Dare il proprio tempo con generosità

Buon giovedì

«Così sarà alla fine del mondo.

Verranno gli angeli e separeranno

i cattivi dai buoni»

Mt 13, 49 

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MESE di LUGLIO

dedicato al 

PREZIOSISSIMO SANGUE

di N. SIGNORE GESU’ CRISTO

https://www.preghiereperlafamiglia.it/LUGLIO.htm

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Giovedì 30 luglio 2020

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Commento al Vangelo: 

Sant’Agostino (354-430)

vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Esposizione sul salmo 95, 14-15 (Nuova Biblioteca Agostiniana)

« Sulla riva… raccolgono i buoni »

“Giudicherà il mondo secondo giustizia, i popoli secondo la sua verità” (Sal 95,13). In che cosa consisteranno la giustizia e la verità? Prima sceglierà quelli, tra i suoi eletti (Mc 13,27), che dovranno essere giudici insieme con lui; poi separerà gli altri in due gruppi, ponendone uno alla destra e uno alla sinistra (Mt 25,33). E potrà esserci cosa più giusta, più conforme a verità, che quei tali che prima della venuta del giudice si ricusarono di agire con misericordia, non si attendano misericordia dal giudice? Viceversa, quelli che si impegnarono per agire con misericordia saranno giudicati con misericordia (Lc 6,37). A quelli che si troveranno a destra sarà detto: “Venite, benedetti del Padre mio! Possedete il regno che vi è stato preparato fin dalla creazione del mondo”. Ed elenca le opere di misericordia: “Ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi dissetaste”, eccetera (Mt 25,31s). (…) Pensi forse che, perché tu sei iniquo, abbia ad esserlo anche il giudice? O, perché tu sei bugiardo, pensi che non sia vera la verità? Al contrario! Se vuoi incontrarlo pieno di misericordia, sii tu misericordioso prima che egli venga. Se qualcuno ha mancato contro di te, perdonalo. Se hai qualcosa d’avanzo, dallo al prossimo. (…) Dai della roba avuta da lui, non fai altro che una restituzione. “Che cosa hai infatti che tu non l’abbia ricevuto?” (1 Cor 4,7). Ecco allora le vittime che tornano più gradite a Dio: la compassione, l’umiltà, la confessione, la pace, la carità. Rechiamo all’altare queste ostie e attenderemo tranquilli la venuta del giudice, che “giudicherà il mondo secondo giustizia e i popoli secondo la sua verità”.


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Mt 13, 47-53)


Passa Parola

30/07/2020: Dare il proprio tempo con generosità.

Buona giornata.

La vita cristiana è, infatti, un credere all’amore di Dio in tutte le cose, anche nelle prove e nelle permissioni sue più dolorose; è un saper vedere questo amore in modo particolare nella sua Parola, nei doveri del nostro stato e nell’eseguirli con generosità. La vita cristiana sta pure nel lavorare per il regno di Dio, cioè per la diffusione del suo amore tra tutti gli uomini, attuando anzitutto il comandamento dell’amore scambievole che ci fa riconoscere seguaci di Cristo e porta il mondo a vedere.

(Fonte: Commento alla Parola di Vita di Novembre: Vivere con pienezza – http://www.loppiano.it/LN/1992%205.pdf)


Lectio divina carmelitana

1) Preghiera

O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Breviario Laico, VERGOGNARSI

Una volta si sentiva spesso la frase: «Ma lei non si vergogna?». Oggi non si sente più. Probabilmente perché la risposta sarebbe: «Ma è ovvio che non mi vergogno. Perché mai dovrei vergognarmi?». Vergogna è una parola scomparsa … La vergogna è il sentimento che si prova quando si sa di aver compiuto un atto che la coscienza morale condanna.

NORBERTO BOBBIO

Così leggo nel colloquio tra Maurizio Viroli e Norberto Bobbio, Dialogo intorno alla repubblica (2001). Il filosofo, scomparso nel 2004, punta l’indice su un aspetto sconcertante a diversi livelli, a partire da quello della politica per scendere giù fino ai comportamenti quotidiani. Non ci si vergogna più perché si è venduta la coscienza morale. Anzi, si è arrivati al punto di tacita re ogni rimorso mentendo spudoratamente, prima in pubblico, poi a se stessi. Non c’è più esitazione nell’invertire i valori etici.

Impressiona, perciò, l’arroganza dell’immoralità, la spregiudicatezza nell’agire, la sfrontatezza nel giustificarsi. Ai nostri giorni si potrebbe ripetere la famosa domanda dell’ Amleto shakespeariano: «O Vergogna, dov’è il tuo rossore?». Infatti, non si ha neppure più quel segno esteriore che rivelava un rigurgito interiore di moralità, un sussulto della coscienza. L’espressione «faccia di bronzo» ben s’attaglia a molti che con impudenza riprendono posizioni sociali, anche dopo palesi azioni ingiuste. O a coloro che sono pronti, per servilismo o per interesse privato, a incensare figure discutibili e operazioni illecite, senza nessun imbarazzo o reticenza. Se non ne siamo più capaci, impariamo di nuovo a vergognarci e ad arrossire: non è un segno di debolezza ma di dignità e di nobiltà d’animo, è l’emblema di una coscienza ancor viva e non intorpidita.

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


Il vangelo di Matteo racconta un episodio della vita di Gesù che può sembrare poco importante: sua madre e i suoi familiari vanno a Cafarnao, dove egli si trova con i discepoli per annunciare a tutti l’amore del Padre. Probabilmente hanno camminato a lungo per trovarlo, e desiderano parlargli. Non entrano nel luogo in cui Gesù si trova, ma mandano un messaggio: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

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Updated: 31 Luglio 2020 — 16:25

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