Vivere con pienezza l’attimo presente

Buon mercoledì

«Io sono la risurrezione e la vita;

chi crede in me, anche se muore,

vivrà»

Gv 11, 25

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Mercoledì 29 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

Sant’Agostino (354-430)

vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Trattato sul vangelo di Giovanni, 49,15

« Chi crede in me vivrà »

« Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno ». Cosa vuol dire? « Chi crede in me, anche se è morto come è morto Lazzaro, vivrà », perché egli non è Dio dei morti ma dei viventi. Così rispose ai Giudei, riferendosi ai patriarchi morti da tanto tempo, cioè ad Abramo, Isacco e Giacobbe: « Io sono il Dio di Abramo, il Dio d’lsacco e il Dio di Giacobbe; non sono Dio dei morti ma dei viventi: essi infatti sono tutti vivi » (Lc 20, 38). Credi dunque, e anche se sei morto, vivrai; se non credi, sei morto anche se vivi. (…) Quando è che muore l’anima? Quando manca la fede. Quando è che muore il corpo? Quando viene a mancare l’anima. La fede è l’anima della tua anima. « Chi crede in me anche se è morto nel corpo, vivrà nell’anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire. E chiunque vive nel corpo e crede in me, anche se temporaneamente muore per la morte del corpo, non morirà in eterno per la vita dello spirito e per la immortalità della risurrezione ». Questo è il senso delle sue parole. « Lo credi tu? » – domanda Gesù a Marta -; e lei risponde: « Sì, Signore, io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, che sei venuto in questo mondo (Gv 11, 26-27). E credendo questo, ho con ciò creduto che tu sei la risurrezione, che tu sei la vita; ho creduto che chi crede in te, anche se muore, vivrà, e che chi vive e crede in te, non morirà in eterno ».


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Gv 11, 19-27)


Passa Parola

29/07/2020: Vivere con pienezza l’attimo presente.

Buona giornata.

Vivere l’attimo presente solennemente.  Attimo dopo attimo per Gesù, tutto per Gesù: patire,dormire, essere ammalati, lavorare, per Gesù. Nient’altro importa: non importa lavorare, essere sani, soffrire, piangere, ridere … Tutto per Gesù, ogni cosa fatta bene, perfettamente. Mi alzo al mattino, riordino la mia stanza meglio di ieri; comincio il mio lavoro meglio di ieri; parlo con qualcuno, cerco le parole, meglio di ieri, e così via.[…]

(Fonte: Chiara Lubich – Notiziario della Mariapoli Permanente – Loppiano – Meglio di ieri – 1.1.1981)


Lectio divina carmelitana

Tempo ordinario

1) Preghiera

Dio onnipotente ed eterno,
il tuo Figlio fu accolto come ospite a Betania
nella casa di santa Marta,
concedi anche a noi
di esser pronti a servire Gesù nei fratelli,
perché al termine della vita
siamo accolti nella tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, DALL’ ANTICO EGITTO

Tutte insieme le meravigliose creazioni di Dio né mattina né sera tacciano! Non tacciano nemmeno gli astri luminosi, né le alte montagne né gli abissi dei mari, né le sorgenti dei rapidi fiumi, mentre noi cantiamo nei nostri inni il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E tutti gli angeli dei cieli rispondano: Amen! Amen! Amen! Potenza, lode, onore e gloria eterne al nostro Dio, unico donatore di ogni grazia! Amen!

PREGHIERA DI ANONIMO CRISTIANO DEL III SEC.

A circa 200 km a sud del Cairo c’era un’antica città di nome Ossirinco. Là sul finire dell’Ottocento giunsero due archeologi inglesi e iniziarono a scavare: alla luce vennero non solo i resti della città ma letteralmente quintali di papiri greci di ogni genere, documenti ufficiali, testi letterari, corrispondenza privata, appunti. Si pensi che finora l’edizione di quei manoscritti occupa una sessantina di volumi! Tra quei papiri c’erano molti scritti cristiani, non solo neotestamentari ma anche pagine di preghiere personali ecclesiali come quella che oggi abbiamo proposto.

Il testo non ha bisogno di commento. Noi solo vorremmo che fosse recitato dai credenti come inno di lode, in un momento di preghiera personale. Sarebbe anche un modo per risalire a un atto di fede che un anonimo cristiano del III secolo proclamava con tutto il suo cuore. Sarebbe come far continuare un respiro orante che attraversa i millenni. Sarebbe come superare il tempo e lo spazio e unirei nella contemplazione pura, nella lode gloriosa e nell’amore gioioso a tanti nostri fratelli e sorelle sparsi nel mondo e nella storia, consapevoli delle parole di Gesù: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Matteo 18,20).

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 29 Luglio 2020 — 23:06

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