Accompagnare con amore chi è in difficoltà

Buon Lunedì

«…Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto,

è più grande degli altri legumi e diventa un albero,

tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami»

Mt 13, 32

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Lunedì 27 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

San Claudio La Colombière (1641-1682)

gesuita

Diario spiritual

Il seme della grazia

La grazia di Dio è un seme che non bisogna soffocare, ma anche non bisogna troppo esporlo. Bisogna nutrirlo nel cuore e non mostrarlo troppo agli occhi degli uomini. Due sono le specie di grazie, piccole all’apparenza, e da cui non di meno può dipendere la nostra perfezione e la salvezza: 1. una luce che ci svela una verità: bisogna raccoglierla con cura e custodirla affinché non si spenga a causa nostra; occorre servirsene come di una regola in tutte le azioni, vedere che ci conduca, ecc.; 2. un movimento che ci porta a fare qualche atto di virtù in certe occasioni; occorre essere fedeli a questi moti, perché la fedeltà è a volte il nodo della felicità. Una mortificazione che Dio ci ispira in certe circostanze, se si ascolta la sua voce, produrrà forse grandi frutti e la santità in noi; disprezzare questa piccola grazia, potrebbe avere funeste conseguenze, come è successo a degli eletti che sono caduti in disgrazia per aver mancato di approfittare di piccole cose.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  (Mt 13, 31-35)


Passa Parola

27/07/2020: Accompagnare con amore chi è in difficoltà.

Buona settimana.

[…] Che dire, allora, oggi, ai nostri che si dibattono nella sofferenza? Che augurio far loro? Come comportarci nei loro riguardi? Avviciniamoli anzitutto con sommo rispetto: anche se ancora forse non lo pensano, essi sono in questo momento visitati da Dio. (…) Assicuriamoli anche del nostro continuo ricordo e della nostra preghiera, perché sappiano prendere direttamente dalle mani di Dio quanto li angustia e li fa soffrire e lo possano unire alla passione di Gesù, onde sia potenziato al massimo. Aiutiamoli poi ad avere sempre presente il valore della sofferenza. E ricordiamo loro quel meraviglioso principio cristiano della nostra spiritualità, per il quale un dolore amato come volto di Gesù crocifisso e abbandonato si può tramutare in gioia.

(Tratto da: “Natale con chi soffre”, in: Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, pag. 265. Città Nuova Ed., Roma 2019.)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, I FALLITI

Gli uomini di successo sono uomini un po’ pericolosi, perché ratificano la cultura esistente, sono il suo prodotto e la sua legittimazione. I falliti sono spesso ricchi di umanità, perché hanno tentato di superare il sistema … , di far fiorire l’uomo inedito che è l’insieme delle possibilità che ognuno di noi ha in sé.

PADRE ERNESTO BALDUCCI

Ho incontrato solo poche volte padre Ernesto Balducci, personalità affascinante per la sua straordinaria intelligenza e per la sua fremente passionalità. Mi capita tra le mani uno dei suoi ultimi libri, Pianeta Terra, casa comune (1992), con una dedica originalissima, quasi premonitrice della fine drammatica che avrebbe avuto di lì a un paio d’anni. Scelgo alcune righe che oppongono in modo suggestivo gli uomini di successo e i falliti. Ormai tutto congiura a farci scegliere i primi come modello di creatività, mentre in realtà essi sono tali solo perché s’adeguano all’onda dominante e sanno blandire e dire quelle cose che la massa vuole sentirsi dire.

Spesso il fallito è, invece, colui che ha voluto tentare strade nuove, è stato coerente con se stesso, non ha compiuto scelte solo motivate da calcolo e da vantaggi immediati. Ha fatto fiorire quell’«uomo inedito» che non è ancora apparso ma che è dentro le grandi e infinite possibilità dell’umanità. Certo, noi non parliamo qui dei falliti per inerzia o stupidità, ma di quegli uomini liberi, puri e creativi che il mondo rigetta perché inquietano e sconvolgono i luoghi comuni e la banalità. Sono, alla fine, i veri santi, che sanno svelare le grandiose potenzialità dell’amore e della libertà interiore. D’altronde, scherzava (ma non troppo) Jonathan Swift, l’autore dei Viaggi di Gulliver (1726), osservando che «quando al mondo appare un genio, potete riconoscerlo da un segno inequivocabile: tutti si coalizzano contro di lui».

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 27 Luglio 2020 — 22:18

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