Sollevare con generosità i pesi del prossimo

Buon sabato

«Nel suo nome spereranno le genti»

Mt 12, 21

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Sabato 18 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

Sant’Agostino (354-430)

vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Commento al Salmo 99, 8-9, PL 37, 1275-1276

“Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro”

“Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità” (1Co 15,54), allora ci sarà dolcezza perfetta, giubilo pefetto, lode senza fine, amore senza pericolo. (…) E quaggiù? Non gusteremo alcuna gioia? (…) Certamente, si trova qui la gioia; gustiamo nella speranza della vita futura una gioia di cui saremo saziati in cielo. Ma occorre che il grano patisca molto in mezzo alla zizzania. I semi sono mescolati alla paglia e il giglio cresce in mezzo alle spine. (…) Infatti, che si dice alla Chiesa? “Come un giglio fra i cardi, così la mia amata tra le fanciulle” (Ct 2,2), si dice, e non fra le straniere. O Signore, quali consolazioni ci dai? Qual conforto? Piuttosto quale spavento? Chiami spine le tue figlie? Sono spine – risponde – per la loro condotta, ma figlie per i miei sacramenti. (…) Dove dovrà dunque rifugiarsi il cristiano per non piangere in mezzo a falsi fratelli? Dove andrà? Fuggirà nel deserto? Là lo seguiranno occasioni di cadere. Si separerà, fino a non sopportare più alcuno dei suoi simili, se procede bene? Ma, ditemi, qualcuno lo avrebbe sopportato prima della conversione? (…) Se col pretesto che sta migliorando, non volesse sopportare nessuno, perciò stesso è chiaro che non ha migliorato. Ascoltate bene: “Sopportatevi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace” (Ef 4,2-3). Non c’è nulla in te che un altro non debba sopportare?


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 13, 24-43)


Passa Parola

18/07/2020: Sollevare con generosità i pesi del prossimo.

Buon fine settimana.

[…] «Per amare cristianamente occorre “farsi uno” con ogni fratello […]: entrare il più profondamente possibile nell’animo dell’altro; capire veramente i suoi problemi, le sue esigenze; condividere le sue sofferenze, le sue gioie; chinarsi sul fratello; farsi in certo modo lui, farsi l’altro. Questo è il cristianesimo, Gesù si è fatto uomo, si è fatto noi per far noi Dio; in tale maniera il prossimo si sente compreso, sollevato».

È l’invito a mettersi “nella pelle dell’altro”, come espressione concreta di una carità vera. Forse l’amore di una madre è il miglior esempio per illustrare questa Parola messa in pratica: la madre sa condividere la gioia con il figlio che gioisce e il pianto con quello che soffre, senza giudizi e pregiudizi.

(Fonte: C. Lubich, L’amore reciproco: nucleo fondamentale della spiritualità dell’unità, convegno degli ortodossi, Castel Gandolfo, 30 marzo 1989)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, LE VARIE FEDI

Fa’ attenzione a non legarti ad alcuna credenza esclusiva e a non misconoscere la verità presente in tutte le altre. Coltiva nel tuo animo un interesse primario per le varie fedi, nessuna esclusa, poiché l’Altissimo Iddio è troppo grande per essere compreso da una sola fede e non dalle altre.

IBN ‘ARABI

Ci credereste che a scrivere queste parole così aperte ed «ecumeniche» è stato uno dei massimi teologi musulmani? Basterebbe prendere in mano il libro Fusus al-hikam, ossia «gemme di saggezza», di Ibn ‘Arabi (1165-1240) nell’ edizione araba di Beirut (o nella versione inglese Wisdom of Prophets), per scoprire che è suo questo consiglio, inserito in un’ opera che è simile a un testamento spirituale. Non bisogna dimenticare che questo pensatore era nato e vissuto in Spagna ma si era trasferito anche in Marocco e a Damasco, ove era morto, unendo così culture diverse.

Certo, egli non cessa di essere musulmano e di considerare Maometto come il «sigillo dei profeti». Tuttavia il suo invito è quello di scoprire tutti i semi di verità deposti da Dio nei vari terreni religiosi e spirituali. Detto in altri termini, senza cadere in un sincretismo relativista, è necessario superare la grettezza dell’integralismo esclusivista. Una lezione, certo, disattesa dai fondamentalisti musulmani ma talora anche da quei cristiani che respingono in blocco l’Islam in modo aggressivo e sprezzante, senza comprendere che in esso ci sono voci e fermenti di comunione che il nostro rigetto fa spegnere, lasciando spazio alle reazioni più aspre della difesa. Ritroviamo, invece, la fecondità dell’ascolto, della conoscenza, del dialogo e del confronto.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 18 Luglio 2020 — 23:11

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