Sostenere chi è nella prova

Buon mercoledì

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti

e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli»

Mt 11, 25

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Mercoledì 15 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407)

sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa

Omelie sul Vangelo di San Matteo, n° 38, 1

“Le hai rivelate ai piccoli”

“Ti benedico, o Padre, dice Gesù, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti”. Come! Si rallegra di perdere coloro che non gli credono? Assolutamente no: quanto sono ammirabili i disegni di Dio per la salvezza degli uomini! Quando essi si oppongono alla verità, rifiutano di accoglierla, Dio non li forza mai, li lascia fare. E’ il loro stesso smarrimento che li spinge a ritrovare la strada; rientrando in se stessi, ricercano in fretta la grazia della chiamata alla fede che in un primo tempo avevano disprezzato. Coloro invece che le sono rimasti fedeli, mostrano un fervore ancora più grande. Cristo si rallegra perciò del fatto che queste cose sono rivelate ad alcuni, ma si dispiace che ad altri siano nascoste; si vede quando piange sulla città (Lc 19,41). Con lo stesso spirito San Paolo scrive: “Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso” (Rom 6,17). (…)       Di quali sapienti vuol parlare qui Gesù? Degli scribi e dei farisei. Dice ciò per incoraggiare i discepoli mostrando di quali privilegi essi siano stati giudicati degni; benché semplici pescatori, essi hanno ricevuto una luce che i sapienti e gli intelligenti hanno disdegnato. Questi ultimi sono sapienti solo di nome; si credono sapienti ma sono falsi eruditi. Perciò Cristo non dice: “Le hai rivelate agli stolti”,  ma “ai piccoli”, cioè a uomini semplici e senza mezzi termini. Così ci insegna a rinunciare alla mania di grandezza e a cercare la semplicità. San Paolo soggiunge: “Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente” (1Cor 3,18).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 11, 25-27)


Passa Parola

15/07/2020: Sostenere chi è nella prova.

Buona giornata.

[…] La debolezza e la sofferenza dei nostri affetti più cari e più sacri, possono essere, per i nostri figli e i nostri nipoti, una scuola di vita – è importante educare i figli, i nipoti a capire questa vicinanza nella malattia in famiglia – e lo diventano quando i momenti della malattia sono accompagnati dalla preghiera e dalla vicinanza affettuosa e premurosa dei familiari. La comunità cristiana sa bene che la famiglia, nella prova della malattia, non va lasciata sola. E dobbiamo dire grazie al Signore per quelle belle esperienze di fraternità ecclesiale che aiutano le famiglie ad attraversare il difficile momento del dolore e della sofferenza. Questa vicinanza cristiana, da famiglia a famiglia, è un vero tesoro per la parrocchia; un tesoro di sapienza, che aiuta le famiglie nei momenti difficili e fa capire il Regno di Dio meglio di tanti discorsi! Sono carezze di Dio.[…]

(Fonte: Papa Francesco – Udienza Generale – Mercoledì, 10 giugno 2015)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, GLI ADULATORI

Gli adulatori sono abili lettori del pensiero. Ti dicono proprio quello che pensi.

THOMAS BABINGTON MACAULAY

Alzi la mano chi, almeno una volta in vita, non si è lasciato incantare da una lusinga o da un apprezzamento, anche se evidentemente esagerato o enfatico. E, in senso contrario, chi non è mai ricorso all’incensamento o alla sviolinata per accaparrarsi il favore di una persona importante? Potremmo torcere il celebre motto di Voltaire sulla calunnia nel suo antipodo: «Lodate, lodate: qualcosa resterà!». Uno scrittore moralista francese del Settecento, il marchese Luc de Clapiers, osservava che «noi amiamo persino le lodi che sappiamo non essere sincere», tanto è dolce l’adulazione.

Sopra ho, invece, citato una frase presente nella Storia d’Inghilterra del barone Thomas Babington Macaulay, politico e storico dell’Ottocento. Le sue sono parole sacrosante e dovremmo ripetercele quando ci sentiamo troppo celebrati ed esaltati, consapevoli che questo atteggiamento è stato da noi forse esercitato nei confronti di chi volevamo conquistare o imbonire. Certo, un po’ di urbanità, di generosità e di fiducia infusa nell’interlocutore è una buona cosa. Ma la piaggeria, la prostrazione e la cortigianeria fino alla falsità e all’impudenza sono una malattia che infetta i rapporti sociali e non di rado anche quelli ecclesiali. È necessario conservare dignità e sincerità, anche se qualche volta può costare in successo, carriera e popolarità. L’adulazione, infatti – notava Balzac nel suo famoso romanzo Eugénie Grandet (1833) – «non viene mai dalle anime grandi; è, invece, appannaggio degli spiriti piccini, che riescono a rimpicciolirsi ancor più per riuscire a entrare meglio nella sfera vitale delle persone intorno a cui gravitano».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 15 Luglio 2020 — 23:36

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