Sapersi figli amati da Dio

Buon Domenica

«Il regno dei cieli è …»

Mt 13, 44

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Domenica 26 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

San Basilio (ca 330-379)

monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa

Grandi Regole monastiche, § 8

“Vende tutti i suoi averi”

Spesso e con insistenza nostro Signor Gesù Cristo ha detto: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24). (…) E ancora: “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi” (Mt 19,21). Per chi capisce, la parabola del mercante vuol dire la stessa cosa: “Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra”. Qui la perla preziosa indica certamente il Regno dei cieli e il Signore ci mostra che è impossibile ottenerlo se non lasciamo tutto quanto possediamo: ricchezza, gloria, nobiltà di nascita e quanto gli altri cercano con avidità. Il Signore ha anche dichiarato che è impossibile prendersi cura come si deve di quanto facciamo se la mente è presa da diverse realtà: “Nessuno può servire a due padroni” ha detto (Mt 6,24). Perciò “il tesoro che sta nei cieli” è l’unico da scegliere e dove ‘mettere’ il nostro cuore “Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). (…) In verità, si tratta di portare il nostro cuore nella vita del cielo, in modo che si possa dire: “La nostra patria invece è nei cieli” (Fil 3,20). Soprattutto si tratta di cominciare ad assomigliare a Cristo, “da ricco che era, si è fatto povero per noi” (2Cor 8,9).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 13, 44-52)


Passa Parola

26/07/2020: Sapersi figli amati da Dio.

Buona domenica.

Ha scritto Chiara Lubich: «Credere è sentirsi guardati e amati da Dio, è sapere che ogni nostra preghiera, ogni parola, ogni mossa, ogni avvenimento triste o gioioso o indifferente, ogni malattia, tutto, tutto, tutto […] è guardato da Dio. E se Dio è Amore, la fiducia completa in Lui non ne è che la logica conseguenza. Possiamo avere allora quella confidenza che porta a parlare spesso con Lui, a esporgli le nostre cose, i nostri propositi, i nostri progetti. Ognuno di noi può abbandonarsi al suo amore, sicuro di essere compreso, confortato, aiutato. […] “Signore – possiamo chiedergli –, fammi rimanere nel tuo amore. Fa’ che mai un attimo io viva senza che senta, che avverta, che sappia per fede, o anche per esperienza, che Tu mi ami, che Tu ci ami”.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita del mese di Febbraio 2020: «Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità» (Mc 9,24).» – Letizia Magri)


Lectio divina carmelitana

Tre parabole del Regno di Dio
Scoprire i segni di Dio nella vita di ogni giorno
Matteo 13,44-52 

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

Breviario Laico, L’UOMO NUDO

La virtù non è preclusa ad alcuno, è accessibile a tutti, accoglie tutti, chiama tutti, liberi, liberti, schiavi, re, esuli. Non sceglie la casa o il censo, si accontenta dell’uomo nudo.

LUCIO ANNEO SENECA

Tempo fa mi sono dedicato a una rivisitazione delle sette virtù tradizionali: le tre teologali (fede, speranza e carità) e le quattro cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza). Ne è nato un libro, Ritorno alle virtù (2005), che ha registrato questo percorso di letture. Bisogna riconoscere che, sbeffeggiata a livello pratico, la virtù riesce, però, a provocare almeno le menti e, si spera, le coscienze. Anche perché, come scriveva il celebre architetto quattrocentesco Leon Battista Alberti, «solo è senza virtù chi non la vuole». lo, invece, sono risalito ora a un maestro pagano del passato, così caro ai cristiani da esser diventato il soggetto di un più o meno apocrifo epistolario con san Paolo, il filosofo latino Seneca.

La sua considerazione, tratta dall’opera De beneficiis, è limpida: la virtù non è frutto di cultura, non è appannaggio di uno stato sociale, non è privilegio di classe; essa appartiene in dote all’«uomo nudo», ossia alla creatura umana nella sua dignità sorgiva. La virtù è, come la legge naturale, un seme deposto nella coscienza: sta alla singola persona farlo crescere, fiorire e fruttificare. Anzi, spesso l’apparenza esteriore, la ricchezza, la stessa cultura, il successo e il fascino militano contro la virtù, quasi soffocandola. Un altro grande maestro del passato, il cinese Confucio, non esitava ad ammonire che «belle parole e un aspetto insinuante sono raramente associati con l’autentica virtù». Ecco perché è necessaria la semplicità, la «nudità» interiore, per essere veramente virtuosi.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 27 Luglio 2020 — 22:17

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