Vivere nel presente attenti al prossimo

Buona Domenica

Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano;

date loro voi stessi da mangiare»

Mt 14, 16

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MESE di AGOSTO

dedicato a 

DIO PADRE

https://www.preghiereperlafamiglia.it/AGOSTO.htm

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Domenica 02 agosto 2020

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Commento al Vangelo: 

Sant’Atanasio (295-373)

vescovo d’Alessandria, dottore della Chiesa

24ma lettera; pasquale

“In disparte in un luogo deserto”

Tutti i santi hanno dovuto evitare “la via larga e spaziosa” (Mt 7,13), per vivere soli, in disparte, e là vivere nella virtù: Elia, Eliseo (…), Giacobbe. (…) Il deserto e l’abbandono dei tumulti della vita procurano all’uomo l’amicizia di Dio; quando Abramo è uscito dal paese dei Caldei è stato chiamato “amico di Dio” (Gc 2,23). Anche il grande Mosè, dopo essere partito dall’Egitto (…) ha parlato con Dio faccia a faccia, è stato salvato dalla mano di nemici ed ha attraversato il deserto. Tutti questi rappresentano l’uscita dalle tenebre verso l’ammirabile luce, e la salita verso la città celeste (Eb 11,16), prefigurazione della vera felicità e della festa eterna. Quanto a noi, abbiamo ormai la realtà che ombre e simboli annunciavano, cioè l’immagine del Padre, nostro Signor Gesù Cristo (Col 2,17; 1,15). Se sempre lo riceviamo in cibo e segniamo la porta dell’anima col suo sangue, saremo liberati dai pesi del Faraone e dei suoi sorveglianti (Es 12,7; 5,6). (…) Ora abbiamo trovato la strada dalla terra al cielo (…). Un tempo, con la mediazione di Mosè, il Signore precedeva i figli d’Israele in una colonna di fuoco e di nebbia; ora, ci chiama lui stesso con le parole: “Chi ha sete venga a me e beva; chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv 7,37ss). Ognuno si prepari dunque, con desiderio ardente, ad andare a questa festa; ascolti il Salvatore che lo chiama, poiché lui ci consola tutti e ciascuno. Chi ha fame, vada a lui: è il vero pane (Gv 6,32). Chi ha sete vada a lui: è la sorgente d’acqua viva (Gv 4,10). Il malato vada a lui: è il Verbo, la Parola di Dio, che guarisce i malati. Se qualcuno è oppresso dal peso del peccato e si pente, trovi rifugio ai suoi piedi: è il riposo e la porta della salvezza. Il peccatore abbia fiducia, poiché egli ha detto: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11,28).


Sinossi Valtortiana del Vangelo del giorno…  Mt 14, 13-21)

M7 14 13 19 Prima Pani04273


Passa Parola

02/08/2020: Vivere nel presente attenti al prossimo.

La preghiera ci rimette sulla strada della verità su noi stessi e su Dio; il digiuno ci fa condividere la situazione di tante persone che affrontano i tormenti della fame e ci rende più attenti al prossimo; l’elemosina è un’occasione benedetta per collaborare con la Provvidenza di Dio a beneficio dei suoi figli. E vi invito a fare dell’elemosina uno stile di vita e a perseverare nell’aiuto concreto a coloro che sono nel bisogno. Il vostro impegno vi chiede di essere sempre attenti ad offrire, oltre all’aiuto materiale, il calore di sentirsi accolti, la delicatezza del rispetto e la fraternità, senza le quali nessuno può riprendere coraggio e sperare nuovamente nel futuro.

(Fonte: http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2018/february/documents/papa-francesco_20180216_pro-petri-sede.html)


Lectio divina carmelitana

La moltiplicazione dei pani
Matteo 14,13-21 

1. LECTIO

a) Orazione iniziale:

Vieni Spirito Santo
Vieni Fuoco d’amore
Vieni Padre dei poveri
Vieni Refrigerio dell’anima mia.

Breviario Laico, STARE CON SE STESSI

Sentii che, senza accorgermene, mi ero trasformato in una specie di rottame o moncone infermo. Ora l’aspetto principale della noia era l’impossibilità pratica di stare con me stesso, la sola persona al mondo, d’altra parte, della quale non potevo disfarmi in alcun modo.

ALBERTO MORAVIA

Per molti da domani inizia l’attesa avventura delle vacanze, un’esperienza esaltata come rimedio per stress e insoddisfazioni, in realtà non di rado prolungamento in altro luogo e con altro ritmo di una frustrazione che non è, certo, guarita dal divertimento, dalle distrazioni, dal relax. Mi sono venute in mente alcune pagine significative di un romanzo, a suo tempo destinato al successo come lo era il suo autore e ora con lui del tutto dimenticato. Intendo riferirmi alla Noia che Alberto Moravia pubblicò nel 1960.

Il piccolo paragrafo che ho citato e che registra il monologo interiore del protagonista Dino esprime in modo incisivo lo stato interiore di molte persone avvolte nella ragnatela della noia, dell’abitudine, della mancanza di senso per vivere e agire. Significativa è l’incapacità di stare con se stessi: si tratta del dramma peggiore, perché da se stessi non ci si può liberare se non col suicidio, suggello estremo di un fallimento. Dino lo programmerà, ma non avrà il coraggio di compierlo, continuando così un’esistenza vuota e infastidita da quella coscienza che rimane sempre accanto a te. Ebbene, senza giungere a questa patologia grave dell’anima, più diffusa di quanto si pensi, saremo capaci di stare con noi stessi, in verità e sincerità, almeno in questi giorni, così da ritrovare un significato e un valore per la vita?

Testo tratto da: G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori


La lettera che l’apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma è un testo straordinariamente ricco di contenuto. Egli infatti vi esprime la potenza del Vangelo nella vita di ogni persona che lo accoglie, la rivoluzione che questo annuncio porta: l’amore di Dio ci libera!

Paolo ne ha fatto l’esperienza e vuole esserne testimone, con le parole e con l’esempio. Questa sua fedeltà alla chiamata di Dio lo porterà proprio a Roma, dove potrà dare la vita per il Signore.

 

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Updated: 4 Agosto 2020 — 21:54

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