Servire con prontezza

Buon giovedì

«Senza di me non potete far nulla»

Gv 15, 5

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Giovedì 23 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

Beato Columba Marmion (1858-1923)

abate

Al seguito di Cristo

Restare uniti a Gesù in ogni cosa

Piacere al Padre del cielo perché sia glorificato, perché il suo regno venga in noi e tutta la sua volontà si compia, e ciò in modo stabile e totale, è la perfezione. (…) Il risultato di tale attitudine è che “portiamo frutto in ogni opera buona” di cui parla S. Paolo (Col 1,10). E nostro Signore non dichiara forse lui stesso che questa perfezione è gloriosa per Dio: “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto” (Gv 15,8). Allora, dove prenderemo la forza che deve fecondare tutte le nostre azioni e farci riportare al Padre questa ricca messe di buone opere con le quali glorificarlo? La forza feconda è la grazia che ci viene solo da Gesù. Solo restando uniti a lui potremo essere divinamente fecondi: “Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto” (Gv 15,5). Senza di lui “non possiamo compiere nulla che sia degno di suo Padre”, con lui, in lui, portiamo molto frutto: lui è la vigna, noi i tralci. Mi chiederete come “restare” in Gesù? Con la fede, innanzitutto. S. Paolo ci dice che “Cristo abiti per la fede nei vostri cuori” (Ef 3,17). Poi, con l’amore: “Rimanete nel mio amoe” (Gv 15,9), l’amore che, unito alla grazia, ci consegna interamente al servizio di Cristo e all’osservanza dei suoi precetti. (…) Così tutto ci riporta a restare uniti a Gesù in ogni cosa, a contemplarlo sempre per imitarlo, a fare sempre come lui, “per amore”, “quello che il Padre mi ha comandato” (Gv 14,31): “io faccio sempre le cose che gli sono gradite” (Gv 8,29). E’ il segreto della perfezione, il mezzo infallibile di avere parte al compiacimento che “il Padre ha nel suo Figlio prediletto”.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Gv 15, 1-8)


Passa Parola

23/07/2020: Servire con prontezza.

Buona giornata.

[…] prestando attenzione all’altro e rispondendo con prontezza alle sue esigenze, amando con i fatti. A volte si tratterà di migliorare il proprio lavoro, di svolgerlo con sempre maggiore competenza e perfezione, perché con esso si serve la comunità.[…]

(Fonte: Padre Fabio Ciardi – Come colui che serve – 25 marzo 2007 – Città Nuova)


Lectio divina carmelitana

1) Preghiera

O Dio, che salvi i peccatori e li rinnovi nella tua amicizia,
volgi verso di te i nostri cuori:
tu che ci hai liberato dalle tenebre
con il dono della fede,
non permettere che ci separiamo da te,
luce di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, MAI NULLA ACCADRÀ

Val la pena che il sole si levi dal mare e la lunga giornata incominci? Domani tornerà l’alba tiepida con la diafana luce e sarà come ieri e mai nulla accadrà.

CESARE PAVESE

Nella Bibbia c’è un sapiente, Qohèlet, che esclama: «Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà: non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: guarda, questa è una novità? Proprio questa cosa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto» (1,9-10). E così via, ripetendo la sua convinzione che la storia sia come un disco inceppato che ripete sempre la stessa nota, un flusso circolare di «tempi e momenti» (si legga il c. 3 di quel libro biblico). La stessa amara sensazione è replicata da Cesare Pavese nei versi che sopra ho citato.

È questa l’esperienza di molte persone che, certo, non approderanno come lo scrittore piemontese al suicidio, ma la cui vita rimarrà all’insegna della noia, nella scontata certezza che ogni giorno che comincia non reca in sé nessun germe di novità, di freschezza, di speranza. Un noto saggista, Pietro Citati, nel suo libro I frantumi del mondo (1978) osservava come sul viso di tante persone «ci capita di scorgere sempre più di frequente un’espressione di malumore e malcontento, che scende come una maschera di tedio a soffocare lineamenti un tempo eleganti». È, questa, una situazione che colpisce persino i giovani e li conduce a sopravvivere, senza ideali e fremiti, senza attese e aspirazioni. Ritroviamo tutti la capacità di scoprire le piccole novità di ogni giorno, con la fiducia in una grande sorpresa che forse può attraversare all’improvviso la nostra vita.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 23 Luglio 2020 — 22:47

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