gli altri gravitano. Ebbene, qualcosa del genere vale anche per il linguaggio: tante volte sono più incisivi e decisivi il tono, la modalità espressiva, la forza o la delicatezza rispetto allo stesso contenuto. È ciò che ci ricorda il filosofo tedesco ottocentesco Friedrich W. Nietzsche nella frase sopra citata. Questa sua osservazione sembra scontata, eppure non è facilmente praticata. Quante prediche, pur apprezzabili nel merito, diventano «inascoltabili» per tono ed espressività!

Quante parole vengono dilapidate invano perché non sono calibrate, non sono precise e chiare e non ci si preoccupa di renderle efficaci ed energiche! O viceversa, in quante occasioni la forma roboante, graffiante e mordace rende scostante chi ti sta dicendo cose forse utili e importanti. Siamo, dunque, in presenza di due realtà necessarie e preliminari rispetto al parlare: l’intelligenza e lo stile. Certo, non si può sempre essere sorvegliati e acuti, ma un maggior esercizio nel dire e nel porgere è da praticare con impegno. Si eviterebbero tante tensioni, ci sarebbe più armonia e ci si aiuterebbe reciprocamente. Lo scrittore tedesco Heinrich Boll (1917-85) ricordava che «nell’esercizio anche del più umile dei mestieri, lo stile e il modo sono decisivi». La giusta maniera di fare le cose e di comportarsi non è un mero ornamento esteriore, ma partecipa della sostanza stessa di quella realtà o di quell’atteggiamento.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

Print Friendly, PDF & Email
Updated: 4 Luglio 2020 — 15:50

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *