Essere grati a chi ci fa del bene

Buon sabato

«Possono forse gli invitati a nozze

essere in lutto

mentre lo sposo è con loro?»

Mt 9, 15

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Sabato 04 luglio 2020

Sabato della XIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,14-17

14In quel tempo, si accostarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». 15E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno. 16Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. 17Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

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Commento al Vangelo: 

San Giovanni Paolo II (1920-2005)

papa

Lettera apostolica « Mulieris dignatatem », §26-27 (© Libreria Editrice Vaticana)

L’Eucaristia: il dono che Cristo/Sposo fa alla Chiesa/Sposa

Prima di tutto nell’Eucaristia si esprime in modo sacramentale l’atto redentore di Cristo Sposo nei riguardi della Chiesa Sposa. (…) Il Concilio Vaticano II ha rinnovato nella Chiesa la coscienza dell’universalità del sacerdozio. Nella Nuova Alleanza c’è un solo sacrificio e un solo sacerdote: Cristo. Di questo unico sacerdozio partecipano tutti i battezzati, sia uomini che donne, in quanto devono «offrire se stessi come vittima viva, santa, a Dio gradita (cf. Rm 12, 1), dare in ogni luogo testimonianza di Cristo e, a chi la richieda, rendere ragione della loro speranza della vita eterna (cf. 1 Pt 3, 15)». (…) Tutti nella Chiesa (…) partecipano cioè non solo alla missione sacerdotale, ma anche a quella profetica e regale di Cristo Messia. Questa partecipazione determina, inoltre, l’unione organica della Chiesa, come Popolo di Dio, con Cristo. In essa si esprime nel contempo il «grande mistero» della Lettera agli Efesini (5,32): la Sposa unita al suo Sposo; unita, perché vive la sua vita; unita, perché partecipa della sua triplice missione (…); unita in una maniera tale da rispondere con un «dono sincero» di sé all’ineffabile dono dell’amore dello Sposo, redentore del mondo. Ciò riguarda tutti nella Chiesa, le donne come gli uomini, e riguarda ovviamente anche coloro che sono partecipi del «sacerdozio ministeriale», che possiede il carattere di servizio. Nell’ambito del «grande mistero» di Cristo e della Chiesa tutti sono chiamati a rispondere – come una sposa – col dono della loro vita all’ineffabile dono dell’amore di Cristo, che solo, come redentore del mondo, è lo Sposo della Chiesa.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 9, 14-17)


Passa Parola

04/07/2020: Essere grati a chi ci fa del bene.

In famiglia di solito si impara presto a dire grazie quando si riceve qualcosa in dono o in prestito, più raramente capita invece di ringraziare l’altro per il modo che ha di starci vicino, per aver condiviso fino in fondo una nostra preoccupazione, o per averci regalato un sorriso aldilà della stanchezza.


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, RIFIUTARE

È inutile parlare molto quando si rifiuta di concedere qualcosa; l’altro sentirà sempre e solo il no.

JOHANN W. GOETHE

Accade a tutti di dover rifiutare un favore: non è detto che sempre lo si faccia di malanimo o per egoismo. Le ragioni possono essere fondate e quindi si ricorre a un’argomentazione o a scuse motivate. Tuttavia – ci ammonisce Goethe nel suo dramma Ifigenia in Tauride (1787), mirabile ripresa dell’omonima tragedia del greco Euripide – quel che rimane nell’altro che si era rivolto a te è il no, il diniego, il rifiuto. Nascono, così, freddezze e recriminazioni non sempre giustificate. Di fronte a questo dato di fatto vorremmo fare due considerazioni.

La prima riguarda le domande di favori. C’è spesso una petulanza, un’insistenza e una pretesa che diventano insopportabili. Molti sono sottilmente convinti che la loro richiesta sia quasi un diritto. C’è, poi, anche il fatto che spesso una concessione riservata a uno diventi causa di rimostranze e recriminazioni da parte di un altro. Voltaire (1694-1778) attribuiva questa battuta al Re Sole, Luigi XIV: «Tutte le volte che assegno una carica faccio cento scontenti e un ingrato». Un po’ di pudore e di discrezione nell’avanzare richieste sarebbe, perciò, salutare. C’è, però, una seconda osservazione da fare. Talvolta il rifiuto nasce da egoismo, pigrizia, disimpegno. E allora vale sempre il monito di Gesù: «Quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Matteo 7,12). La generosità è segno di carità e di animo nobile, soprattutto quando costa fastidio e fatica. «È più facile essere generosi che non rimpiangerlo» diceva lo scrittore Jules Renard.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 6 Luglio 2020 — 0:10

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